L’Ue in breve

Commissione: “reinsediamento” per i rifugiati “Offrire protezione ai rifugiati, aumentando la cooperazione politica e pratica tra i paesi membri”: obiettivi e strategia di un possibile “Programma comune di reinsediamento” sono stati illustrati la scorsa settimana a Bruxelles dalla Commissione europea. Il testo ora passa al vaglio dei 27 Stati Ue. L’iniziativa riguarda “il reinsediamento di rifugiati provenienti da paesi terzi in uno Stato membro”: con tale termine l’Esecutivo intende il trasferimento di individui dal paese di primo asilo, esterno all’Ue, a un altro paese, “dove possono iniziare una nuova vita e trovare protezione permanente”. “La grande maggioranza dei rifugiati nel mondo si trova fuori dall’Ue, in paesi in via di sviluppo dell’Asia e dell’Africa”. “Secondo le stime dell’agenzia Onu Unhcr sono 747mila i rifugiati in attesa di trasferimento; solo 66mila hanno trovato una nuova collocazione nel 2008 e di questi appena 4.378 sono stati accolti nell’Ue” (i paesi membri disponibili all’accoglienza sono finora 10 su 27). Jacques Barrot, commissario per il settore libertà, sicurezza e giustizia, ha dichiarato: “Il reinsediamento di rifugiati provenienti da paesi terzi va distinto da quello di rifugiati da uno Stato membro a un altro per scopi di solidarietà intracomunitaria”, dei quali pure si parla in questi giorni in relazione agli sbarchi che si verificano direttamente sulle coste meridionali dell’Unione. “Il reinsediamento interviene come estrema risorsa – ha spiegato Barrot -, quando il rifugiato non può tornare nel paese di origine né rimanere nel paese terzo ospitante in condizioni di sicurezza. Molti di questi casi riguardano persone vulnerabili, come bambini, donne sole con figli”. Barrot, che ha più volte fatto riferimento ai termini “fermezza” (contro gli immigrati irregolari) e “umanità”, ha chiarito che “varie attività collegate all’identificazione dei rifugiati da reinsediare e alla loro accoglienza saranno svolte congiuntamente dagli Stati membri”. Inoltre “gli Stati Ue resteranno liberi di decidere se partecipare o meno al reinsediamento e, in caso positivo, quanti rifugiati accogliere”. “Per incoraggiare la partecipazione, ogni paese riceverà 4mila euro per ciascun rifugiato accolto”.La leader degli uiguri all’Europarlamento”Il governo cinese, grazie al controllo dei mezzi di comunicazione, sta oscurando la verità per attuare il massacro di massa del popolo uiguro”: Rebiya Kadeer, leader della minoranza uigura dello Xinjiang, è stata ospite dell’Europarlamento, offrendo ai deputati la sua versione dei fatti di inizio luglio, quando a Urumqui, capoluogo della regione, gli scontri tra minoranza musulmana ed esercito di Pechino hanno provocato 200 morti e duemila feriti. “Sono pronta a discutere con il governo cinese le riforme necessarie a recuperare i fallimenti degli ultimi sessant’anni”, ha spiegato Kadeer a Bruxelles, chiedendo un’inchiesta indipendente su quanto accaduto. L’Emiciclo aveva discusso il 15 luglio della situazione creatasi nella regione nord-occidentale cinese. Kadeer (62 anni, due volte candidata al Nobel per la pace, dopo 8 anni di carcere vive ora in esilio negli Stati Uniti) ha denunciato tutte le forme di violenza, anche quelle della propria parte; ha quindi sostenuto che Pechino vuole “cancellare la nostra etnia e la nostra fede religiosa” e ha fatto un parallelo tra la situazione degli uiguri e quella dei tibetani. Verso il G20 di Pittsburgh. Summit straordinario UeIn vista del G20 che si svolgerà a fine settembre a Pittsburgh (Stati Uniti), Fredrik Reinfeldt, premier svedese e presidente di turno dell’Unione europea, ha convocato un summit straordinario dei Ventisette a Bruxelles il 17 settembre. A margine del G20 dei ministri economici e finanziari, svoltosi il 4 e 5 settembre a Londra, Reinfeldt ha spiegato: “Il summit straordinario dell’Unione offrirà l’occasione per discutere le risposte di lungo periodo alla crisi economica e finanziaria” e consentirà un confronto “sul finanziamento della lotta al cambiamento climatico”. Il premier di Stoccolma intende far giungere i paesi membri dell’Ue a Pittsburgh con una posizione comune, “parlando a una sola voce”. Commercio e investimenti fra Cina ed EuropaÈ affidato a Catherine Ashton, commissario Ue al commercio, il filo delle relazioni economiche con la Cina, ritenute essenziali per lo sviluppo dei mercato unico comunitario. All’inizio del viaggio che la sta portando nel grande paese asiatico (6-11 settembre), Ashton ha affermato: “Abbiamo obiettivi comuni con la Cina; dobbiamo rafforzare la fiducia reciproca per dare pieno compimento al nostro potenziale e rispondere efficacemente alle nuove sfide comuni”. La commissaria sta sottolineando in questi giorni, nel corso di incontri di alto livello con esponenti politici e del mondo economico cinese, argomenti quali le regole per i commerci, gli investimenti, la protezione dei diritti intellettuali, le tecnologie verdi.