GERMANIA

Una scelta responsabile

I vescovi esortano a partecipare al voto del 27 settembre

Quale governo succederà alla “Große Koalition”, tedesca, la grande coalizione guidata da Angela Merkel? Se lo chiedono in molti in Germania, dove il 27 settembre si svolgeranno le elezioni del Parlamento federale (Bundestag). Per l’occasione, la Conferenza episcopale tedesca ha rivolto un appello ai cittadini affinché partecipino alle elezioni. Il documento – di cui riportiamo i punti salienti – è stato letto in tutte le parrocchie cattoliche del Paese il 6 settembre.Contribuire alla stabilità. “Le elezioni si svolgeranno in un periodo di insicurezza mondiale e di turbolenze soprattutto nel mondo economico-finanziario, che riguardano anche il nostro Paese. Sugli esiti e sulla fine di questo periodo non vi è ancora chiarezza. Allo stesso tempo, molte aree del mondo vivono sviluppi di crisi e conflitti violenti che interessano anche noi. A ciò si aggiunga una serie di complessi problemi all’interno della nostra società e del nostro Paese. La scelta degli elettori deve essere pertanto avveduta, ponderata e responsabile, affinché possa contribuire alla stabilità e alla capacità di agire in ambito politico. Gli elettori si attendono giustamente dai partiti politici una campagna elettorale corretta, basata su fatti e informazioni, in cui siano riconoscibili le differenti posizioni politiche, i contenuti e gli obiettivi”. I vescovi auspicano che “le dichiarazioni elettorali abbiano fondamento anche dopo le elezioni, il che naturalmente non esclude” la necessità di trovare compromessi “la cui peculiarità consiste nel fatto che tutti gli interessati trovino un’unità concreta, rinunciando a imporre illimitatamente i propri obiettivi, interessi e le proprie soluzioni”.L’etica nella politica. Nel documento vengono menzionate una serie di riflessioni che, secondo i vescovi, devono essere considerate ai fini del voto. “Tra i compiti prioritari del prossimo futuro vi è il superamento della crisi economico-finanziaria. Sarà possibile trovare soluzioni sostenibili ed eque, in ambito nazionale ed internazionale, solo sulla base di un preciso ordine di valori”, individuato anche dalla Costituzione tedesca. “La dottrina sociale cattolica contiene ulteriori criteri. Può essere utile anche ripensare alle basi etiche dell’economia sociale di mercato. Le misure a breve termine e a lungo termine, da adottare per il superamento della crisi necessitano un chiarimento etico, ad esempio in riferimento ai loro effetti su singole fasce della popolazione, nonché in considerazione del carico sulle prossime generazioni – relativamente all’equità intergenerazionale – o di una distribuzione ragionevole dei carichi a livello internazionale. L’obiettivo deve essere un insieme di regole che impedisca le storture che abbiamo vissuto in passato e che promuova al contempo comportamenti orientati ai valori”, si legge nel testo che cita al riguardo anche l’enciclica “Caritas in veritate” di Benedetto XVI. Priorità da considerare. Tra le questioni da tener presente, la Conferenza episcopale tedesca individua “le misure contro la crisi economico-finanziaria”, che devono essere “etiche”, soprattutto “dal punto di vista del carico sulle prossime generazioni o a livello internazionale”. Un altro punto “fondamentale” è “la tutela della dignità e della vita della persona in tutte le fasi della sua esistenza”. Inoltre, “tra i compiti della politica rientra anche la promozione di un ambiente favorevole ai bambini e alla famiglia”. Nell’appello ai fedeli, i vescovi chiedono anche l’introduzione di sistemi previdenziali sostenibili: “Le persone che hanno bisogno di assistenza e i disabili, nonché le loro famiglie, non possono essere abbandonati”. Viene inoltre ribadita l’inaccettabilità della povertà e della crescente disoccupazione: “La povertà infantile, in un Paese ricco come il nostro, è uno scandalo che richiede interventi urgenti”. Infine, i vescovi sottolineano la necessità di una migliore politica dell’istruzione, al fine di eliminare la disparità dell’accesso all’istruzione: “Migliorare le opportunità nell’istruzione, soprattutto nelle persone socialmente deboli, è un’importante sfida politica. La riuscita della politica per gli stranieri e per l’immigrazione si misura al livello di diritti fondamentali e delle condizioni di vita garantito alle persone coinvolte”. Infine, ribadiscono i vescovi, “le persone dei Paesi in via di sviluppo necessitano la nostra solidarietà”. No all’astensione. “Non vi sono motivi di critica generica e di distanza dalla politica”, affermano i vescovi. “Chiediamo agli elettori di far uso del loro diritto di voto. Chi non lo fa, rinuncia ad influire attivamente sulla politica”, “si assume la corresponsabilità nel caso in cui forze politiche inaffidabili influiscano sulla sorte della nostra collettività. L’astensione dal voto non è una risposta ragionevole o costruttiva alle storture, vere o presunte”, conclude il documento.