Religione a scuola: un aiuto allo StatoIn una lettera aperta inviata recentemente al Ministero dell’educazione, l’arcidiocesi romano-cattolica di Bucarest ha espresso il desiderio di "rimanere un partner attivo dello Stato per l’educazione delle giovani generazioni". Sollecitando che la religione non manchi come disciplina d’insegnamento a nessun livello, dalla scuola elementare fino a quella post-liceale, l’arcidiocesi ha esposto le sue proposte riguardo all’insegnamento religioso. Il diritto costituzionale per le confessioni minoritarie – di partecipare alla lezione di religione "a seconda della propria confessione" e la religione come "disciplina per l’esame di maturità" sono alcuni dei dieci punti elencati nella lettera. Inoltre l’arcidiocesi ha ribadito la sua convinzione che la Chiesa può "aiutare in maniera reale lo Stato nel formare la personalità delle giovani generazioni nello spirito dei valori cristiani". Nell’ambito del dibattito sull’educazione, anche la patriarchia ortodossa rumena aveva diffuso un comunicato in cui manifestava la sua preoccupazione per le polemiche riguardo ad una possibile esclusione della religione dalle discipline del programma scolastico liceale, ricordando che l’insegnamento religioso, dichiarato diritto costituzionale dopo la rivoluzione del 1989, è "un atto di giustizia e di riparazione morale per gli abusi commessi in questo senso dal regime comunista ateo".Educazione: lettera del Patriarca DanielLa benedizione del Patriarca Daniel, primate della Chiesa ortodossa di Romania, a tutti gli studenti, gli insegnanti e i genitori in un messaggio diffuso per l’inizio del nuovo anno scolastico che in Romania ha preso il via il 14 settembre. Nel testo, il Patriarca augura a tutta la comunità scolastica di "coltivare la dignità umana e la comunione fraterna in una società segnata oggi dalla secolarizzazione e dall’individualismo". Nel messaggio, il Patriarca parla anche dell’attuale crisi economica, che ha scrive – "effetti negativi sulle famiglie e la scuola" ed esprime la sua preoccupazione per "l’abbandono scolastico nelle famiglie povere o in quelle dove i genitori sono partiti per lavorare all’estero". Il Patriarca aggiunge che la Chiesa, attraverso diversi progetti, si occupa prevenire questi abbandoni scolastici, sforzandosi anche "di sostituire la mancanza di affetto dei genitori, la mancanza di atmosfera familiare". Allo stesso tempo esorta gli insegnanti e i genitori, a nome dell’intera Chiesa ortodossa, a realizzare "una continua collaborazione nello spirito della comunione fraterna e della solidarietà pratica". "La famiglia cristiana afferma il Patriarca – rappresenta lo spazio intimo più prezioso per coltivare l’amore coniugale, l’amore paterno, l’amore filiale e l’amore fraterno". La mancanza di amore e comunione in famiglia possono invece avere "conseguenze drammatiche sui bambini".Solidarietà: Caritas, "modello di buona prassi""Per i nostri anziani Servizi offerti dalle Ong alle persone anziane" è il tema dell’incontro che si è svolto la scorsa settimana nella città di Iasi, situata nel nord-est della Romania. Organizzato dalla Fondazione “Principesa Margareta a României” in collaborazione con il Centro Diocesano Caritas e la Fondazione Solidarietà e Speranza, all’incontro hanno partecipato rappresentanti delle autorità e delle ONG locali coinvolte nell’offrire servizi di assistenza socio-sanitaria agli anziani soli. La Caritas diocesana di Iasi è stata proposta – accanto ad altre 10 istituzioni di tutto il Paese – come "modello di buona prassi per i servizi di assistenza a domicilio delle persone anziane". L’incontro fa parte di una campagna più ampia di sensibilizzazione a livello nazionale riguardo le necessità di questa vulnerabile categoria. Secondo un rapporto della Fondazione “Principesa Margareta a României” solo il 30% delle persone con età oltre i 75 anni sono a carico delle loro famiglie, mentre il resto (70%) ha bisogno dell’aiuto della comunità. Sotto il patrocinato della Fondazione, nel periodo ottobre 2009 ottobre 2010, 1.500 di queste persone saranno i beneficiari del progetto "Bella anzianità", la prima campagna nazionale di raccolta dei fondi per l’assistenza delle persone anziane. "L’interazione e il dialogo intergenerazionale sono le premise essenziali per costruire una forte comunità", afferma Mario Demezzo, direttore esecutivo della Fondazione.