ECUMENISMO

Santa Sede-Russia, Austria

Santa Sede-Russia: Hilarion a RomaIncontri all’insegna dell’ottimismo per il futuro delle relazioni e delle collaborazioni ecumeniche tra la Chiesa cattolica e il Patriarcato di Mosca. È quanto emerge dai comunicati ufficiali e dalle dichiarazioni espresse in questi giorni dai diretti interessati in seguito alla carrellata di incontri che il metropolita Hilarion, neo presidente del Dipartimento per le Relazioni Ecclesiastiche Esterne del Patriarcato di Mosca, ha avuto in Vaticano nel corso del suo viaggio a Roma e che sono culminati il 18 settembre con l’udienza con papa Benedetto XVI. Il numero due della Chiesa ortodossa Russa, il metropolita Hilarion, ha incontrato il card. Walter Kasper, presidente del Pontificio Consiglio per la Promozione dell’Unità dei Cristiani. All’incontro che si è svolto il 16 settembre – informa una nota del Patriarcato russo – sono stati affrontati una serie di questioni, tra le quali le attività di dialogo teologico portate avanti dalla Commissione mista internazionale (il prossimo incontro della Commissione è previsto a Cipro il mese prossimo) e le prospettive di cooperazione tra ortodossi e cattolici “per affrontare le sfide del mondo moderno”. Interpellato dalla Radio Vaticana, il card. Kasper ha parlato di una “nuova situazione tra Chiesa cattolica e Patriarcato di Mosca: abbiamo superato – ha detto – tutte le tensioni che c’erano negli anni scorsi e siamo adesso in un rapporto normale, tranquillo e anche positivo, costruttivo”. Il metropolita ortodosso ha incontrato anche il card. Tarcisio Bertone, segretario di Stato vaticano, al quale ha espresso la speranza – secondo quanto si legge in un comunicato ufficiale del Patriarcato – di essere consultato dal Vaticano in caso di “svolgimento” di attività da parte della Chiesa cattolica nei Paesi in cui la Chiesa ortodossa russa è in maggioranza. Anche con il card. Bertone, il metropolita ha parlato di cooperazione tra le due Chiese su questioni di moralità pubblica e privata “per difendere i valori tradizionali cristiani”. Con il prefetto della congregazione per le Chiese orientali, card. Leonardo Sandri, il metropolita Hilarion ha potuto affrontare i “problemi esistenti tra la Chiesa ortodossa e i greco-cattolici in Ucraina”, questione spinosa nei rapporti tra le due Chiese. Il metropolita – si legge nel comunicato del Patriarcato – ha chiesto alla Santa Sede di “compiere ogni sforzo per accelerare la rimozione del problema” aggiungendo che l’incontro con il card. Sandri “si è svolto in un clima di reciproca comprensione e buona volontà”. Il metropolita ha concluso la serie di incontri a Roma, con una visita alla comunità di Sant’Egidio. “Viviamo – ha detto in quel contesto – in un mondo scristianizzato” e “la società contemporanea con il suo consumismo, edonismo, materialismo pratico, relativismo morale lancia a tutti noi cristiani una sfida seria e difficile”. “Dalla nostra risposta di cristiani a questa sfida dipende anche l’avvenire dell’umanità”.Austria: impegno per la riconciliazione Un incontro ecumenico in memoria della deportazione di 427 protestanti, avvenuta a Zillertal nel 1837 è stato occasione per ribadire l’impegno comune alla riconciliazione da parte delle Chiese cattolica e protestante. Alla cerimonia, svoltasi il 16 settembre a Zillertal, ha partecipato il vescovo di Innsbruck mons. Manfred Scheuer, il quale ha osservato che l’accaduto “non è una pagina gloriosa per i cattolici” ed “è legata alla vergogna e alla richiesta di perdono”. Mons. Scheuer e la sovrintendente evangelica del Land, Luise Müller, hanno ricordato gli eventi storici che causarono l’episodio: “I protestanti venivano visti come un pericolo per il Tirolo”, tradizionalmente cattolico; perciò vennero posti in atto comportamenti intolleranti e di criminalizzazione verso i protestanti. Guardando al presente, mons. Scheuer ha criticato le tendenze nella società in cui i concittadini vengono emarginati e vengono colpevolizzati e trasformati in nemici. “Considerare a priori con disprezzo e diffidenza altre persone e altri Paesi, oppure catalogare tra i propri nemici coloro che non si allineano e sottomettono, è un’espressione di debolezza, anziché di forza”, ha detto mons. Scheuer che ha auspicato il “rispetto reciproco e della dignità umana”. La sovrintendente Müller ha espresso il dubbio che “il capitolo buio” del 1837 “non sia del tutto superato realmente”, alla luce “di taluni discorsi di politici in occasione dell’anniversario” dei 200 anni del Tirolo che ricorre quest’anno. Sulle relazioni con la Chiesa cattolica, Müller ha affermato che “l’ecumenismo viene vissuto positivamente tra donne” e che “in alcuni luoghi esiste anche una buona cooperazione con i sacerdoti cattolici. Tuttavia”, ha aggiunto” si osserva anche qualche passo indietro, quando ad esempio ci si rifiuta di far suonare le campane delle chiese cattoliche in occasione di funerali evangelici o se viene rifiutata l’ora di religione comune”.