L’Ue in breve

I “Job Days” per trovare lavoro all’esteroSono oltre 200 le città europee che aderiscono all’iniziativa dei Job Days, promossi annualmente da Eures, il servizio europeo per l’impiego, per favorire l’incontro tra domanda e offerta di lavoro. Concretamente si tratta di organizzare delle “fiere del lavoro”, in cui far convergere imprese e giovani in cerca di occupazione. Un’altra caratteristica essenziale è la promozione della mobilità, indicando a chi cerca occupazione un mercato del lavoro di livello europeo anziché nazionale. Le “fiere del lavoro” vengono realizzate ogni anno da metà settembre a metà ottobre; l’appuntamento centrale sarà quello del 3 ottobre a Bruxelles. “Le fiere – spiega Eures – sono l’occasione per promuovere i vantaggi di lavorare in un paese dell’Ue diverso dal proprio. Lo scorso anno hanno partecipato all’iniziativa circa 150mila persone, di cui alcune sono riuscite a ottenere direttamente un colloquio in vista di un’assunzione”. “Quest’anno l’affluenza dovrebbe essere persino maggiore, considerato l’aumento dei tassi di disoccupazione” legati alla crisi in atto. “I cittadini dell’Unione hanno il diritto di lavorare in un paese comunitario diverso da quello di origine”, puntualizza Eures, “anche se esistono alcune restrizioni per i cittadini dei paesi che soltanto recentemente hanno aderito all’Ue”. Eppure “sono abbastanza pochi quelli che si avvalgono di questo diritto” (circa il 2% della forza lavoro totale). “Nonostante le grandi possibilità offerte dall’apertura del mercato del lavoro, gli europei tendono a svolgere la propria carriera professionale in un unico paese, in genere il proprio”. Tra le ragioni della riluttanza a trasferirsi all’estero, “gli europei citano l’impatto sulla vita familiare o la difficoltà di apprendere una nuova lingua”. L’accesso ai servizi sociali e il riconoscimento delle loro qualifiche professionali all’estero si aggiungono a queste preoccupazioni. “L’Ue ha adottato una serie di misure per rendere più trasparenti i mercati del lavoro nazionali e per tutelare i diritti dei cittadini che si trasferiscono in un altro paese europeo. Nonostante l’integrazione dei mercati del lavoro, restano tuttavia ancora molti ostacoli giuridici alla mobilità dei lavoratori nell’Unione”.Cooperazione Comitato delle Regioni e Parlamento Ue”Il Comitato delle Regioni e il Parlamento europeo sono le due istituzioni Ue che hanno un legame diretto con i cittadini”, il primo essendo composto dai rappresentanti eletti degli enti territoriali e municipali, il secondo perché votato a suffragio universale. Per tale ragione, le due istituzioni devono collaborare “più strettamente” per “costruire un’Europa che sia vicina ai cittadini”, ai loro interessi e alle loro attese. Luc Van den Brande, presidente del CdR, illustra gli esiti dell’incontro tenuto questa settimana a Bruxelles con il neo eletto presidente dell’Europarlamento, Jerzy Buzek. I due politici hanno convenuto sul fatto che su numerosi argomenti è possibile rafforzare la cooperazione: in primo luogo sulle politiche regionali, quindi su ambiente, cambiamento climatico, risorse e sviluppo territoriale e sociale. Van den Brande ha presentato a Buzek il programma di lavoro del Comitato (che è un organo consultivo dell’Unione europea), definito mediante il “libro bianco sulla governance multilivello”; a sua volta il presidente del Parlamento illustrerà le sue priorità alla sessione plenaria del Cdr il prossimo 7 ottobre. Consiglio d’Europa: clima, Caucaso e culturaSi svolgerà dal 28 settembre al 2 ottobre l’Assemblea parlamentare del Consiglio d’Europa (Apce) che in questa sessione autunnale presenta diversi temi d’attualità, fra cui le “sfide poste dai cambiamenti climatici”, la “situazione concernente il conflitto tra la Georgia e la Russia a un anno di distanza” e l’elezione del nuovo segretario generale del Consiglio d’Europa. Danilo Türk, presidente della Slovenia e presidente di turno CdE, terrà un discorso nell’emiciclo di Strasburgo; Pierre Lellouche, segretario di Stato francese agli affari europei, parteciperà invece al dibattito sul futuro del CdE “alla luce dei 60 anni di esperienza” dell’organismo cui aderiscono 47 Stati europei. “Tra le altre questioni che verranno dibattute – spiega una nota Apce – si segnala l’elaborazione di un protocollo aggiuntivo alla Convenzione europea dei diritti dell’uomo sul diritto a un ambiente sano”. All’ordine del giorno figurano inoltre “alcuni rapporti concernenti le accuse di abuso del sistema giudiziario penale a scopi politici e la protezione degli informatori, nonché un rapporto sullo stupro commesso nei confronti delle donne, ivi compreso quello maritale”. È stato inoltre richiesto un dibattito sulla situazione dei difensori dei diritti umani nella regione del Caucaso del Nord. Il direttore d’orchestra tedesco Kurt Masur “offrirà il proprio contributo a un dibattito sull’educazione culturale”.