GIORNATA DELLE LINGUE

Parole che uniscono

Un patrimonio prezioso che la Commissione Ue invita a valorizzare

Sensibilizzare i cittadini sull’importanza di apprendere le lingue; celebrare il patrimonio culturale europeo di cui le lingue sono parte integrante: la Commissione Ue ha segnalato due obiettivi principali per la settimana di iniziative che hanno preceduto la Giornata delle lingue in calendario il 26 settembre. La data ricorre dal 2001, quale eredità dell’Anno europeo delle lingue. Una settimana di eventi. Il programma predisposto a livello comunitario per sottolineare ancora una volta la conoscenza delle lingue come “veicolo per incontrare altre persone, popoli e culture” e come mezzo per conoscere l’Europa, ha preso avvio il 22 settembre con la riunione costitutiva a Bruxelles della piattaforma “Entreprises” (denominata anche Business Platform on Multilingualism) per la valorizzazione del multilinguismo nelle attività imprenditoriali. Il giorno successivo a Parigi è stato diffuso il video “Interpretare per l’Europa”, volto a “suscitare vocazioni all’interpretariato”. Il 24, invece, si è tenuta una conferenza a Lussemburgo sul tema “Le tecnologie al servizio dei traduttori”. Sin dalla tenera età… Molteplici le iniziative dei giorni 25 e 26, con conferenze, seminari, incontri con i giovani e con i giornalisti. Un dibattito si è soffermato sul multilinguismo nei media. È stata inoltre prevista a Bruxelles una rassegna di attività rivolte ai bambini con una tematica di fondo: “Raccontare fiabe in diverse lingue”. “I bambini in tenera età sono particolarmente bravi quando si tratta di apprendere le lingue ed esprimono un forte interesse nell’imparare se le condizioni di contesto sono quelle giuste. Da un punto di vista scientifico tutto sta a indicare che l’apprendimento dovrebbe iniziare quanto prima possibile”. Leonard Orban, commissario Ue responsabile per il multilinguismo, sottolinea tale aspetto inerente la settimana dedicata alla diversità linguistica. Apprendimento precoce. A proposito dell’insegnamento degli idiomi ai bambini più piccoli la Commissione ha posto in calendario, sempre nella capitale belga, una conferenza sull’apprendimento precoce. In questo modo, spiega Orban, “la Commissione avvia la campagna denominata Piccolingo, rivolta ai genitori di bambini dai 2 ai 6 anni e destinata a sottolineare i benefici potenziali che possono trarre i bambini dall’apprendimento delle lingue” e “indica ai genitori dove trovare informazioni e sostegno”. La Commissione intende favorire “un esame della situazione attuale per quanto concerne la ricerca in materia di acquisizione linguistica nella prima infanzia, le buone pratiche esistenti per l’apprendimento precoce delle lingue” nonché “i discenti di lingue con bisogni speciali” (immigrati, minoranze nazionali, soggetti con disabilità di vario tipo).Rispettare la diversità. Informazioni sulle politiche e le iniziative Ue per la valorizzazione della differenza linguistica si possono trovare all’indirizzo internet www.europa.eu/languages. Ogni anno la Commissione insiste su questo aspetto e affida al commissario con la delega al multilinguismo la predisposizione di eventi collocati soprattutto a Bruxelles, concedendo inoltre il patrocinio e talvolta il sostegno concreto a manifestazioni che si svolgono nei singoli paesi membri. L’Unione europea, infatti, come chiarisce lo stesso Orban, “si fonda sul principio della diversità di culture, di usi e costumi, di credenze e, appunto, delle lingue”. Le istituzioni Ue tendono inoltre a operare nel rispetto delle 23 lingue dell’Unione, traducendo tutti i documenti ufficiali (a partire da quelli giuridici e politici) nella parlata dei popoli europei: “È un modo semplice ma concreto per essere vicini ai cittadini e portare l’Europa nelle case degli europei”. Tre “famiglie” e tre alfabetiLa Carta dei diritti fondamentali dell’Ue, adottata nel 2000 e collocata nell’alveo del nuovo Trattato di Lisbona, sancisce il rispetto della diversità linguistica da parte dell’Unione, mentre vieta "qualsiasi forma di discriminazione fondata sulla lingua". Per il Trattato di Lisbona, firmato nel 2007 e in fase di ratifica, l’Unione rispetta la ricchezza della sua diversità culturale e linguistica: esso costituisce dunque un valore fondamentale dell’Europa comunitaria. Le lingue ufficiali dei paesi europei rientrano in tre famiglie linguistiche: indoeuropea, ugrofinnica e semitica (il maltese). Tre anche gli alfabeti in uso nell’Ue27: latino, cirillico, greco. Le lingue più diffuse sono il tedesco (con oltre 90 milioni di parlanti nativi), seguito da francese, inglese e italiano. Tra le lingue riconosciute come ufficiali ne figure alcune meno diffuse, come il maltese e il gaelico. Esistono inoltre nel vecchio continente circa 150 lingue regionali o minoritarie. L’inglese è invece la lingua più utilizzata e studiata a livello comunitario. Per i servizi linguistici comunitari (traduzione e interpretazione), l’Ue investe circa l’1% del budget annuo.