COMECE
La prima edizione delle “Giornate sociali cattoliche per l’Europa”
"Un’opportunità di riflessione sulle sfide che deve affrontare la solidarietà in Europa, in particolare nell’Unione europea": così mons. Piotr Jarecki, vescovo ausiliare di Varsavia e vicepresidente della Commissione degli episcopati della Comunità europea (Comece – www.comece.eu.), definisce la prima edizione delle Giornate sociali cattoliche per l’Europa che la Comece, in collaborazione con il Centro di Solidarietà europeo, promuove dall’8 all’11 ottobre a Danzica su, appunto, "La solidarietà – Sfida per l’Europa". "Il principio di solidarietà spiega mons. Jarecki, che è anche presidente della Commissione preparatoria delle Giornate – è stato scelto come filo conduttore" perché "costituisce uno dei capisaldi dell’insegnamento sociale della Chiesa e, allo stesso tempo, uno dei principi fondamentali del progetto europeo". Solidarietà e dottrina sociale della Chiesa. In vista dell’appuntamento, la Commissione guidata dal vescovo polacco ha elaborato nei mesi scorsi un "Manifesto" nel quale si legge, tra l’altro: "La data e il luogo rivestono un particolare significato simbolico. Non solo ricordano lo scoppio della Seconda guerra mondiale nel 1939 e la fine del regime comunista nell’Europa centrale e dell’Est nel 1989", ma anche la prima visita di Giovanni Paolo II nel suo Paese natale nel 1979, "che ha condotto alla nascita a Danzica di Solidarnosc". La cerimonia di apertura si terrà nel pomeriggio dell’8 ottobre, presso la Filarmonica baltica polacca, alla presenza dell’arcivescovo e del sindaco di Danzica, rispettivamente mons. Sławoj Leszek Głódź e Paweł Adamowicz; di mons. Adrianus H. van Luyn, presidente della Comece e vescovo di Rotterdam; e di padre Maciej Zieba, direttore del Centro di solidarietà europea. Segue la Messa di apertura, presieduta nella chiesa di Santa Brigida dal card. Dionigi Tettamanzi, arcivescovo di Milano. La relazione introduttiva, "Teoria e realtà della solidarietà nell’Unione europea Una riflessione sulla base della dottrina sociale della Chiesa", è affidata il 9 ottobre a mons. Mons. Diarmuid Martin, arcivescovo di Dublino e già vicepresidente Comece. Il compito dei cattolici. L’Ue, nata "come accordo limitato a una parte dell’attività economica", nell’arco di quasi sessant’anni "si è trasformata in una grande comunità" con "un ampio ambito politico e poteri di vasta portata" osserva una nota della Comece. In questi anni "il sostegno iniziale della Chiesa cattolica è diventato più mirato" e "oggi le valutazioni positive si accompagnano molto spesso ad osservazioni più critiche. Ora che l’Unione europea ha avviato un dialogo aperto, trasparente e regolare con le religioni e le Chiese, anche i cattolici devono sviluppare ulteriormente una propria strategia europea" e collaborare sempre più strettamente "con le altre tradizioni cristiane". Al centro della riflessione delle Giornate vi saranno la persona umana (e le minacce al diritto alla vita, soprattutto al suo inizio e al suo termine); le famiglie in Europa tra calo demografico e perdita di fiducia nel futuro; il modello socioeconomico europeo (occupazione, povertà, tutele sociali, regolamentazione economica); il fondamento della solidarietà per l’Ue, soprattutto dopo l’entrata in vigore del Trattato di Lisbona; il bene comune mondiale e la responsabilità dell’Europa nei confronti delle generazioni future.Un segno concreto. L’incontro intende offrire anche un concreto segno di solidarietà: il 9 ottobre padre Erny Gillen, presidente di Caritas Europe (Lussemburgo), presenterà il progetto sociale "Laboratorio di creatività applicata a Bender", diretto da Caritas Europa in Transnistria, Repubblica di Moldavia, e volto a fornire sostegno ai molti bambini del Paese che, a causa dell’emigrazione di massa e del degrado della struttura familiare tradizionale, crescono senza la guida dei genitori, spesso abbandonano la scuola e diventano vittime di sfruttamento. Il progetto, che si propone di fornire a 85 ragazzi le competenze necessarie per l’attività agricola su piccola scala, oltre ad abilità artigianali di pittura su seta, incisione e cucito, verrà finanziato con i fondi raccolti nel corso delle Giornate. Attesi all’appuntamento circa 600 partecipanti, la maggioranza dei quali costituita da delegati delle Conferenze episcopali; ma saranno rappresentati a Danzica, fa sapere la Comece, anche i network cattolici a livello europeo e gli ordini religiosi. La metà dei presenti avrà meno di 35 anni. Tra i relatori Jacques Barrot, vicepresidente della Commissione europea e commissario alla giustizia, libertà e sicurezza; Hans-Gert Pöttering già presidente dell’Europarlamento; Paul Dembinski, direttore dell’Osservatorio finanziario di Ginevra; Maureen Junker-Kenny, docente di teologia al Trinity College di Dublino. Atteso anche Lech Walesa, già presidente della Repubblica di Polonia e fondatore di Solidarnosc. Al termine dei lavori verrà trasmesso un messaggio ai responsabili politici delle istituzioni Ue.