SINODO AFRICA
La relazione del segretario generale
"L’insegnamento sulla riconciliazione, sorgente della pace e della giustizia", è "il cuore della riflessione" del Sinodo sull’Africa. Lo ha ricordato mons. Nikola Eterović, segretario generale del Sinodo dei vescovi, intervenendo il 5 ottobre alla prima congregazione generale dell’assise sinodale dedicata al tema "La Chiesa in Africa a servizio della riconciliazione, della giustizia e della pace. «Voi siete il sale della terra… Voi siete la luce del mondo» (Mt 5, 13.14)" (Vaticano, 4-25 ottobre). Rivolgendosi ai 244 padri sinodali, mons. Eterović ha spiegato che "l’insegnamento sulla riconciliazione presuppone l’annuncio della Buona Notizia e la sua assimilazione". Per questo, "di fronte a tanti esempi di conflitti, di violenza e anche di odio, sembra urgente intraprendere una nuova evangelizzazione anche là ove la Parola di Dio è stata già annunciata". In Africa, ha ricordato il segretario generale, "la situazione varia da un Paese all’altro. Dall’Egitto, Etiopia ed Eritrea, dove si è mantenuta la continuità del cristianesimo con i tempi apostolici, fino all’Africa sub-sahariana dove alcune Chiese particolari hanno celebrato 500 anni della fondazione, mentre altre hanno ricordato il primo secolo dell’evangelizzazione. Se si va dalla costa verso l’interno del continente vi sono Paesi in cui i primi missionari sono venuti appena 50 anni fa".
Una Chiesa dinamica. "La disponibilità alla riconciliazione ha detto mons. Eterović è il barometro della profondità dell’evangelizzazione. Solamente da un cuore riconciliato con Dio possono spuntare iniziative di carità e di giustizia". Commentando poi il tema dell’assemblea sinodale in particolare la citazione evangelica "Voi siete il sale della terra… Voi siete la luce del mondo" il segretario del Sinodo ha sottolineato che si tratta di "parole impegnative che sono al contempo una constatazione della dignità cristiana e un invito a viverla sempre meglio. Sono parole indirizzate a tutti i cristiani, oggi in modo particolare a quelli dell’Africa. Essi sanno che la risposta affermativa presuppone la conversione". In Africa, ha aggiunto, "la Chiesa è assai dinamica" e "deve illuminare ancora di più le complesse realtà del continente": dal 1978 al 2007 il numero dei cattolici è passato da 55 milioni a circa 165 milioni. È necessario, ha evidenziato il vescovo, che "tale crescita quantitativa diventi sempre di più anche qualitativa" per "avvicinarsi all’ideale" di essere "sale della terra e luce del mondo".
Da tutti i continenti. Il segretario generale del Sinodo ha quindi invitato i padri sinodali a fare propria la preghiera mariana composta da Benedetto XVI per questo appuntamento, "allo scopo di ottenere un rinnovato dinamismo della Chiesa disposta a servire sempre meglio gli uomini di buona volontà del continente africano". Questo "auspicio", ha proseguito, "si sta realizzando. Ne sono testimoni i rappresentanti degli episcopati di tutti i continenti che volentieri hanno accettato la nomina pontificia per partecipare all’Assise sinodale, significando la loro vicinanza alla Chiesa in Africa, parte promettente della Chiesa universale". Essi, ha aggiunto mons. Eterović, "insieme con i loro confratelli d’Africa, sono disposti a pregare, a dialogare, a riflettere sul presente e sul futuro della Chiesa cattolica nel continente". In questo modo "s’inseriscono nel processo sinodale di dare e di ricevere, di partecipare alle gioie e ai dolori, alle speranze e alle preoccupazioni, condividendo i doni spirituali per l’edificazione di tutta la Chiesa diffusa nel mondo intero".
Alcuni dati. Mons. Eterović ha offerto alcuni dati statistici della Chiesa in Africa, evidenziando la crescita delle vocazioni e ricordando i "ben 521 agenti di pastorale, uccisi dal 1994 al 2008". Il vescovo ha anche parlato delle tante attività della Chiesa nel continente nel campo della carità, dell’educazione (secondo gli ultimi dati, ricavati nel 2007, nel continente ci sono 12.496 scuole materne, 33.263 scuole elementari, 9.838 scuole superiori) e della salute (16.178 i centri sanitari). A tal proposito, ha ribadito che "la Chiesa è in prima linea nella lotta contro il diffondersi dell’Aids" ed "è pure assai attiva nella cura dei malati". Tuttavia, "non bisogna dimenticare che i dati statistici mostrano che la malaria è la causa maggiore di decessi nel continente". Da qui l’appello alla comunità internazionale a "dedicare più energie e mezzi sia per prevenire la sua diffusione, sia per trovare un valido rimedio a tale e assai diffusa infermità".
Informazioni sull’assemblea
I lavori sinodali saranno strutturati in 20 Congregazioni generali e 9 Sessioni dei Circoli minori, divisi in tre lingue ufficiali: francese, inglese e portoghese. Circa la composizione dell’Assemblea, mons. Eterović ha spiegato che 197 dei 244 padri sinodali provengono dall’Africa. Altri 47 vengono da altri continenti: 34 dall’Europa, 10 dall’America, 2 dall’Asia e 1 dall’Oceania. Tra essi vi sono presidenti delle Conferenze episcopali di altri 4 continenti. "All’Assise ha informato il segretario generale prendono parte anche i delegati fraterni, rappresentanti di 6 Chiese e comunità ecclesiali presenti in modo significativo in Africa, con le quali la Chiesa cattolica mantiene rapporti di dialogo e di collaborazione". Vi sono poi 29 esperti e 49 uditori, che "arricchiranno la riflessione con le loro significative esperienze". Infine, "accogliendo l’invito del Papa, partecipano tre invitati speciali": Sua Santità Abuna Paulos, patriarca della Chiesa ortodossa Tewahedo Etiope, Rudolf Adada, già capo della Joint United Nations/African Union Peacekeeping Mission per il Darfur, e Jacques Diouf, direttore generale della Fao.