CCEE
Assemblea planaria di Parigi: conclusioni e appuntamenti
“Europa, abbi fiducia”. Si è conclusa con un messaggio “lucido e pieno di speranza” la sessione plenaria del Ccee che ha visto confluire a Parigi dal 1 al 4 ottobre 36 presidenti delle Conferenze episcopali d’Europa (I precedenti servizi in SIR Europa 66/2009). Lo si apprende dal comunicato finale, diffuso dal Ccee nel quale si fa il punto delle decisioni prese durante l’incontro. I presidenti hanno accolto la richiesta di mons. Joseph Soueif, arcivescovo di Cipro dei Maroniti di diventare membro del Ccee. L’assemblea plenaria ha poi istituito una nuova Commissione. Si tratta della “Caritas in Veritate” ed avrà il compito di promuovere la condivisione delle attività delle Conferenze episcopali nell’ambito della pastorale sociale, delle migrazioni, della giustizia, della pace e della salvaguardia del creato. Prossimi incontri previsti l’Assemblea Plenaria della Commissione Episcopale Europea per i Media (CEEM) su La cultura di Internet e la comunicazione della Chiesa (Roma, 12-15 novembre 2009); il VIII Congresso Europeo della pastorale dei migranti (a Malaga, 27 aprile – 1° maggio 2010) sul tema L’Europa delle persone in movimento. Superare le paure. Disegnare prospettive”; un Pellegrinaggio europeo che da Esztergom (Ungheria) giungerà fino a Mariazell (Austria) che avrà per titolo “Se vuoi la pace, custodisci il creato” (1-5 settembre 2010). La prossima assemblea plenaria si svolgerà a Zagabria in Croazia dal 30 settembre al 3 ottobre 2010.Non la via del trionfo. Nel corso dell’assemblea, mons. Robert Zollitsch, presidente della Conferenza episcopale tedesca, ha ricordato la riunificazione della Germania nell’omelia pronunciata il 3 ottobre. “Nell’Europa dello scorso secolo – ha detto – vi furono non pochi che fecero ricorso a tutto il potere del mondo, sotto forma di ideologie assassine. Noi, cui è concesso vivere oggi, abbiamo molti motivi per essere grati del fatto che tali deliri abbiano avuto fine. Tuttavia, essi continuano ad esercitare un certo influsso. Inoltre, insieme ai nostri contemporanei, siamo sempre nuovamente irretiti in un cosmo di idee erronee, spesso addirittura intrise di violenza”. “A maggior ragione – ha proseguito il vescovo – ci viene richiesto di far valere, anche nella vita pubblica, la nostra fede in Colui cui spetta ogni potere e in ciò che ‘vediamo’ e sentiamo’ nella fede. In tal modo, noi appariremo alle persone come ‘incapaci’, confondendo così i ‘saggi’ e gli ‘intelligenti’. La via della Chiesa non è la via del trionfo, dell’ingresso di chi è sicuro di vincere e di chi usa linguaggio che ferisce. La via della Chiesa, nel mondo moderno, deve restare la via di Gesù: l’aiuto servizievole e il consiglio ispirato alla sapienza a grandi e piccoli”. Il vescovo ha poi aggiunto: “Ogniqualvolta si dovessero tuttavia verificare intromissioni dello Stato e delle forze sociali nei confronti del nostro mondo di fede – limitazioni della libertà e forme di offesa intenzionale delle nostre convinzioni -, la Chiesa farà resistenza”. Ma – ha aggiunto il presule – “non il pessimismo e le tinte fosche devono caratterizzare la nostra opera in Europa, bensì la combinazione specifica di realismo, tranquillità e fiducia, donata ai credenti”. Preoccupazione per la cattedrale di Bucarest. I vescovi europei hanno inviato una lettera alla comunità cattolica dell’arcidiocesi di Bucarest per esprimere la loro preoccupazione per il futuro della Cattedrale di San Giuseppe di Bucarest, il principale luogo di culto cattolico appartenente all’arcidiocesi romano-cattolica, messo in pericolo dalla costruzione di un edificio gigantesco a soli 8 metri dal muro della Cattedrale. Nella lettere i vescovi chiedono anche alle “autorità pubbliche romene” di trattare “con massima attenzione questo caso sensibile” proteggendo “la Cattedrale di San Giuseppe” come “un valore del patrimonio europeo che deve essere tramandato alle generazioni a venire”. “La preoccupazione per la protezione di questo luogo di culto – scrivono i presidenti delle Conferenze episcopali d’Europa – è una realtà che tocca le istanze più autorevoli del mondo cattolico”, nella “speranza” che le autorità romene sapranno applicare “senza equivoci” “le raccomandazioni delle istanze interne ed internazionali, per salvare e mettere in valore il cuore dell’Arcidiocesi di Bucarest”.Solidarietà all’Honduras. La solidarietà dei presidenti delle Conferenze episcopali d’Europa al popolo honduregno per la “delicata situazione” che vive il Paese. In una lettera inviata al card. Oscar Andrés Rodriguez Maradiaga, arcivescovo di Tegucigalpa e presidente della Conferenza Episcopale Honduregna, i vescovi e cardinali europei scrivono di “seguire con attenzione la delicata situazione che vive l’Honduras. Sappiamo che la Conferenza episcopale accompagna l’angoscia del popolo honduregno ed è una voce di speranza per la coesistenza e la pace per tutti. Noi offriamo la nostra preghiera e comunione collegiale in attesa di una pronta e giusta fuoriuscita dalla crisi politica che il Paese vive, nel rispetto delle leggi del vostro Paese e dei diritti umani”.