REPUBBLICA CECA

La fede di un popolo

Il commento del card. Miloslav Vlk alla visita di Benedetto XVI

“‘Una visita non soltanto segnata da evidente successo, ma che avrà effetti duraturi”‘: è il giudizio del presidente ceco Vaclav Klaus sul viaggio apostolico di tre giorni che papa Benedetto XVI ha svolto in Repubblica Ceca dal 26 al 28 settembre. Abbiamo chiesto al card. Miloslav Vlk, arcivescovo di Praga, di commentare per SIR Europa i giorni vissuti dal popolo ceco accanto al Papa.Quando la visita di Papa Benedetto XVI è stata resa pubblica, molti media hanno descritto la Repubblica Ceca come uno degli Stati più secolarizzati e atei in Europa. Persino le fonti più serie sembravano accreditare questa idea. Forse, il Santo Padre stesso arrivava con una simile visione. E anche la nostra società si sentiva in gran parte così. Ma la realtà della visita del Papa ha sbaragliato opinioni e visioni. È vero che, dopo la caduta del comunismo, la nostra Chiesa, perseguitata duramente sotto il regime, ha recuperato piena libertà. Ma la situazione attuale della Chiesa nella Repubblica Ceca, resta molto difficile da un punto di vista politico. Esistono tanti problemi irrisolti in ambito ecclesiale: ad esempio la questione della restituzione dei beni ecclesiastici. I beni confiscati dai comunisti più di 50 anni fa, sono infatti ancora nelle mani dello Stato e la Chiesa dipende economicamente da esso; inoltre la legge sullo status delle Chiese è sfavorevole ad essa, l’accordo tra la Repubblica Ceca e il Vaticano non è stato ancora ratificato; in un processo che si protrae oramai da 17 anni, la Cattedrale diocesana è stata di recente aggiudicata nuovamente allo Stato. La nostra società attraversa una crisi politica ed economica; il governo è caduto e l’attuale governo tecnico ha indetto e successivamente rinviato le elezioni. Pertanto, la situazione sociopolitica è praticamente la peggiore dalla caduta del comunismo in poi, con un Presidente che considera la Chiesa con sfavore. Ciononostante, il Santo Padre ha deciso coraggiosamente di visitare la nostra Chiesa locale. Era chiaro che si trattava di una visita principalmente pastorale al fine di confermare i cattolici nella fede. L’aspetto politico-statale della visita era rappresentato dalla commemorazione del 20° anniversario dalla caduta del regime comunista, dalla canonizzazione della beata Agnese proveniente dalla famiglia reale ceca del medio evo. E soprattutto la festa nazionale di san Venceslao, principe cristiano padre della nostra nazione, martire principale della nostra Chiesa, che ha celebrato recentemente il 1.100° anniversario della sua nascita. Una grande figura di collegamento tra la società e la Chiesa, un santo venerato con una forte tradizione spirituale nel Paese.Il Papa, è dunque giunto in Repubblica Ceca, atteso con un po’ di tensione e d’insicurezza dalla Chiesa e analogamente dalla società, poiché dopo l’era comunista, il nome del Papa evocava nella maggioranza della società qualcosa di molto negativo. E invece, l’accoglienza piena di rispetto e di calore riservata a Benedetto XVI dal Presidente della Repubblica, ha colto di sorpresa i media che hanno sottolineato espressamente questo inaspettato atteggiamento del Presidente. Anche la grande partecipazione dei fedeli alla messa a Brno per i credenti da tutta la Repubblica e alla messa per i giovani a Stará Boleslav, luogo del martirio di San Venceslao è stata una grande sorpresa per noi, per il Santo Padre e anche per la società ceca. Non sembrava più lo Stato più secolarizzato e ateo. E l’adesione spirituale, religiosa ha dimostrato la presenza di una vita interiore, di una religione viva e praticata. La partecipazione alla liturgia, preparata con tanta cura, è stata per tutti un segno del fatto che la situazione religiosa comincia a cambiare e che c’é un futuro per questa Chiesa “sorta” dal comunismo.Il Santo Padre ha portato ai fedeli ed alla società il suo messaggio – i pensieri contenuti nella sua enciclica Caritas in Veritate. Le sue parole sono state accolte positivamente da tutti. Il Santo Padre ha illustrato i pensieri di base necessari per il rinnovamento della fede e della nostra società. In generale, si può affermare che la società abbia accettato questo messaggio. I mezzi di comunicazione, non solo cattolici, ma anche la TV e la radio nazionali, hanno offerto un servizio completo, trasmettendo completamente il programma della visita papale. Nelle pause, la televisione ha preparato tavole rotonde, invitando diverse personalità della società che si esprimevano al proposito: si sono levate solo poche voci pubbliche negative. Piuttosto, grandi parti della società, anche non credenti o indifferenti, hanno partecipato, anche attraverso i mass media, all’atmosfera gioiosa della visita. La Chiesa, prima ai margini della società, si è trovata al suo centro. Certamente, a ciò ha contribuito anche l’attuale situazione politica e economica della società. La grande preparazione spirituale della Chiesa locale ha preceduto e sostenuto tutta la visita del Santo Padre, che è venuto con il Suo grande carisma dell’autorità spirituale della Chiesa nel mondo di oggi. Pertanto, i frutti ci sono e speriamo che si sviluppino ancora di più in futuro.