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Con la visione dei padri

La testimonianza di Hans-Gert Pöttering a Danzica

Un appello a “proseguire nell’impegno per la pace tra i nostri popoli, la dignità umana, la libertà, la democrazia, lo stato di diritto e l’unità dell’Europa”. A lanciarlo dalla Westerplatte a Danzica è stato Hans-Gert Pöttering, europarlamentare e già presidente del Parlamento europeo, intervenuto alla prima edizione della Giornate sociali cattoliche per l’Europa (8-11 ottobre). Per l’occasione i partecipanti, riuniti in preghiera, hanno deposto un lume acceso ai piedi del monumento che ricorda il giorno dell’inizio della seconda guerra mondiale.

I padri dell’Europa. Pöttering ha rievocato lo scoppio, settant’anni fa, del conflitto. Tra le vittime anche il padre che l’ex presidente Pe, nato nel 1945, non ha mai potuto conoscere. “Proprio per questo – ha affermato – sono fortemente convinto che dobbiamo fare tutto il possibile per impedire il ritorno dell’orrore della guerra in Europa”. Di qui la sua decisione di impegnarsi in politica: “Fin da giovane sono stato convinto dalla visione dei padri fondatori dell’Unione europea che è possibile superare guerre e conflitti” solo costruendo “una comunità politica fondata su valori comuni di pace”.

Un’idea di uomo fondata sul cristianesimo. Entrato nel 1979 nel primo Parlamento europeo ad elezione diretta, Pöttering ha osservato: “Ero convinto, e lo sono tuttora, che abbiamo bisogno di un’Europa forte e unita per difendere i nostri valori comuni – la dignità e i diritti umani, la libertà e la democrazia, lo stato di diritto e la pace. Ciò è impossibile senza il Pe, che gioca un ruolo decisivo. Ho sentito che la mia vocazione era impegnarmi per questo obiettivo e contribuire al rafforzamento dell’Europarlamento”. Secondo l’ex presidente del Pe, “l’unificazione europea è andata avanti tra alti e bassi, come stiamo sperimentando con il Trattato di Lisbona di cui abbiamo urgente bisogno”. Definendo “Il più grande dono della mia carriera politica” la riunificazione del 1° maggio 2004, insieme all’unificazione della Germania nel 1990, Pöttering ha dichiarato: “Ho sempre creduto fermamente che un giorno il comunismo sarebbe caduto perché il comunismo, come il nazionalsocialismo, è contro la natura umana. Il tentativo di creare ‘un uomo nuovo’ era destinato a fallire. Ha prevalso la nostra idea di uomo fondata sul cristianesimo”.

L’impegno per la libertà di Giovanni Paolo II. “Dobbiamo anzitutto ringraziare la voglia di libertà dei popoli europei, tra i quali i tedeschi dell’ex RD, e Solidarnosc, guidata in Polonia da Lech Walesa, se oggi l’Europa è di nuovo riunificata” ha proseguito Pöttering. “Oltre ai padri fondatori dell’Europa come Robert Schuman, Alcide De Gasperi e Konrad Adenauer, – ha aggiunto – ho in particolar modo ammirato papa Giovanni Paolo II. Il suo personale impegno per la libertà e l’ispirazione cristiana, che ha costantemente trasmesso, hanno giocato un importante ruolo negli eventi del 1989 che hanno condotto alla caduta del regime comunista. Il suo impegno infaticabile mi ha profondamente colpito e ha rafforzato la mia convinzione di dedicarmi politicamente all’unificazione dell’Europa. Il suo appello ai compatrioti polacchi “non abbiate paura’ rimarrà indimenticabile. Oggi un polacco – Jerzy Buzek, è il presidente del Parlamento europeo. Che sviluppo incredibile”.

Sostenere i valori comuni. Per Pöttering l’Europa “sta sviluppando la propria identità politica e sta divenendo un attore globale. L’Ue sta vincolando i nostri Paesi in uno stretto vicinato, spesso amichevole. La solidarietà è il fondamento e l’unità nella diversità è la nostra ispirazione”. Nell’odierna Ue, “lo Stato fondato sul diritto sta prevalendo sullo Stato fondato sul potere”. Così “lo stato di diritto protegge i più deboli” e questa “è un’acquisizione veramente storica che non esaltiamo abbastanza”. Pertanto “dobbiamo difendere lo stato di diritto in Europa e nel mondo”. E se “per secoli il volto” del nostro continente “è stato segnato da guerre, distruzione e battaglie per il dominio nazionale e ideologico, alla fine del XX secolo hanno invece trionfato la dignità umana, la democrazia, la libertà e lo stato di diritto. Questa è la risposta migliore alle speranze di libertà e comprensione portate avanti per secoli”. Citando la frase della dichiarazione di Berlino (25 marzo 2007), firmata dalla cancelliera tedesca Angela Merkel quale presidente di turno Ue, dal presidente della Commissione Jose Manuel Barroso e dallo stesso Pöttering in qualità di presidente del Parlamento europeo: “ci siamo uniti nella gioia”, il relatore ha esortato “quei membri della mia Chiesa cattolica che sono soliti criticare l’Ue piuttosto che considerarne i successi, a supportare e incoraggiare i politici che sostengono i nostri valori comuni, piuttosto che biasimarli per sviluppi che tutti tentiamo di evitare”. “Continuiamo ad impegnarci per la pace tra i nostri popoli, per la dignità umana, la libertà, la democrazia, lo stato di diritto e l’unità dell’Europa – è l’esortazione conclusiva dell’europarlamentare -. Se ci faremo di nuovo questa promessa, assicureremo un buon futuro al nostro continente europeo”.