SINODO AFRICA
Interventi in aula dei padri sinodali
La sperimentazione di farmaci "pericolosi" sulle popolazioni africane, il drammatico fenomeno dei bambini-soldato e lo sfruttamento sessuale delle bambine, l’Aids, la corruzione politica e l’accaparramento delle risorse, la presenza dei cinesi in Africa. Sono tanti i temi toccati dai padri sinodali intervenuti alla seconda Assemblea speciale per l’Africa del Sinodo dei vescovi. Ecco alcuni spunti raccolti nel briefing tenuto in sala stampa vaticana il 13 ottobre.
No a farmaci "pericolosi". I rischi delle sperimentazioni dei farmaci sulle popolazioni africane sono stati evidenziati da mons. Joseph S. Shikongo, vescovo di Rundu, in Namibia. "L’efficacia curativa di queste medicine non è provata ha affermato mons. Shikongo ma vengono vendute in Africa a scopo di sperimentazione. Il dosaggio di alcune è pericoloso", mentre circolano anche "medicine non approvate nei Paesi di produzione". "Si dice che l’Africa sia più esposta a questo tipo di farmaci a causa delle limitate capacità di effettuare test e ricerche in materia ha osservato . Perciò la Chiesa dovrebbe chiedere al governo di favorire le attività dei guaritori tradizionali e le rispettive pratiche e medicine". A proposito della diffusione del virus Hiv e dell’Aids, mons. Shikongo ha accennato a programmi governativi che puntano sulla prevenzione attraverso l’uso dei profilattici, "propagando una visione secolare e relativista della sessualità". Eppure, ha aggiunto, "il fallimento di questi strumenti è deliberatamente ignorato o spiegato male. In questo modo, viene incoraggiata una promiscuità che conduce a maggiori infezioni".
"I politici non rapinino il proprio Paese". "I politici ritengono che essere eletti significhi avere il lasciapassare per rapinare il Paese": è la denuncia di mons. Norbert Wendelin Mtega, arcivescovo di Songea, in Tanzania. "Per i nostri politici ha affermato pace significa un clima tranquillo che consenta loro di rubare e godersi i soldi del loro Paese. Per loro, libere e giuste elezioni significa successo nel portare le persone alle urne nella totale ignoranza dei loro diritti e delle manovre subdole dei candidati". L’arcivescovo di Songea ha anche alzato la voce contro il fenomeno della stregoneria: "Molta nostra gente viene torturata, perseguitata e assassinata solo a causa di sospetti maligni infondati, fomentati dalla magia e dagli stregoni. Non ci sono leggi per difendere le persone, i governi condonano, alcuni leader cospirano con gli stregoni, qualche governo legalizza. Molti leader credono alla stregoneria, alla superstizione e all’occulto. Occorrono un’evangelizzazione più profonda e una voce profetica rivolta ai nostri governi". Tra gli altri problemi sollevati da mons. Mtega, la "difficile sopravvivenza degli agricoltori" e "il fattore monetario islamico, mediante il quale grandi somme di denaro provenienti da Paesi esteri vengono riversate nei nostri Paesi per destabilizzare la pace e sradicare il cristianesimo".
Una pastorale per i cinesi. "Una pastorale per i lavoratori cinesi che vivono in Africa". È la proposta di padre Zeferino Zeca Martins, provinciale dell’Angola della Società del Divin Verbo. "Certamente la Cina manda questi lavoratori oltre frontiera per aumentare la propria egemonia nel panorama economico mondiale", ha osservato il religioso, che ha invitato però ad avere un atteggiamento di apertura nei loro confronti. In Angola molti cinesi sono infatti impegnati nella costruzione di infrastrutture. Per questo motivo, padre Zeca Martins ha suggerito alle "Conferenze episcopali e alle diocesi che si occupano di pastorale migratoria, di elaborare un programma pastorale per avvicinare al Vangelo i lavoratori cinesi che vivono nei Paesi africani e a creare dei cappellani specifici". "La Chiesa locale ha affermato è chiamata ad avvicinarsi alla comunità cinese senza nessun preconcetto".
No ai bambini-soldato e alle violenze. Tra i 20.000 e i 30.000 bambini e giovani subiscono violenza e sfruttamento in Uganda, i maschi avviati alla guerra, le ragazze costrette a diventare "schiave sessuali" dei ribelli appartenenti al gruppo Lra (Lord’s resistance army). Lo ha denunciato mons. John Baptist Odama, arcivescovo di Gulu, in Uganda. "Le forze del Lra Hanno rapito giovani e ragazze per obbligarli a diventare bambini-soldato ha detto danneggiano le loro menti e le loro anime in maniera terribile. E hanno costretto le ragazze a diventare schiavi sessuali, rovinando loro speranze e futuro". Mons. Odama ha ricordato che questo tipo di violenze contro i giovani si verificano anche nella R.democratica del Congo, nel Sud Sudan e nell’Africa centrale. Esiste poi "un altro tipo di violenza quotidiana molto diffusa in tutto il continente ha osservato che consiste nella mancanza di opportunità educative, cure mediche e condizioni di vita adeguate negli slums e nei campi per rifugiati".