UNIONE EUROPEA
Regioni: l’Annuario Eurostat 2009
Per trovare la più bassa densità di popolazione nell’Europa comunitaria occorre viaggiare in alcune regioni periferiche tra Svezia e Finlandia; per incontrare il maggior numero di case collegate a internet bisogna invece dirigersi verso i Paesi Bassi; i dati più preoccupanti sull’occupazione emergono in Spagna e in alcune aree dell’Est europeo; la media più elevata di laureati si trova invece nel Brabante Vallone, in Belgio. Una fotografia dell’Ue27 vista “dai territori” è contenuta nell'”Annuario regionale 2009″, pubblicato da Eurostat.Demografia, economia, fino al turismo. L’Ufficio statistico della Commissione europea (http://epp.eurostat.ec.europa.eu) ha raccolto una quantità immensa di dati, tabelle, comparazioni, percentuali che, ripartite in vari capitoli, raccontano un continente che non sempre conosciamo. Una sorta di puzzle che riguarda gli Stati membri, i tre candidati (Croazia, Turchia e Macedonia), i quattro dell’Associazione europea di libero scambio (Svizzera, Norvegia, Islanda e Liechtenstein), il quale viene ricomposto tassello per tassello osservando il Vecchio Continente dal punto di vista delle regioni e delle città, della popolazione, del prodotto interno lordo, del mercato del lavoro, dei conti familiari, della struttura delle imprese, dell’educazione, delle nuove tecnologie, del turismo, dell’agricoltura e della preservazione del territorio. L’Annuario include per la prima volta un capitolo, doveroso nell’era di internet e della comunicazione globale, sulla “società dell’informazione”. ha raccolto una quantità immensa di dati, tabelle, comparazioni, percentuali che, ripartite in vari capitoli, raccontano un continente che non sempre conosciamo. Una sorta di puzzle che riguarda gli Stati membri, i tre candidati (Croazia, Turchia e Macedonia), i quattro dell’Associazione europea di libero scambio (Svizzera, Norvegia, Islanda e Liechtenstein), il quale viene ricomposto tassello per tassello osservando il Vecchio Continente dal punto di vista delle regioni e delle città, della popolazione, del prodotto interno lordo, del mercato del lavoro, dei conti familiari, della struttura delle imprese, dell’educazione, delle nuove tecnologie, del turismo, dell’agricoltura e della preservazione del territorio. L’Annuario include per la prima volta un capitolo, doveroso nell’era di internet e della comunicazione globale, sulla “società dell’informazione”.Londra e Bruxelles le aree più popolate. L’Ue, che dal 2007 comprende 27 paesi, conta una popolazione di mezzo miliardo di persone, con una densità media per chilometro quadrato di circa 112 abitanti. La ripartizione tra i singoli Stati è assai differente: si pensi alla grande Germania e alle piccole – demograficamente parlando – isole di Malta o Cipro. Ma se si procede a livello regionale (sono 271 le regioni identificate da Eurostat; elencate in ordine alfabetico si parte da Abruzzo, in Italia, fino a Zuid-Holland, nei Paesi Bassi) si scopre che le aree più densamente popolate dell’Ue sono l’Inner London (Regno Unito) con 9.354 abitanti per chilometro quadro, Bruxelles (Belgio) con 6.405, Melilla (Spagna) con 5.197, Vienna (Austria) con 4.031 e Berlino (Germania) con 3.820. Al contrario, per trovare distese di territori con poche case e pochi residenti occorre arrivare nella Guyana francese o nell’Ovre Norrland in Svezia, con tre abitanti per chilometro. La situazione non è molto diversa nel Pohjois-Suomi (Finlandia, 4 abitanti per chilometro), nel Mellersta Norrland (Svezia, 5) o nell’Ita-Suomi (sempre in Finlandia, 8). Pochi residenti? Grecia, Svezia, Finlandia… Secondo l’Annuario Eurostat, “una forte densità di popolazione (500 abitanti per chilometro quadrato o più) è stata rilevata in 32 regioni dell’Ue27”, comprese varie aree metropolitane corrispondenti alle capitali degli Stati. “Otto di queste aree si trovano nel Regno Unito, sei in Germania, quattro in Olanda, tre nel Belgio e in Spagna e una ciascuna in Repubblica ceca, Danimarca, Grecia, Francia, Austria, Portogallo, Romania e Malta”. Una densità di popolazione (che è un indice non solo demografico, ma ovviamente anche economico, sociale e ambientale) inferiore ai 50 abitanti per chilometro quadrato si riscontra in 28 regioni: cinque di esse sono in Grecia e in Svezia, quattro ciascuna in Spagna e Finlandia, tre in Francia, una a testa in Bulgaria, Irlanda, Italia, Portogallo, Regno Unito, Estonia e Lettonia. Volendo esplicitare alcuni casi nazionali, emerge che la regione più popolata in Irlanda è Southern and Eastern (86 abitanti per chilometro quadrato), la meno popolata è Border, Midland and Western (35); in Italia ai vertici opposti si trovano Campania (426) e Valle d’Aosta (38); in Ungheria, invece, Kozép-Magyarorszàg (415) e Dél-Dunàntùl (68).Accessi a internet: Paesi Bassi da record. Interessanti le rilevazioni sul numero di accessi a internet, un elemento sempre più utilizzato per verificare lo sviluppo di un paese o di una regione. In media, sottolinea Eurostat, “il 60% delle famiglie aveva accesso a internet nel 2008”, pur con differenti modalità e velocità di connessione. Ma “percentuali di case collegate alla rete superiori al 75% sono registrate in 35 regioni dell’Ue27”: fra di esse, le dodici regioni olandesi, nove nel Regno Unito, sei in Germania, quattro in Danimarca, tre in Svezia e il Lussemburgo. Nel Noord-Holland, compresa nei Paesi Bassi, la percentuale di accessi internet nelle case sale al 90%, mentre nelle aree di Groningen e Utrecht si attesta all’89%. Discorso opposto per 38 regioni con una media di collegamenti internet inferiore al 45% delle case, collocate principalmente in Romania, Bulgaria, Spagna, Repubblica Ceca, Italia, Grecia.