ECUMENISMO

I frutti di 40 anni

In “Harvesting the Fruits” il dialogo tra cattolici e protestanti

“Una chiara risposta alle opinioni che si stanno diffondendo talvolta anche nella Curia Romana, ovvero all’ingiustificata accusa che l’ecumenismo con le comunità protestanti non abbia finora portato frutti e ci abbia lasciato con le mani vuote”. Così il card. Walter Kasper, presidente del Pontificio Consiglio per l’unità dei cristiani, ha presentato il 15 ottobre scorso in Vaticano il libro dal titolo “Raccolta dei frutti. Aspetti fondamentali della fede cristiana nel dialogo ecumenico. Consensi, convergenze e differenze“. “Non sono – ha specificato il cardinale parlando con i giornalisti – opinioni ufficiali”. Piuttosto voci “che corrono ma che ci sono”. Per dimostrare “il contrario”, il testo – frutto di due anni di lavoro – raccoglie 40 anni di storia ecumenica e presenta i risultati dei dialoghi ufficiali tra la Chiesa cattolica e le Chiese storiche protestanti, ovvero luterani, riformati, anglicani e metodisti. Il suo intento è “creare un’atmosfera positiva e accogliente per l’ecumenismo con i protestanti”.

Con lo sguardo verso il futuro. In questi 40 anni – ha detto il cardinale – “è cresciuta una nuova generazione di ecumenisti, laici e sacerdoti, professori e studenti, che non conoscono più ciò che in questi intensi dialoghi è stato raggiunto. Noi non vogliamo che la ricchezza dei risultati conseguiti sia dimenticata” e che questi documenti finiscano ricoperti “dalla polvere sugli scaffali di una biblioteca”.
Volgendo lo sguardo verso il futuro, il cardinale ha ammesso che “oggi è diffusa una certa stanchezza, forse anche una certa delusione”. “Tuttavia – ha proseguito Kasper -, la nuova sobrietà instauratasi può essere anche un segno di maggiore maturazione, che riconosce il peso della realtà”. Nello stato attuale del dialogo si registrano anche “cambiamenti all’interno delle Comunità ecclesiali dei nostri partner. Talvolta i nostri partner non sono più gli stessi”. “Anche nella Chiesa cattolica – ha aggiunto – sono avvenuti cambiamenti; talvolta i nostri documenti sono difficili da digerire per i nostri partner”. Nel precisare ai giornalisti questo punto, il cardinale ha citato la “Dominus Jesus” ma semplicemente perchè – ha detto Kasper – questo testo “viene sempre menzionato dai nostri partner che avrebbero forse preferito un atteggiamento formalmente più gentile. Nella sostanza il documento esprime la dottrina cattolica sulla Chiesa e d’altra parte la chiarezza è un contributo importante per l’ecumenismo”. Altro documento che ha “suscitato sorprese” nel mondo protestante è stato il “motu proprio” sul rito straordinario della messa in latino. “Ma si tratta – ha spiegato il cardinale – di questioni interne alla Chiesa cattolica e comunque riguarda piccoli gruppi di fedeli. Inoltre fa parte di una unità nella pluriformità della nostra Chiesa e come tale si deve rispettare”.

Periodo ecumenico di “alta stagione”. Il programma per il prossimo futuro del dicastero vaticano incaricato per il dialogo con le Chiese cristiane è fitto di appuntamenti. Il card. Kasper ha annunciato ai giornalisti che il Papa visiterà la Chiesa luterana di Roma In febbraio si svolgerà un simposio durante il quale sulla base del libro, prenderanno la parola anche rappresentanti delle Chiese sul “futuro dell’ecumenismo occidentale”. E poi gli appuntamenti con il Consiglio ecumenico delle Chiese; a fine ottobre si celebrerà il decimo anniversario della Dichiarazione Congiunta sulla Dottrina della Giustificazione ad Augsburg; e nel 2010 il Centenario della Conferenza missionaria mondiale a Edimburgo, che nel 1910 ha segnato l’inizio dell’ecumenismo del XX secolo. 16 sono i dialoghi bilaterali portati avanti dal dicastero. Insomma, conclude Kasper, “nessuno può affermare che stiamo attraversando un ‘inverno ecumenico’. Al contrario, siamo in alta stagione, in piena estate e con questo libro raccogliamo già i primi, ricchissimi frutti: davvero una buona raccolta e -speriamo – un impulso ed una forte spinta per la continuazione dei dialoghi”.

Il testo. Per la prima volta, è stato deciso di evidenziare i risultati di quattro dialoghi bilaterali (le Chiese storiche protestanti, ovvero luterani, riformati, anglicani e metodisti) in maniera comparata, raggruppandoli per tema, per consentire un raffronto ed una visione più chiara della portata di quanto conseguito in quarant’anni di dialogo. “Si voleva – ha spiegato Mark Langham che per il Pontificio Consiglio ne ha curato l’edizione .- pervenire ad una presentazione, efficace e convincente, delle aree di convergenza ecumenica che potesse favorire il processo di ricezione dei risultati nelle varie Chiese”. Una bozza del testo (che ha avuto l’ok anche del card. Levada, della Congregazione della dottrina della fede) è stata anche inviata ad alcuni teologi delle Chiese e comunioni ecclesiali. Il testo si suddivide in quattro capitoli: “Fondamenti delle nostra fede comune”; “salvezza, giustificazione e santificazione”; “la Chiesa”; “Battesimo ed Eucaristia”.