COMMISSIONE UE

Correre ai ripari

La crisi ha messo a rischio la sostenibilità dei bilanci statali

Per far fronte alla crisi economica i Paesi aderenti all’Ue hanno investito parecchie risorse finanziarie nell’ultimo anno, mettendo a rischio la sostenibilità dei bilanci statali. Per questa ragione, secondo la Commissione europea bisogna “correre ai ripari”, cercando una via equilibrata tra le misure anti-recessione e il rigore dei conti pubblici. Conti statali provati dalla crisi. “Il ripristino della sostenibilità a lungo termine delle finanze pubbliche è una delle componenti fondamentali della nostra strategia di uscita”, ha affermato Joaquín Almunia, commissario agli affari economici e monetari, nel presentare il 14 ottobre la Relazione sulla sostenibilità 2009. I governi dei 27, così come gli economisti e i mass media, si sono immediatamente concentrati nel cercare i giudizi sui singoli Paesi: risulta, ad esempio, che la metà degli Stati mostra un rapporto tra deficit e Prodotto interno lordo superiore al 6%, ossia un livello doppio di quello indicato nel Patto di stabilità e crescita. In pericolo la sostenibilità a lungo termine. Vari Stati si trovano in difficoltà, soprattutto fra quelli che più hanno investito per contrastare gli effetti della crisi: fra questi, Germania, Paesi Bassi, Regno Unito, Grecia, Francia, Irlanda, Spagna. Dalla Relazione si evince che nel 2007, ossia prima dell’emergere della recessione, numerosi Paesi aderenti “avevano raggiunto la loro migliore posizione di bilancio aggregata in 30 anni, con un disavanzo dello 0,8% per l’Ue nel suo complesso”. Questo ha consentito “a molti Stati il margine di manovra necessario per aiutare le loro economie durante la crisi”. Detto ciò, si rileva al momento un “deterioramento dei conti pubblici che, in aggiunta ai previsti sviluppi demografici dovuti all’invecchiamento della popolazione, rende la sostenibilità a lungo termine delle finanze statali una sfida urgente”.Favorire la ripresa e prepararsi al “dopo”. In sostanza, il messaggio della Commissione è espresso da Almunia: “Dobbiamo continuare a sostenere la ripresa, ma in un contesto di finanze pubbliche gravemente deteriorate le misure per accrescere la fiducia e rilanciare la domanda possono avere successo solo se percepite dai mercati e dall’opinione pubblica come misure temporanee e in linea con la sostenibilità a lungo termine”. Il commissario spagnolo invoca “strategie chiare per il periodo post-crisi”, grazie alle quali “potremo rafforzare l’efficacia delle misure di sostegno nel breve periodo e creare le condizioni di una crescita economica futura duratura”. La Relazione è esplicita: la sostenibilità finanziaria è un problema per tutti gli Stati Ue, “sebbene in misura notevolmente diversa da un paese all’altro”. Lavoro, età pensionabile, istruzione. Non mancano, a queste punto, chiare direttrici d’azione. L’Esecutivo indica una “strategia articolata su tre assi”: riduzione del disavanzo e del debito, aumento del tasso di occupazione e riforma dei sistemi di protezione sociale. La Commissione specifica fra l’altro: “Dobbiamo a tutti i costi impedire che la disoccupazione diventi endemica. È pertanto vitale proseguire con la flessicurezza e con le altre riforme strutturali che hanno contribuito ad aumentare i tassi di occupazione in passato”. È inoltre “necessario aumentare l’età pensionabile effettiva in linea con l’aumento dell’aspettativa di vita”. In tal caso Bruxelles riconosce che diversi Paesi hanno già all’esame misure in tal senso. Il documento varato dal collegio dei commissari sottolinea poi “la necessità di valutare l’introduzione di riforme del sistema sanitario”, mentre “un miglioramento della qualità delle finanze pubbliche è indispensabile per ridurre la spesa non produttiva e destinare risorse all’istruzione, alla ricerca e ad altri obiettivi politici, sociali, ambientali, in materia di salute”. Pressione fiscale, effetti distorsivi. L’eventuale risanamento di bilancio tramite l’aumento delle entrate, mediante, ad esempio, una maggiore pressione fiscale, “dovrebbe tener conto degli effetti di incentivo, dell’efficienza e della competitività e concentrarsi sulle misure aventi il minore effetto distorsivo”. La Commissione ribadisce anche che una “espansione di bilancio attuata per contrastare la recessione non è incompatibile con la sostenibilità a lungo termine”. Le misure da assumere possono quindi orientarsi in diverse direzioni: l’importante è agire. “Occorre elaborare ora le strategie di uscita in materia fiscale miranti a conseguire obiettivi a medio termine ambiziosi e realistici”, prosegue il documento, “che devono essere attuati in maniera coordinata appena la ripresa si sarà consolidata”, tenendo ovviamente conto delle situazioni specifiche dei singoli Paesi.