Germania, Romania, Inghilterra

Germania: premio cattolico dei mediaCon un appello ai giornalisti affinché siano consapevoli della loro responsabilità verso la qualità e la veridicità, mons. Robert Zollitsch, Presidente della Conferenza episcopale tedesca (Dbk), ha conferito il 19 ottobre a Bonn il Katholischer Medienpreis, premio cattolico dei media. “La ricerca della verità rende libero l’uomo”, ha affermato. “Se vivo impegnandomi per la verità, contribuisco alla costruzione di una società in cui troppo spesso mancano stabilità, sincerità e veridicità”. Alla premiazione erano presenti circa 300 rappresentanti del mondo dei media, della Chiesa e della società. “Qualità, veridicità e buona parola sono le caratteristiche del Premio cattolico dei media. Anche con queste basi si può fare audience e aumentare la tiratura. Soprattutto, si può far crescere nuovamente la fiducia dei fruitori dei media verso questi ultimi. Per la categoria della carta stampata, il premio di 5.000 Euro è stato consegnato a Michael Ohnewald per un articolo pubblicato sulla Stuttgarter Zeitung il 6 giugno 2008. Per la categoria dei media elettronici è stato premiato con lo stesso importo un programma radiofonico ideato da Bert Strebe, trasmesso dal Norddeutscher Rundfunk il 1° gennaio 2009.Romania: primo incontro nazionale dei sacerdotiSi è concluso nei giorni scorsi, il primo incontro nazionale dei sacerdoti cattolici della Romania, ospitato dall’arcidiocesi Romano-Cattolica di Bucarest. All’incontro hanno preso parte 65 preti, di ambedue i riti (romano e greco-cattolico), da 9 delle 11 diocesi ed eparchie cattoliche romene. Sacerdoti di riti diversi, etnie diverse (romeni, ungheresi, tedeschi), età diverse hanno trascorso alcuni giorni insieme nel monastero dei padri carmelitani a Ciofliceni (Snagov, nelle vicinanze di Bucarest). L’incontro, intitolato “Il sacerdozio, tra servizio carismatico e funzionalismo istituzionale”, sarà seguito da altre cinque analoghe iniziative, ospitate da altre diocesi ed eparchie. Con questi eventi, i vescovi romeni desiderano offrire ai loro sacerdoti, durante l’Anno Sacerdotale, l’opportunità di pregare insieme, di riflettere insieme sulla loro missione, di conoscersi meglio gli uni gli altri. Alcuni hanno espresso il desiderio di continuare simili incontri anche dopo la chiusura dell’Anno Sacerdotale, per una formazione permanente non solo a livello locale, ma anche nazionale, per rafforzare l’unità nella diversità della Chiesa Cattolica in Romania. In una lettera inviata, tramite mons. Ioan Robu, arcivescovo di Bucarest e presidente della Conferenza episcopale romena, il card. Claudio Hummes, prefetto della Congregazione per il Clero, ha assicurato i sacerdoti romeni della sua preghiera e ha augurato loro una “fruttuosa riuscita di questo incontro e dei successivi cinque che verranno ospitati da altre diocesi/eparchie di questo nobile Paese”. Nella lettera il cardinale prefetto augura “di vivere nel sì quotidiano” il motto “fedeltà di Cristo, fedeltà del sacerdote”, e manifesta la speranza di incontrarli “attorno a Pietro, in Urbe nei giorni 9-10-11 giugno 2010”. “Potremo vivere insieme la gioia della communio nella fraternità sacerdotale”, conclude il card. Hummes. Il prossimo incontro sarà ospitato, dal 9 al 12 novembre, dall’arcidiocesi romano-cattolica di Alba Iulia – che proprio quest’anno celebra i mille anni della sua creazione.Inghilterra: ribadita l’importanza delle scuole cristiane “La vivacità, il dinamismo e il successo delle scuole di natura religiosa non è mai stato più forte. Ho visto con i miei occhi come le scuole cristiane usano la loro etica per formare giovani equilibrati che hanno un forte senso di comunità e rispetto per gli altri, compresi coloro di fedi diverse”, con queste parole il ministro per l’Educazione Ed Balls si è congratulato con i responsabili di scuole gestite dalle chiese cristiane durante un convegno intitolato “Keeping faith in the system”, “Mantenere la fede nel sistema”. All’incontro, che si è svolto nei giorni scorsi, hanno partecipato 200 responsabili di scuole religiose e funzionari dello Stato coinvolti nel settore dell’educazione. In un momento in cui nel Regno Unito le scuole gestite dalle chiese sono oggetto di critiche da parte di alcuni media, che sostengono che i soldi dei contribuenti vanno a finanziare una scelta elitaria perché le scuole religiose accoglierebbero soprattutto alunni delle classi medie, il ministro dell’Educazione e la responsabile del settore educazione per la Conferenza episcopale di Inghilterra e Galles hanno difeso il ruolo di questi istituti. Il ministro Balls ne ha sottolineato gli ottimi risultati notando anche che questi che accolgono alunni di fedi diverse. Oona Standard, direttrice del “Catholic Education Service” di Inghilterra e Galles, ha detto che per i genitori è importante che “la loro fede venga riconosciuta attraverso la messa a disposizione, da parte dello Stato, di una scuola cristiana”.