Germania, Turchia, Austria

Germania: un incontro chiarificatore”Un colloquio aperto e costruttivo”: così le Chiese cattolica ed evangelica tedesche hanno valutato un incontro chiarificatore a Karlsruhe, svoltosi il 14 ottobre, dopo alcune tensioni suscitate da un documento interno evangelico che conteneva alcune considerazioni sulla Chiesa cattolica che hanno suscitato irritazione. Il testo era stato presentato alla Conferenza ecclesiastica dell’Ekd il 2 luglio scorso ed era stato tuttavia respinto dalla Conferenza evangelica e successivamente diffuso in forma anonima. All’incontro hanno partecipato delegazioni di entrambe le Chiese guidate per la Chiesa cattolica dal Presidente della Conferenza episcopale tedesca, mons. Robert Zollitsch e per la Chiesa evangelica da Wolfgang Huber, Presidente del Consiglio dell’Ekd. “Entrambe le parti sono convinte che la fiducia danneggiata possa essere recuperata”, ha detto Huber al termine dell’incontro di tre ore, secondo quanto riferito dall’agenzia tedesca Kna. Nello scusarsi per quanto accaduto, Huber ha inoltre parlato di uno scambio avvenuto in modo “aperto, costruttivo e nello spirito di fratellanza cristiana”. Da parte sua, mons. Zollitsch ha dichiarato che “le ferite che erano diventate visibili sono state elaborate e curate”. Il presidente della Dbk ha accettato le scuse e ha osservato: “Abbiamo ritrovato una base per l’ecumenismo in Germania”. Turchia: stallo sulla chiesa di san Paolo a TarsoSituazione di stallo nella vicenda relativa alla chiesa di san Paolo a Tarso, oggi museo, che, da tempo, si attende possa essere riconsegnata al culto dei cristiani. “Dal 1 settembre i pellegrini non pagano più il biglietto ma i problemi restano e sono reali” dichiara a SIR Europa il presidente della Conferenza episcopale turca (Cet), mons. Luigi Padovese, citando la prassi adottata dalle autorità turche alla fine dell’Anno Paolino che obbliga i gruppi a prenotare con almeno tre giorni di anticipo alla direzione del museo. “Le informazioni relative ai gruppi prenotati non arrivano alle nostre suore incaricate di allestire la chiesa, mentre ci sono anche gruppi non notificati che giungono senza preavviso”. “La situazione non è migliorata anzi – rivela il vescovo – da qualche giorno, la polizia in divisa entra in chiesa durante le funzioni. Si pensa per motivi di sicurezza ma potrebbero venire anche in borghese. Vedere uomini in divisa in chiesa crea allarmismo anche nei pellegrini. Una cosa da evitare”. “Non sappiamo quando ci sarà un cambiamento definitivo della situazione – aggiunge mons. Padovese – le parole del ministro della Cultura e del Turismo erano di speranza nei confronti di Tarso anche se in tempi non determinati. Tuttavia mantenere aperto il problema potrebbe far pensare che non lo si voglia risolvere”. “Non va meglio al Patriarcato ecumenico con la situazione della scuola teologica di Halki (si parla di una sua riapertura dopo la chiusura del 1971, ndr.) che nonostante le buone parole non si è ancora risolta – ricorda il presule – l’incontro del primo Ministro con Bartolomeo I e gli altri capi delle minoranze, a quanto posso vedere, non è che stia portando dei risultati”. “È arrivato il tempo di passare dalle parole ai fatti – afferma il presidente dei vescovi turchi – sono consapevole delle tensioni che ancora ci sono nel Paese, però questi gesti devono essere fatti se la Turchia vuole fare passi avanti nel cammino di integrazione europea. In questo senso – conclude – giudico molto positivo lo storico accordo di riaprire relazioni diplomatiche con l’Armenia. Credo sia nell’interesse dei due Paesi arrivare a dei chiarimenti e a relazioni. L’importante è non dimenticare la storia passata”.Austria: “storia degli apostoli 2010” “Storia degli apostoli 2010”: questo il nome dell’iniziativa missionaria promossa dall’arcidiocesi di Vienna e presentata il 15 ottobre nel corso di una conferenza stampa. Come riportato dall’agenzia di stampa cattolica austriaca Kathpress, l’azione ha l’obiettivo di entrare maggiormente in comunicazione con le persone su Dio e il mondo e motivare i cattolici a parlare di più della propria fede. Durante l’incontro con i giornalisti, Michael Scharf, responsabile dell’ufficio della pastorale di Vienna, Andrea Geiger, direttrice del progetto, Otto Neubauer, direttore dell’ Accademia per l’evangelizzazione della comunità “Emmanuel”, hanno illustrato l’iniziativa e presentato il programma di uno dei primi momenti importanti dell’azione: l’assemblea diocesana del 22-24 ottobre. All’incontro partecipano 1.200 delegati, – sacerdoti appartenenti all’arcidiocesi, agli ordini, alle comunità e alle strutture ecclesiastiche, rappresentanti della Caritas, della facoltà teologica e delle scuole cattoliche, nonché i gruppi presenti nell’arcidiocesi, anche la piattaforma di Vienna “Wir sind Kirche”. L’80% dei partecipanti è costituito da laici. Scopo primario dell’assemblea è lo scambio “su ciò che ci dà gioia e sostegno, ma anche quanto nella Chiesa ci preoccupa e ciò che ci ostacola reciprocamente”, ha affermato Geiger, che ha aggiunto: “In questi tre giorni vogliamo occuparci di quel che ci unisce nella Chiesa. Solo così possiamo anche superare il fatto che esistano problemi o questioni dolorose, ed eventualmente riuscire a formulare proposte per risolverli o anche giungere a conclusioni diverse”. “La Chiesa non si può chiudere in se stessa, anche se diventa più piccola, ma deve aprirsi”, ha dichiarato Neubarer. A tal fine è prevista, a partire dal lunedì di Pentecoste del 2010, una “settimana della missione”, in cui ogni parrocchia, ogni comunità e ogni ufficio ecclesiastico sono invitati a realizzare un progetto missionario.