L’Ue in breve

Al via l’Anno contro povertà ed esclusione socialeL’Unione europea ha proclamato il 2010 "Anno europeo della lotta alla povertà e all’esclusione sociale": il programma verrà presentato con una conferenza che si svolgerà a Bruxelles il 28 e 29 ottobre dal titolo "La povertà, tra percezione e realtà. La sfida della comunicazione". Il dibattito, rivolto a politici, ong, associazioni di volontariato e giornalisti, potrà essere seguito in diretta sull’apposito spazio web, inaugurato per l’occasione, all’indirizzo http://2010againstpoverty.eu. "Il primo giorno sarà dedicato a un seminario che raccoglierà in particolare i giornalisti che si occupano di temi sociali", spiegano gli organizzatori della Commissione. "I partecipanti potranno inoltre scoprire alcuni progetti contro la povertà già in atto a Bruxelles". Il secondo giorno, invece, i 400 partecipanti si vedranno presentare uno specifico sondaggio realizzato da Eurobarometro, "centrato sulla percezione che gli europei hanno delle conseguenze sociali della crisi economica". Lo stesso sondaggio sarà diffuso in anticipo alla stampa, in modo da darne diffusione allo scopo di attirare l’attenzione dell’opinione pubblica sul fenomeno della povertà in Europa e sugli obiettivi dell’Anno speciale. La Commissione ricorda fra l’altro che nell’Ue quasi 80 milioni di persone si trovano in condizione di indigenza. "Malgrado un miglioramento complessivo delle condizioni di vita degli europei negli ultimi dieci anni, povertà ed esclusione sociale restano elemento di preoccupazione in diversi Stati membri". Molteplici gli obiettivi assegnati al prossimo Anno europeo; tra questi figurano: "incoraggiare il coinvolgimento e l’impegno politico di tutta la società nella lotta alla povertà e all’esclusione a livello" continentale e locale; "coinvolgere i cittadini nella lotta contro la povertà"; "collaborare con la società civile e le organizzazioni non governative" che operano in questo campo; "eliminare i luoghi comuni che riguardano la povertà"; "sostenere la solidarietà tra generazioni".Giornate dello sviluppo, quattromila iscrittiCapi di Stato e di governo, esperti internazionali, rappresentanti della società civile, opinionisti: il governo svedese, presidente di turno dell’Ue, prevede 4mila partecipanti alle Giornate europee dello sviluppo che, per la quarta edizione, quest’anno si terranno a Stoccolma dal 22 al 24 ottobre. Nella capitale nordica sono attesi partecipanti da 125 paesi "per discutere delle risposte possibili da portare al rallentamento dell’attività economica e al cambiamento climatico, così come alle sfide poste alla democrazia e allo sviluppo" a livello planetario. La presidenza Ue sottolinea che "le Giornate 2009 cadono a un mese dal G20 di Pittsburgh e sei settimane prima della conferenza Onu di Copenaghen sul cambiamento climatico". Sono cinque, nell’agenda dei lavori, le sessioni plenarie di discussione, attorno alle quali ruoteranno 25 eventi, compreso un "Villaggio dello sviluppo" con stand di 150 ong. Nell’elenco degli iscritti figurano José Manuel Barroso, presidente della Commissione Ue, Fredrik Reinfeldt, premier svedese, Jerzy Buzek, presidente dell’Europarlamento,i presidenti o i primi ministri di numerosi Stati in via di sviluppo, i responsabili degli istituti finanziari internazionali e diversi premi Nobel. In vista delle Giornate di Stoccolma, Eurobarometro ha realizzato un sondaggio, dal quale emergono alcune sorprese: il 90% dei cittadini dell’Ue "continua a considerare importante lo sviluppo" dei paesi poveri, sostiene l’istituto demoscopico, ma "il 74% degli europei non ha mai sentito parlare degli Obiettivi di sviluppo del millennio". Dalla relazione finale emerge inoltre che il 72% del campione intervistato "ritiene non solo che gli attuali impegni a favore dei paesi in via di sviluppo vadano onorati, ma che vadano assunti ulteriori impegni". Tra i motivi per portare aiuti alle regioni del pianeta più in difficoltà vengono citati lo sviluppo mondiale del commercio, la lotta al terrorismo, il contenimento delle migrazioni e le relazioni politiche con i paesi terzi.Buzek premia giornalisti di stampa, internet, radio e tvIl presidente del Parlamento europeo, Jerzy Buzek, ha consegnato la scorsa settimana il Premio giornalismo 2009 inteso a "promuovere una migliore comprensione delle istituzioni e delle politiche Ue". Durante la cerimonia, Buzek ha dichiarato: "Non possiamo migliorare il funzionamento dell’Unione e non possiamo informare i nostri cittadini o avvicinarli all’Ue senza i giornalisti". I vincitori di quest’anno sono risultati: Ines Possemeyer (sezione stampa scritta, Germania), Szlankó Bálint (internet, Ungheria), Zbigniew Plesner (radio, Polonia) ed Elke Sasser e Kristian Kahler (televisione, Germania). A ciascun vincitore di questa seconda edizione (i partecipanti erano 266) è stato consegnato un assegno da 5mila euro.