ANGLICANI

Una via di comunione

Una Costituzione apostolica sull’eventuale ingresso nella Chiesa cattolica

Per porre fine ad un periodo di incertezza, verrà presto pubblicata una “Costituzione Apostolica” che rende possibile a gruppi di chierici e fedeli anglicani di entrare nella “piena e visibile comunione” con la Chiesa cattolica. Il provvedimento è stato presentato il 19 ottobre ai giornalisti in Vaticano dal prefetto della Congregazione per la Dottrina della Fede, card. William Levada, in contemporanea ad una conferenza stampa che si è svolta a Londra e dove sono intervenuti l’arcivescovo Vincent Gerard Nichols,primate della Chiesa cattolica di Inghilterra e Galles e l’arcivescovo di Canterbury, Rowan Williams, primate della Comunione anglicana. Secondo quanto ha detto il card. Levada, sarebbero interessati ad entrare nella Chiesa cattolica, 20 o 30 vescovi anglicani e “centinaia” di gruppi di fedeli. Con la Costituzione apostolica, papa Benedetto XVI ha introdotto una struttura canonica che prevede una “riunione corporativa” tramite l’istituzione di ordinariati personali che permetteranno ai fedeli già anglicani di entrare ella piena comunione con la Chiesa cattolica, “conservando – si legge in una nota informativa della Congregazione della dottrina della Fede – nel contempo elementi dello specifico patrimonio spirituale e liturgico anglicano”. La struttura. La guida pastorale per tali gruppi di fedeli sarà assicurata da un ordinariato personale. La Costituzione apostolica prevede un modello canonico in cui è possibile l’ordinazione come sacerdoti cattolici di chierici sposati provenienti dalla comunione anglicana. Ma ragioni storiche ed ecumeniche non permettono l’ordinazione di uomini sposati a vescovi sia nella Chiesa cattolica come in quelle ortodosse. “Pertanto – precisa la nota informativa – la Costituzione determina che l’ordinario possa essere o un sacerdote o un vescovo non sposato”. La Costituzione – ha spiegato il prefetto card. Levada – “autorizza una nuova struttura”; ma la sua esecuzione avverrà a fasi. È frutto di una serie di “consultazioni” avute con il card. Walter Kasper e con il Pontificio Consiglio per l’unità dei cristiani. Spetterà inoltre alla Congregazione per la dottrina della Fede autorizzare le ordinazioni perché – ha detto il prefetto – sono in gioco “questioni fondamentali” della fede. A muovere gruppi di anglicani verso la Chiesa cattolica, sono state alcune decisioni prese negli ultimi anni nella Comunione anglicana come l’ordinazione delle donne al sacerdozio e all’episcopato, l’ordinazione di vescovi dichiaratamente omosessuali nonché la possibilità di unire in matrimonio coppie gay. Un delicato equilibrio. “Con tale proposta – ha spiegato il prefetto della Congregazione per la Dottrina della Fede, card. William Levada – la Chiesa intende rispondere alle legittime aspirazioni di questi gruppi anglicani per una comunione piena e visibile con il Vescovo di Roma, il successore di Pietro”. “Abbiamo cercato – ha detto – di venire incontro in modo unitario ed equo alle richieste per una piena unione che ci sono state sottoposte da parte di fedeli già anglicani provenienti da varie parti del mondo negli anni recenti”. Gli anglicani che si sono messi in contatto con la Santa Sede – ha precisato il card. Levada – “hanno dichiarato di condividere la comune fede cattolica, come espressa nel Catechismo della Chiesa cattolica e di accettare il ministero petrino come elemento voluto da Cristo per la Chiesa”. Ma hanno anche parlato dell’importanza della loro “tradizioni anglicane relative alla spiritualità e al culto per il cammino di fede”. Per questo, la Costituzione Apostolica cerca di creare “un equilibrio tra l’interesse di conservare il prezioso patrimonio anglicano liturgico e spirituale da una parte e la preoccupazione che questi gruppi e il loro clero siano incorporati nella Chiesa cattolica”. In linea con l’impegno ecumenico. Nel suo intervento, il Prefetto ha più volte sottolineato che il provvedimento di questa nuova struttura è in linea con l’impegno per il dialogo ecumenico che continua ad essere “una priorità per la Chiesa cattolica”. Riguardo alle ultime decisioni prese dalla Comunione anglicana che hanno portato malumori al suo interno e che forse sono state le cause degli abbandoni, il prefetto ha detto: “Direi piuttosto che se la Comunione anglicana non avesse accolto l’ordinazione delle donne e l’ordinazione di ministri omosessuali, oggi saremmo certamente più vicini. Ma sono fatti con i quali ci si deve confrontare perché denotano la situazione ecumenica in cui ci troviamo. Ho chiamato l’arcivescovo di Canterbury. È un momento particolarmente difficile per la Comunione anglicana ed ho offerto le mie preghiere, assicurandogli che questo provvedimento non rappresenta in alcun modo una diminuzione del nostro impegno ecumenico”. Frutto del dialogo tra le due Chiese. “L’annuncio di questa Costituzione Apostolica mette fine a un periodo di incertezza per alcuni gruppi, che hanno alimentato la speranza di abbracciare l’unità con la Chiesa cattolica”. In questi termini e in un comunicato congiunto, l’arcivescovo Vincent Gerard Nichols, primate della Chiesa cattolica di Inghilterra e Galles e l’arcivescovo di Canterbury , Rowan Williams, primate della Comunione anglicana, hanno dato la notizia a Londra della Costituzione Apostolica. Il provvedimento – affermano – è “un ulteriore riconoscimento” della vicinanza “nella fede, dottrina e spiritualità tra la Chiesa cattolica e la tradizione anglicana. Senza i dialoghi di quarant’anni, questo riconoscimento non sarebbe stato possibile, né avrebbero potuto alimentarsi speranze per una piena e visibile unità. In questo senso, la Costituzione Apostolica è una conseguenza del dialogo ecumenico tra la Chiesa cattolica e la Comunione anglicana”. “Con la grazia di Dio e la preghiera – si legge ancora nel comunicato – siamo decisi a continuare e rafforzare il nostro comune impegno su queste e su altre questioni”.