UCRAINA

Dove va la famiglia?

Una situazione che preoccupa la Chiesa cattolica

“Matrimonio e famiglia sono sempre stati per la Chiesa in Ucraina oggetto d’attenzione particolare” e “soprattutto oggi la preoccupazione per il suo sviluppo, la sua dignità e il suo valore sono tra gli elementi più importanti dell’attività pastorale della Chiesa”. È quanto afferma Lidia Protsiv, responsabile della Commissione per la famiglia della Chiesa greco-cattolica ucraina, coordinatrice di una ricerca sul tema. Nuovi modelli? “Nell’ultimo decennio – rileva Protsiv – vi sono stati molti cambiamenti in Ucraina. Le relazioni familiari hanno subito importanti trasformazioni, come tutta la società. Analizzando lo stato attuale della famiglia si possono osservare molti aspetti negativi, ma anche aspetti positivi e ragioni di speranza”. Secondo l’esperta, uno dei motivi della sua debolezza è legato alla poca comprensione o addirittura alla negazione del senso del matrimonio cristiano. Inoltre “si sta gradualmente abbandonando la concezione di matrimonio come unione tra due persone di sesso diverso con lo scopo del dono reciproco nell’amore e per la nascita e l’educazione dei figli, e vengono introdotte definizioni di nuovi modelli di famiglie: incomplete (con un solo genitore, nella maggior parte dei casi la madre) civili o omosessuali”. Divorzi e scarsa natalità. In progressivo aumento tra i giovani, osserva Protsiv “le convivenze uomo-donna senza registrazione ufficiale delle relazioni e degli obblighi reciproci” e il numero dei bambini nati fuori del matrimonio. “Il 93% delle donne conviventi – sottolinea – si considera sposato, mentre il 78% dei partner si reputa non sposato”. “Il nuovo Codice ucraino della famiglia riconosce giuridicamente tali unioni – dice Protsiv – ma la loro breve durata si ripercuote negativamente sui figli”. Ulteriore sfida il cambiamento dei ruoli tradizionali in famiglia. “La crescita dell’indipendenza lavorativa ed economica delle donne le conduce al sovraccarico, ne diminuisce il numero dei figli e le possibilità di educarli, e fa aumentare il numero dei divorzi”. Nonostante l’incremento delle nascite dei bambini – “nel 2008 510mila, un record assoluto dall’indipendenza, la situazione demografica in Ucraina non si è stabilizzata”.Emigrazione, violenza familiare, maternità surrogata. L’Ucraina si contraddistingue per l’alto livello di emigrazione della popolazione. Secondo l’Accademia Nazionale delle Scienze, gli emigrati sono 4,5 milioni (2 milioni in Russia, mezzo milione in Italia, Polonia e Stati Uniti, 250mila in Spagna, 150mila in Ceca e 75mila in Grecia e in Portogallo), il 65% donne. Diffusa la violenza in famiglia che miete più vittime tra le donne degli incidenti stradali. Grave, sottolinea ancora Protsiv, la “mentalità contraccettiva della società”. Di qui l’allarme: “L’aumento dell’uso dei metodi anticoncezionali e degli aborti potrebbe diventare motivo di prolungata infertilità tra le donne creando un potenziale circolo vizioso contraccezione-aborti-inseminazione artificiale”. Sugli aborti un dato lievemente positivo: “la collaborazione delle strutture statali con le organizzazioni religiose e civili li ha ridotti ad un quinto”. Dal milione del 1999 ai 200mila nel 2008, ma il numero rimane comunque alto rispetto agli altri Paesi sviluppati. Secondo i dati ufficiali, “in Ucraina una coppia su 5 non è fertile; per questo l’inseminazione artificiale è sempre più diffusa” e nel Paese, “a differenza degli Stati Ue, la maternità surrogata è legale”. Una pratica svolta, insieme all’inseminazione artificiale, in 22 cliniche. “Lo sviluppo di queste tecniche – commenta Protsiv – ha fatto sì che il congelamento e la conservazione degli embrioni per un possibile impianto o per la ricerca siano approvati da tutti”.Segni di speranza. In questo quadro, avverte tuttavia l’esperta, “la famiglia tradizionale è molto più forte di quanto si creda. Tra i 30 e i 50 anni, 7 coppie su 8 vivono il loro matrimonio” e molti credono nel valore della fedeltà. Di qui l’impegno della pastorale familiare: “la nostra attività – afferma Protsiv – deve diventare più coordinata, visibile e dinamica”. La tutela della vita (dal concepimento alla morte naturale), l’educazione dei figli e dei giovani alla vita familiare (educazione all’amore); la preparazione al matrimonio (occasione particolare per far tornare i giovani in Chiesa); la creazione di un consiglio familiare decanale e parrocchiale; la cura dei matrimoni giovani; il sostegno al matrimonio e ai genitori che vivono una crisi spirituale e materiale; la creazione di una comunità di famiglie sono i punti sui quali concentrare l’impegno. “La Chiesa era ed è un luogo privilegiato per la pastorale delle famiglie” e da esse può partire “la rinascita nazionale e culturale dell’Ucraina” sostiene Protsiv. Di qui il richiamo al “Testamento” del card. Josyp Slipyj: “Difendete la vera famiglia cristiana che si sta perdendo, rinnovatela come fuoco che non si consuma”.