FRANCIA
Verso la 84ª Settimana sociale (Parigi 20-22 novembre)
Manca poco meno di un mese alla 84ª Settimana sociale dei cattolici di Francia, che si svolgerà dal 20 al 22 novembre al Parc des Expositions de Paris Nord Villepinte (Seine Saint Denis) su “Nuove solidarietà, nuova società”. Obiettivo dell’appuntamento, spiegano i promotori, "oltrepassare l’aspetto meramente economico della solidarietà per valorizzarne le dimensioni morali e politiche". Le Settimane Sociali di Francia sono nate nel 1904 su iniziativa di due laici, Marius Gonin e Adèodat Boissard, con lo scopo di far conoscere il pensiero della Chiesa e contribuire al dibattito sociale. Presenti in numerose città della Francia, esse sono conosciute soprattutto per la loro sessione nazionale annuale. Dal 2004, anno del centenario, con l’edizione svoltasi a Lilla su “L’Europa. Una società da inventare”, le Settimane hanno sviluppato una dimensione europea. "In questi ultimi anni si legge in una nota la povertà è regredita, eppure sono aumentate le disuguaglianze e l’esclusione. La solidarietà riguarda solo la ridistribuzione fiscale? Le nuove forme di solidarietà che si sono moltiplicate svolgono un ruolo di supplenza? Di rivelatore? Di contestazione?". I circa 4mila partecipanti all’appuntamento tenteranno anche di “conoscere meglio le risorse mobilitate dalle nuove forme di solidarietà", in particolare verso i giovani e nel mondo del lavoro. All’edizione 2009 delle Settimane (programma su www.ssf-fr.org) si parlerà anche dell’Europa e delle sfide che l’attendono. Aprirà e concluderà i lavori, che prevedono relazioni, dibattiti, atelier e tavole rotonde, il presidente delle Settimane sociali di Francia, Jérôme Vignon Tra i relatori, oltre a rappresentanti associativi e persone che vivono situazioni di precarietà, Pierre Rosanvallon, storico del Collège de France; François Soulage, presidente di Secours Catholique; l’economista e Premio Nobel per la pace Muhammad Yunus; Marie-Claude Petit, fondatrice di “Familles rurales”, Sylvie Goulard, presidente del Mouvement européen France, e il filosofo e deputato europeo Vincent Peillon. Da Danzica a Parigi. "La solidarietà aveva detto a SIR Europa Jérôme Vignon in occasione delle prime Giornate sociali cattoliche per l’Europa (Danzica, 8-11 ottobre) – è un concetto dell’architettura, indica in una costruzione il sostegno sicuro e il legame robusto, richiama la solidità di un edificio che deve resistere alla bufera ed essere accogliente nel tempo. Noi cristiani non possiamo far mancare il contributo che nasce dal dialogo tra fede e ragione perché con la solidarietà si costruisca una casa comune europea dove ogni persona, anche di cultura e religione diverse, si senta accolta, responsabilizzata e responsabile. Se i cattolici si sforzeranno di essere aperti e non dogmatici, se testimonieranno la verità con trasparenza e coerenza l’Europa crescerà secondo il "sogno" dei padri e potrà essere un riferimento di pace e di giustizia per tutto il mondo". Le Chiese cattoliche europee, aggiungeva Vignon "hanno fatto al riguardo un buon lavoro in questi anni: quelle d’Ovest hanno saputo ascoltare quelle dell’Est e viceversa. Sensibilità, preoccupazioni e attese diverse non solo si sono confrontate ma oggi formano la base di uno sviluppo di pensiero e di azione dei cattolici che faranno molto bene all’Europa". L’esortazione di Pöttering. Per quanto riguarda il laicato cattolico in Europa il presidente delle Settimane sociali francesi si esprimeva in giudizio positivo perché "è sempre più attento al cammino europeo, sempre più consapevole che dalle radici cristiane deve nascere un rinnovato impegno culturale e politico, una più costruttiva presenza nelle istituzioni europee" Vignon faceva proprie al riguardo le parole di Hans-Gert Pöttering alla Westerplatte che esortava "quei membri della mia Chiesa cattolica che sono soliti criticare l’Ue piuttosto che considerarne i successi, a incoraggiare e supportare i politici che sostengono i nostri valori comuni, piuttosto che biasimarli per gli sviluppi negativi che tutti tentiamo di evitare". La parola nuova. "Questa vecchia Europa concludeva Vignon nel colloquio con SIR Europa a Danzica ha certamente bisogno di verità per crescere e definire la sua identità ma la verità a sua volta ha bisogno dell’amore per entrare nella mente e nel cuore delle persone. L’enciclica ‘Caritas in veritate’ di Benedetto XVI inserisce la parola nuova dell’amore nel vocabolario dell’economia e così sostanzia un’altra parola che ripetiamo spesso: solidarietà. Nelle Settimane sociali di Francia rifletteremo proprio sulla novità dell’amore da cui può nascere una solidarietà nuova che costruisce una società nuova, cioè più umana, più giusta, più bella. È un tempo favorevole per la parola ‘amore’, tocca a noi cattolici, a noi cristiani non sciuparlo con le paure, le incertezze, i dogmatismi. Dobbiamo avere più fiducia nella ripresa culturale e politica dei cristiani in Europa perché l’amore che non è buonismo – apre la porta a un’altra grande parola: responsabilità".