Inghilterra, Germania, Irlanda

Inghilterra: gli atleti sono essere umaniLa coppa del mondo del 2010 ormai alle porte, le Olimpiadi del 2012, a meno di tre anni di distanza, e la coppa del mondo di rugby del 2015. Questi gli appuntamenti ai quali si preparano i cappellani dello sport del Regno Unito che hanno concluso da qualche giorno il loro convegno annuale. Riuniti nell’associazione “Score”, ovvero “Sports chaplains offering resources and encouragement”, una charity fondata nel 1991, oltre settanta tra pastori e sacerdoti hanno fatto il punto sul loro lavoro di sostegno spirituale e psicologico ad atleti impegnati negli sport più diversi. “Score”, che raccoglie complessivamente 170 sacerdoti, ha garantito la presenza e il supporto dei cappellani agli eventi sportivi più importanti degli ultimi anni come la finale del mondo del campionato di rugby del 2000 e i giochi del Commonwealth del 2002. In questo momento circa il 70% delle squadre della Lega calcio e molte che non appartengono alla lega possono contare su un cappellano e su sacerdoti che assistono gli atleti. “Score” è conosciuta nel Regno Unito dove i suoi rappresentanti compaiono a eventi sportivi e nei media. “Le squadre e le loro società mettono sotto pressione gli atleti professionisti e le loro famiglie che hanno bisogno, come qualsiasi essere umano, di un sostegno solido che consenta loro di dare il meglio come vuole Dio”, commenta don Steven Billington, cappellano cattolico della squadra di calcio “Leeds United FC”, parroco di Our Lady of Good Counsel a Seacroft, Leeds e membro di “Score”.Germania: assistenza a persone non autosufficientiNo alla privatizzazione dell’assistenza alle persone non autosufficienti: lo ha ribadito nei giorni scorsi la Federazione delle famiglie cattoliche a Berlino in relazione ad progetti ventilati dal nuovo governo Merkel, mirati a sostituire il finanziamento dell’assicurazione per l’assistenza alle persone non autosufficienti con un importo forfettario a carico dei lavoratori. “In questo modo, le famiglie verrebbero ulteriormente gravate, al contrario di quanto ha sancito la Corte costituzionale federale e di quanto promesso dai partiti di coalizione”, ha affermato Elisabeth Bußmann, Presidente dell’organizzazione, che ha spiegato che “con un importo forfettario non si terrà più conto del reddito del lavoratore e di quante persone devono vivere di quel reddito”. Bußmann ha messo in guardia dal mettere in discussione i “pilastri fondamentali dell’uguaglianza e della solidarietà nei sistemi di assicurazione sociale”, poiché “ciò metterebbe a repentaglio la pace sociale in Germania”. Inoltre, “il finanziamento paritetico delle assicurazioni contro le malattie e per l’assistenza rappresentano l’espressione della responsabilità comune di datori di lavoro e sindacati nei confronti della salute e della malattia dei lavoratori”. “L’assistenza ad un numero sempre crescente di persone rappresenta una sfida per l’intera società e non può gravare su un unico gruppo. E ancor meno è giusto che le famiglie diventino le bestie da soma della nazione”, ha affermato Bußmann, che ha proposto invece l’aumento della soglia di misurazione del contributo per l’assicurazione per l’assistenza e di includere nel calcolo tutti i tipi di reddito. Irlanda: necessarie buone politiche di integrazioneBuone politiche di integrazione sono di vitale importanza per l’Irlanda, parola di suor Stanislaus Kennedy, fondatrice dell'”Immigrant Council of Ireland”, un’organizzazione che dal 2001 promuove politiche a favore degli immigrati. Commentando nuove statistiche che dimostrano che l’Irlanda è diventato un Paese di netta emigrazione suor Kennedy ha detto che ” è sbagliato pensare che non dobbiamo più preoccuparci del problema dell’integrazione sociale. Efficaci politiche di immigrazione sono essenziali in questi tempi di recessione – ha detto la suora – il Paese danneggia la propria coesione sociale se non rimuove barriere di lingua e educazione che generano esclusione e razzismo. Sempre secondo l'”Immigrant council of Ireland” le vittime di traffici umani, che vengono portate in Irlanda, non sono protette in modo adeguato dall'”incriminazione per crimini come la prostituzione che sono costrette a commettere dagli organizzatori del traffico”. Intervenendo a un convegno intitolato “Traffico umano: distrutti psicologicamente e prigionieri di un pantano legale” l’avvocato Hilkka Becker ha criticato il sistema esistente nel quale non si può ottenere la residenza per motivi umanitari a meno che la vittima stia per essere deportata. Pur dando il benvenuto all’iniziativa del governo contenuta nel “Piano nazionale per prevenire e combattere il traffico umano in Irlanda 2009-2012, Becker ha detto che i compensi per le vittime dei traffici “non sono adeguati e rispondenti alle richieste del diritto internazionale”.