ECUMENISMO

Svezia, Germania, Creato

Svezia: “rammarico” per il sì ai matrimoni gayLa Chiesa cattolica e le Chiese ortodosse in Svezia, si rammaricano per la decisione presa il 22 ottobre dal Sinodo generale della Chiesa luterana svedese di permettere a partire dal primo novembre il matrimonio in Chiesa alle coppie omosessuali. In un comunicato congiunto, padre Fredrik Emanuelson, incaricato per l’ecumenismo della chiesa cattolica svedese e padre Misha Jaksic, rappresentante delle Chiese ortodosse, scrivono di aver appreso “con tristezza”l a notizia”, ed aggiungono: “si tratta di un allontanamento non solo dalla tradizione cristiana ma anche dal punto di vista proprio a tutte le religioni sulla natura del matrimonio”. La decisione presa dal Sinodo generale luterano “esprime una visione radicalmente diversa” da come la Chiesa e i cristiani concepiscono il matrimonio. La decisione del Sinodo luterano in realtà non ha sorpreso le Chiese cattolica e ortodossa perché “è stata preceduta da un lungo dibattito” all’interno della Chiesa luterana, cominciato all’inizio di quest’anno quando è entrata in vigore una legge che consente agli omosessuali il matrimonio civile. “Nessuno di noi – conclude il comunicato – vuole annullare i colloqui ecumenici con la Chiesa svedese. Certamente, questa decisione della Chiesa di Svezia contribuisce ad allargare il divario”, ma “i colloqui sono ora più importanti che mai, se si vuole compiere ciò che Cristo ci ha chiesto e cioè di essere uno, perché il mondo creda”. Germania: a Taizé un premio ecumenicoTaizé è “luogo di riconciliazione”: con questa motivazione, la comunità di Taizé è stata insignita il 22 ottobre del Premio ecumenico dell’Accademia cattolica della Baviera. Il premio di 10 mila Euro è stato consegnato a Monaco al priore della comunità, Frère Alois, e a un confratello. Il riconoscimento “rende onore a Taizé quale luogo simbolico di riconciliazione tra cristiani e popoli divisi”, recita il documento in cui sono esposte le motivazioni dell’assegnazione. Nel ricevere il premio – che dal 1995 viene assegnato a persone o istituzioni che si distinguono in ambito ecumenico -, Frère Alois ha ricordato il fondatore di Taizé, Roger Schutz, che agi “mosso dalla domanda su come rendere i cristiani lievito della pace nell’umanità”. Il denaro ricevuto verrà utilizzato dalla comunità di Taizé, che non accetta donazioni, per stampare bibbie da distribuire in Cina.Creato: messaggi da simposio Usa”I cristiani sono chiamati ad unirsi nell’offrire al mondo una testimonianza credibile della responsabilità per la salvaguardia del Creato e a collaborare in ogni modo possibile per assicurare che la nostra Terra possa conservare intatto ciò che Dio le ha donato: grandezza, bellezza e generosità”. È il messaggio che Benedetto XVI ha inviato il 22 ottobre per l’apertura a New Orleans, in Louisiana, del Simposio di “Religione Scienza e Ambiente” dal titolo “Ristabilire l’equilibrio: il grande fiume Mississippi”. A leggere le parole del Papa, è stato l’arcivescovo di New Orleans, mons. Gregory Michael Aymond. “La soluzione delle crisi ecologiche del nostro tempo” – ha aggiunto il Pontefice – richiede un cambiamento profondo “da parte dei nostri contemporanei”. Benedetto XVI si è detto “pienamente d’accordo” sul fatto che “i problemi urgenti che riguardano la cura e la protezione dell’ambiente”, toccando importanti questioni politiche, economiche, tecniche e scientifiche, sono tuttavia “essenzialmente di natura etica”. E citando la Caritas in veritate, ha ricordato che la natura “è una priorità per tutti” e, come fondamento della nostra vita, va usata “responsabilmente” e “con rispetto”. Una conoscenza del progresso “puramente economica e tecnologica” inevitabilmente provocherà “conseguenze negative” per individui, popoli e la stessa creazione”. Nel messaggio, il papa ha ricordato quanto avvenuto a New Orleans e nelle zone vicine il 29 agosto 2005 col devastante passaggio dell’uragano Katrina: “i miei pensieri e le mie preghiere – ha scritto – sono con tutti coloro, specialmente i poveri, che hanno sperimentato sofferenza, privazione e spostamenti e con quanti sono impegnati nel lavoro paziente di ricostruzione e rinnovamento”. In profonda sintonia con le parole del papa, è stato l’intervento del Patriarca ecumenico di Costantinopoli Bartolomeo I che negli Stati uniti sta compiendo una visita pastorale di 15 giorni. “Ogni decisione, personale e collettiva – ha detto – determina il futuro del pianeta”. Il Patriarca ha lanciato una forte denuncia sulla situazione del pianeta: “Abbiamo raggiunto un momento cruciale della nostra storia. Abbiamo ampliato il nostro dominio sulla natura, fino al punto in cui i limiti assoluti per la nostra sopravvivenza sono stati raggiunti”. Deforestazione, inquinamento dei fiumi, desertificazione. Sono alcune delle emergenze ecologiche denunciate dal Patriarca con “l’illusione di avere noi il controllo del nostro destino, come mai prima d’ora”. “Solo la saggezza può farci capire che la creazione è un tutto interdipendente e indiviso”.