VALLE D'AOSTA

In lotta contro la povertà

Un disegno di legge per l’accesso al credito sociale

Il 5 ottobre scorso è stato presentato alla Giunta regionale il disegno di legge (ddl) 66: “Interventi regionali per l’accesso al credito sociale”. Nella relazione di presentazione del ddl viene delineato il quadro della situazione: “Con il presente disegno di legge, la Regione introduce misure innovative al fine di sostenere la lotta alle nuove povertà e di prevenire la cronicizzazione di situazioni di difficoltà socio-economica”. Inoltre nel documento si precisa che “la concessione di fiducia a coloro che vivono in situazioni di difficoltà permette di introdurre forme di aiuto che prevedono atteggiamenti di reciprocità e scambio tra il singolo e la comunità, in modo tale da superare una mentalità di tipo meramente assistenzialistica e unidirezionale. È fondamentale che i beneficiari si sentano in dovere di restituire pur con forme agevolate il prestito ottenuto”.Risposte concrete. Gianni Nuti, direttore delle Politiche sociali nell’assessorato alla Sanità, salute e politiche sociali della Regione autonoma Valle d’Aosta, precisa: “Con questa legge si vogliono dare risposte concrete ai bisogni di chi si trova in difficoltà, cambiando però l’approccio di aiuto. In pratica, non le assistiamo semplicemente dando loro un sussidio, ma intendiamo stimolarne le capacità e allo stesso modo responsabilizzare la persona, così quando sarà nelle condizioni di restituire il prestito lo farà. Inoltre, l’erogazione di questo aiuto sarà un modo per intercettare le situazioni di disagio e le procedure saranno semplici”. Il direttore spiega che “sarà un comitato di coordinamento a valutare lo strumento più idoneo e personalizzato alla persona in difficoltà, ogni caso verrà trattato singolarmente e si valuteranno le modalità di restituzione del prestito. Tra le tante modalità di restituzione è prevista anche la possibilità di effettuare delle attività a valenza sociale, si tratta quindi di una prestazione d’opera nel settore sociale”. Il “budget”, prosegue Nuti, è di “500mila euro ma potrà anche aumentare se si valuteranno positivi i risultati e si stima che verranno aiutate dalle 120 alle 150 persone, una cifra considerevole se si conta che le famiglie aiutate con il minimo vitale attualmente sono 300”. Alcuni dubbi. “Questo disegno di legge – commenta Roberto De Vecchi, presidente del Forum per le famiglie – è ispirato a finalità buone e le misure previste sono ampiamente condivisibili, ma, a causa dei molti rinvii a decisioni della Giunta regionale, si stenta ancora a capirne bene il funzionamento. Dal testo del ddl si evince che l’accesso ai programmi di microcredito è consentito a soggetti, quindi possono essere imprese o persone, impossibilitati ad accedere al credito ordinario, ma meritevoli di fiducia per le loro capacità e competenze, che devono avere come garante morale un operatore territoriale. Inoltre, si precisa che possono diventare operatori territoriali le associazioni di volontariato o di promozione sociale, i Comuni o le Comunità montane purché partecipino in qualche misura al finanziamento del Fondo che assorbe gli oneri fiscali e le eventuali perdite derivanti dall’attività di erogazione dei finanziamenti del credito sociale”. Il presidente del Forum si chiede: “Cosa succederebbe se nessun ente locale o associazione erogasse fondi e quindi non vi fossero operatori territoriali? La risposta è nell’ultimo comma dell’art. 7 che recita: la Giunta regionale, con propria deliberazione, è autorizzata ad approvare ulteriori criteri per l’individuazione dei soggetti beneficiari dei programmi di microcredito. Quindi, il prestito d’onore può essere concesso sempre a soggetti, che si trovino in temporanea e contingente difficoltà economica, che deve essere seria e certificata dall’Irse”. Una particolarità innovativa è la possibilità che il prestito d’onore, che può andare da 750 a 2.000 euro, “possa essere restituito impiegando parte del proprio tempo libero in servizi a ricaduta sociale sul territorio regionale. L’idea che può diventare utile e simpatica contiene anche un rischio: che si possano finanziare attività di normale volontariato. Il disegno di legge lascia quindi ancora larghi spazi alla discussione consiliare e, per una valutazione esaustiva, sarà necessario attendere le deliberazioni attuative della Giunta regionale”. De Vecchi sottolinea un’altra particolarità del ddl valdostano: “A differenza di provvedimenti analoghi in altre Regioni, sarà l’amministrazione regionale, attraverso la Finaosta, la sua finanziaria, a gestire direttamente più o meno tutti i meccanismi”. E il presidente del forum conclude: “Come si deduce dal ddl, in Valle d’Aosta, è sempre mamma Regione a gestire tutto, nonostante i propositi, espressi dalle autorità regionali, di servirsi di associazioni di prossimità, o l’opportunità di coinvolgere comunque, nel rapporto con i cittadini, le amministrazioni locali interessate”.a cura di Paola Fumagalli(30 ottobre 2009)