INGHILTERRA

Un dono, non un peso

Ricerca sulle residenze per anziani gestite dalla Chiesa cattolica

Si tratta del Rapporto più esauriente sulle residenze per anziani della Chiesa cattolica di Inghilterra e Galles. È stato presentato il 27 ottobre a Londra ed illustra i problemi da affrontare, la necessità di aumentare i posti disponibili del 150%, la mancanza di fondi e i punti di forza. Curato dall’istituto di ricerca di politica sociale dell’università del Middlesex e commissionato da “Caritas Social Action Network”, l’organizzazione che raccoglie tutte le charities di orientamento cattolico, fa anche raccomandazioni per il futuro. La ricerca, condotta nella primavera del 2009 utilizzando questionari, interviste e “focus groups” per raccogliere informazioni tra alcune residenze appartenenti al “Caritas Social Action Network” e altre indipendenti, punta a fare una radiografia dei servizi esistenti e a suggerire nuove soluzioni per migliorare il livello di cure offerte agli anziani.Problemi da affrontare. I ricercatori del “Social Policy Research Centre” dell’università di Middlesex hanno preso in esame 30 residenze e 28 centri di assistenza domiciliare concludendo che il numero di posti disponibili dovranno aumentare del 150% per rispondere ai bisogni della popolazione in crescita. Da diverse stime demografiche, infatti, emerge che tra dieci anni ci saranno oltre 11 milioni di persone sopra i 65 anni. Il problema più grave denunciato da chi gestisce le case per anziani è la mancanza di fondi, con due terzi delle strutture esaminate colpite da costi in aumento e poche fonti di finanziamento. Altre difficoltà ravvisate nella ricerca sono l’isolamento e la mancanza di un senso di comunità.Il valore aggiunto. Tra i punti di forza, se non addirittura il valore aggiunto, delle residenze per anziani gestite dalla Chiesa la ricerca indica il fatto che esse si occupano di tutti senza considerare la fede religiosa di appartenenza. L’area geografica dove si trovano le case cattoliche è ampia e comprende comunità rurali che altri gruppi non sono in grado di raggiungere. Il tipo di cura offerto dai cattolici si concentra su attività che puntano a migliorare la qualità della vita dei residenti come iniziative di assistenza domiciliare. I servizi offerti dalla Chiesa cattolica, in questo ambito, sono radicati in una comunità varia dal punto di vista sociale e geografico. Le raccomandazioni future. Secondo gli studiosi le prospettive future, per le residenze gestite dalla Chiesa cattolica, prevedono lo sviluppo di un lavoro intergenerazionale che avvicini gli anziani e i giovani per l’utilità comune. Per chi è avanti negli anni può essere molto importante partecipare a tutte quelle occasioni di impegno nella comunità locale e avere informazioni più chiare possibili sui diritti degli anziani e di chi li cura, sulla demenza e sulle cure per chi arriva al termine della vita. Per questo, tra i suggerimenti della ricerca, c’è anche quello rivolto ai responsabili dei centri di far sentire la propria voce agli incontri dove si decidono le politiche per gli anziani. Occorre anche trovare nuovi modi di assistenza domiciliare degli anziani che possono, così, poter vivere in modo quasi autonomo a casa loro per periodi lunghi. Lo studio raccomanda anche la messa a punto di collaborazioni con altre organizzazioni del settore pubblico e del volontariato benché questo vada fatto senza che le strutture cattoliche perdano la loro specificità e tradizione.Il messaggio di mons. Nichols. “Gli anziani sono un dono e non un peso. Essi hanno diritto alle nostre risorse e alle nostre cure”, afferma l’arcivescovo di Westminster, mons. Vincent Nichols commentando il rapporto appena pubblicato. Ringraziando tutti coloro che si occupano di anziani, molti in modo nascosto, Nichols spera che “la Chiesa e la comunità ecclesiale possano collaborare insieme al governo e alle altre agenzie del settore per sostenere e onorare gli anziani”. Un auspicio anche di Philippa Gitlin, direttrice di “Caritas Social Action Network”, per la quale “il rapporto conferma la necessità di dare più forza alla nostra voce e, insieme con altre istituzioni religiose, fare azione di lobby per influenzare il dibattito e le politiche sui servizi per gli anziani”. Dal canto suo Louise Ryan del centro di ricerca di politica sociale dell’università’ del Middlesex ricorda come “nella nostra ricerca abbiamo sottolineato buoni modelli di intervento all’interno delle organizzazioni cattoliche e speriamo di avere mostrato il contributo di “Caritas Social Action” al dibattito più ampio sulla cura degli anziani allo scopo di collaborare con altri settori per migliorarne la qualità”.