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L’informazione in un’area travagliata dell’Europa
Pubblichiamo l’intervento di SIR Europa all’incontro “I mass media come importante fattore per la tolleranza interreligiosa e interetnica, la comprensione e la cooperazione nei Balcani”, che si è svolto il 3 novembre a Belgrado per iniziativa del Centro europeo per la pace e lo sviluppo (ECPD) dell’Università per la pace fondata dalle Nazioni Unite.La pace per l’Europa in questo inizio di XXI secolo passa, inevitabilmente, dai Balcani. Così ha scritto recentemente un nostro articolista su SIR Europa. E così è inevitabile una particolare emozione nel parlare quest’oggi dinanzi a voi, in questa città. Qui è davvero il luogo dove, per usare un’espressione cara al pontefice Giovanni Paolo II di venerabile memoria, si sentono respirare i due polmoni del nostro continente: quello dell’Occidente e quello dell’Oriente. La vera unità europea, ne siamo convinti, passa necessariamente attraverso l’allargamento dell’Unione europea proprio all’area balcanica. Se è prossima l’adesione croata pare farsi sempre più concreta quella della Serbia: due passi che poi aprirebbero la strada anche all’allargamento agli altri Stati di quest’area permettendo agli europei di sentirsi “a casa” da nord a sud come già avviene da ovest a est.Ma – pare significativo ricordarlo prima di tutto a noi – questa è anche l’ultima capitale europea ad avere subito, esattamente dieci anni fa, un bombardamento.Si può, allora, partire proprio da questo triste anniversario per cercare di interpretare, assieme a voi, il ruolo che la stampa – ed in particolare quella di ispirazione cristiana – può avere nella costruzione di un futuro di pace per l’Europa.Dieci anni fa, mentre le bombe cadevano su Belgrado, riuscimmo a contattare telefonicamente l’allora arcivescovo di Belgrado, mons. Perko. Fu un’intervista veramente in “presa diretta” con, in sottofondo, il suono delle esplosioni e delle sirene. Avremmo voluto porre fine velocemente a quella conversazione, pregando l’arcivescovo Perko di rifugiarsi in un luogo più sicuro. Eppure fu proprio lui a darci una grande lezione di giornalismo, ricordandoci che in quel momento il modo migliore per aiutare il rapido raggiungimento della pace era raccontare quello che i belgradesi stavano vivendo, le sofferenze che stavano provando ma anche la grande testimonianza di solidarietà che stava accomunando i fedeli di tutti i credi. Raccontare, senza enfasi e retorica, le ragioni degli uni e degli altri ma soprattutto il grande anelito di pace che attraversava tutta la popolazione. Scrivendo in questo modo, ci disse, è come se foste vicino a noi, ora dopo ora, provando quello che noi proviamo, divenendo capaci di gettare uno sguardo d’insieme sui problemi in gioco. Ed in forza di questa conoscenza, trasmessa a tutti i lettori, elevare una richiesta cosciente di pace. È una lezione di giornalismo difficile da dimenticare!In una Europa che nella sua Costituzione pare essersi dimenticata delle proprie radici cristiane, il ruolo della stampa di ispirazione cattolica è ricordare – invece – non solo ai credenti ma a tutti gli uomini e le donne di questo continente che i valori fondanti della civiltà che stiamo vivendo sono quelli che hanno nel cristianesimo le proprie radici. Valori di solidarietà, di accoglienza, di attenzione all’altro inteso come il proprio prossimo, qualunque sia la lingua che parla e la cultura in cui è nato. Sottolineando sempre – come ci ha ricordato il Santo Padre Benedetto XVI – che “La verità è luce che dà senso e valore alla carità”. Ed in una realtà così composita e complessa, e per questo ancora più affascinante, come quella del Vecchio continente, si tratta di un compito non da poco. Da parte nostra, cerchiamo di farlo quotidianamente con il nostro lavoro che assume una valenza del tutto particolare in uno strumento di comunicazione relativamente giovane ma che ha saputo, in breve tempo, imporsi per la sua autorevolezza nel panorama dell’informazione europeo. Si tratta di SIR Europa.SIR Europa – per molti di voi si tratta senz’altro di un compagno abituale di lavoro – vuole raccontare l’Europa delle Chiese, l’Europa delle genti ma anche l’Europa delle istituzioni. SIR Europa è uno strumento che parla di Europa con la voce degli europei, potendo contare su collaboratori esperti in tutto il continente: un unicum nel panorama informativo; uno strumento che non si limita a parlare dell’Europa ma che dà voce all’Europa. Dà voce – spesso – a quelle esperienze che non riescono a trovare spazio su altri organi di informazione.