UMBRIA
Verso una legge regionale sulla famiglia
Prosegue l’iter della proposta di legge regionale sulla famiglia. La III Commissione consiliare della Regione Umbria ha ascoltato le tredici associazioni familiari rappresentate a Palazzo Cesaroni. Ad eccezione di tre, tutte hanno espresso la loro adesione al progetto di legge che potrebbe dare all’Umbria risposte più importanti in tema di coesione sociale, di bene comune e di responsabilità verso le giovani generazioni. La speranza è di arrivare ad avere la legge entro Natale. La proposta di legge è riassumibile in alcuni punti fondamentali. Si cerca una promozione e tutela della famiglia “laica”, fondata sul matrimonio civile; si afferma il principio di sussidiarietà, per cui la Regione dovrà alimentare le potenzialità della famiglia, uscendo da logiche assistenzialistiche; è previsto un sostegno alle famiglie in formazione, con la possibilità anche d’istituire nei Comuni o nei Consultori familiari dei corsi di preparazione al matrimonio. Indispensabile è, poi, la tutela della maternità e della vita sin dal concepimento, tenendo presente che l’Umbria è ai vertici per quanto riguarda la classifica del tasso di abortività, che si assesta intorno al 12,1%. Il nucleo centrale della proposta di legge è l’istituzione di una “Carta famiglia” che preveda sconti e agevolazioni su tasse, imposte, tariffe, spese sanitarie, prezzi al consumo. È previsto anche un bonus di mille euro per ogni figlio che nasce, senza distinzione di reddito, un premio alle aziende che assumano donne in età fertile, un contributo pari al 50% della spesa per le adozioni internazionali, l’istituzione di un assessorato alla famiglia e la realizzazione di un fondo regionale per la famiglia.Un gesto di coraggio. Il presidente del Forum regionale delle associazioni familiari, Simone Pillon, anima della proposta di legge, chiede ai consiglieri “un gesto di coraggio e lungimiranza”, ricordando come “le società cosiddette avanzate hanno già percorso la strada della disarticolazione della famiglia e ora stanno correndo ai ripari, visti i costi sociali inaccettabili della distruzione della famiglia”. La proposta di legge, sostiene Coldiretti Umbria, “ha già il merito di aver aperto un’interessante discussione sulla famiglia”. La Coldiretti dell’Umbria, il cui ufficio di presidenza è già stato in audizione alla III Commissione consiliare, è “interessata a politiche familiari innovative”. Tenendo in considerazione il mutamento del contesto socio-economico del territorio e le novità del decreto legislativo n. 228/01 di orientamento e modernizzazione del settore agricolo, Coldiretti ha sottolineato “le opportunità possibili da un positivo incontro tra la disponibilità delle aziende agricole a sperimentare, nell’ambito della multifunzionalità, nuove forme d’impresa nel sociale e la richiesta di servizi di prossimità da parte delle famiglie residenti in piccoli centri urbani e rurali”. Da qui “l’importanza dell’assistenza degli anziani senza un allontanamento dal proprio ambiente naturale e quella degli agri-asili, che contribuirebbero tra l’altro, alla crescita dei bambini a contatto diretto con la natura e al consumo di cibi genuini e locali”. La Coldiretti in questa direzione, a prescindere dall’inserimento o meno della proposta nel testo di legge, già si sta muovendo per reperire finanziamenti che consentano di dare il via ai primi agro-asili.Una legge condivisa. Sulla proposta di legge si stanno creando in Regione occasioni di dibattito e momenti culturali, affinché una futura legge possa essere condivisa non solo dagli esponenti di maggioranza e opposizione che siedono sugli scranni del Consiglio regionale, ma anche dalle realtà che hanno a cuore la famiglia e che ogni giorno, magari lontano dai riflettori dei media, ascoltano, sostengono e guidano coppie di sposi. Proprio questo hanno cercato di fare l’associazione culturale “Le vie dell’incontro” e l’Associazione “Città per la fraternità”, che hanno organizzato un pomeriggio di studio “per creare sullo sfondo della proposta di legge – come ha sottolineato Elio Giannetti, referente umbro per l’associazione Città per la fraternità – un momento culturale che affermi che la famiglia è un bene di tutti e che se la Regione legifera, lo fa per tutti. Al centro della proposta ci deve essere la città, da sempre l’istituzione più vicina alla famiglia”. Per questo, negli incontri di approfondimento che si susseguono c’è un crescente coinvolgimento delle amministrazione locali che, afferma Giannetti, “garantiranno alla famiglia gli spazi e le politiche che la legge prevederà”. a cura di Francesco Carlini (04 novembre 2009)