MEDIA E CRISI

La risposta del territorio

Il presidente della Fisc sui temi del convegno nazionale

“Offrire spunti di riflessione ed interventi qualificati circa la crisi economica, lo sviluppo sostenibile e il sistema solidale affinché i settimanali cattolici possano svolgere un’opera informativa ed educativa a favore dei lettori”. È uno degli obiettivi del convegno nazionale che la Federazione italiana settimanali cattolici (Fisc), organismo che racchiude 185 testate diocesane per una tiratura complessiva di 1 milione di copie settimanali, organizza a San Miniato (Pisa) dal 12 al 14 novembre  (programma del convegno: clicca qui). Tema dell’appuntamento sarà appunto: “Crisi economica, sviluppo sostenibile e sistema solidale. Il ruolo dell’informazione”. In particolare, spiega don Giorgio Zucchelli, presidente della Fisc, “sarà necessario che troviamo il modo di far passare in modo semplice e incisivo i messaggi chiave dell’enciclica Caritas in Veritate. Bisognerà anche organizzarci perché il convegno non resti solo un bel momento di discussione, ma abbia concrete ricadute sulla nostra stampa”. In che modo? Ne parliamo con don Zucchelli.

Crisi economica, sviluppo sostenibile e sistema solidale: quale il ruolo dell’informazione? E, in particolare, dei settimanali Fisc?
“Se i giornali hanno il compito di riflettere sulla situazione di crisi e offrire vie d’uscita, l’organizzazione del nostro convegno di San Miniato è proprio uno strumento per capire meglio la situazione, per cogliere le nuove opportunità ed essere presenti con maggiore incisività nei nostri territori. I nostri giornali – diciamolo realisticamente – non sono competenti sui grandi temi finanziari ed economici mondiali. Hanno sempre però la possibilità di «stare» sul tema grazie agli interventi degli esperti che l’agenzia SIR ci fornisce settimanalmente. Specifico dei settimanali diocesani è seguire le problematiche, anche economiche, a livello locale”.

Quali chiavi di lettura possono dare i settimanali cattolici su quanto sta accadendo nel territorio con la crisi economica? È possibile cogliere dei segni dei tempi?
“Partendo da una visione cristiana della vita, i settimanali cattolici sono sempre stati vicini, nei singoli territori, alle persone che si trovano in difficoltà per la perdita del lavoro. Hanno promosso notevoli campagne a fianco della loro gente, in momenti critici. Tanto più oggi, quando la crisi è così diffusa. I problemi sono complessi e non è facile indicare specifiche responsabilità. Sta di fatto che, come segno dei tempi, torna l’imperativo di mettere l’uomo al centro della società”.

Molte diocesi hanno dato vita, in questi mesi, a progetti per alleviare le difficoltà di quanti sono maggiormente colpiti dalla crisi economica…
“Molte davvero sono state le diocesi che hanno attivato fondi di solidarietà per le famiglie in difficoltà, sulla scia di quanto realizzato dalla Conferenza episcopale italiana. È stata certamente una bella testimonianza che ha visto ancora una volta i credenti in prima fila per il servizio ai più bisognosi. I nostri giornali si sono fatti portavoce di queste iniziative le quali camminano solo se la comunicazione dà loro le gambe. Anche questa è un’occasione per dimostrare come in una diocesi un settimanale sia indispensabile, per dar voce e «gambe» alle iniziative della comunità ecclesiale”.

Attualmente si parla di “ripresa graduale” ma qualcuno si dice preoccupato per lo stato dell’occupazione. Dall’osservatorio della Fisc, che raggruppa giornali diffusi da Nord a Sud, qual è la situazione sul territorio?
“I territori sono molto diversificati e la situazione è diversa da una Regione all’altra. Si nota, comunque, che i riflessi della crisi sono ancora tutti presenti nel mondo del lavoro. Due le notizie che emergono: la grande diffusione della cassa integrazione e le difficoltà delle piccole aziende. Diciamo anche che i nostri stessi giornali, essendo piccole aziende, sentono il peso della crisi, soprattutto con il calo della pubblicità. Informandomi presso i miei colleghi e i direttori di altri giornali laici, noto la comune e forte preoccupazione per il crollo del 30% delle inserzioni pubblicitarie che sono la risorsa fondamentale per la vita delle nostre testate”.

Quale ruolo può avere l’informazione anche nel proporre nuovi sistemi economici?
“La stampa, a tutti i livelli, svolgendo il proprio lavoro di «cane da guardia» come si diceva in passato con un’immagine che non mi piace, dovrebbe innanzitutto aprire gli occhi ai cittadini di fronte a coloro che intendono solo speculare con i loro risparmi a tutti i livelli. È facile quando si tratta dei livelli alti, molto meno quando sono in gioco – ad esempio – istituzioni del proprio territorio. In questo caso occorre coraggio e, nello stesso tempo, senso di responsabilità. Bisogna sforzarsi di cercare le cause e trovare le strade di soluzione «strutturali», come avviene nella Caritas in Veritate di Benedetto XVI, che costituisce una svolta storica nel modo di concepire le strutture economiche mondiali e nel richiedere un’economia posta a servizio della persona e del bene comune. Nel convegno di San Miniato, andremo proprio alla ricerca di questo, guardando al Libro Bianco del ministero del Welfare che offre soluzioni innovative per un nuovo modello sociale, ponendo anch’esso al centro del sistema la persona, la famiglia, la comunità”.