LIGURIA
Ne beneficeranno anche le 40 Sale della comunità
Il Consiglio regionale della Liguria ha dato il via libera, a metà ottobre, ai sostegni economici per le sale cinematografiche. La legge regionale prevede la concessione di contributi in conto interessi, ai quali potranno essere aggiunti contributi a fondo perduto, per il rinnovo e l’ammodernamento delle sale con particolare attenzione all’installazione di sistemi per la trasmissione di film in 3D. Particolare attenzione sarà data ai Comuni sprovvisti di sale, alle imprese giovanili e/o femminili, agli interventi di abbattimento delle barriere architettoniche e di facilitazione dell’ascolto da parte di chi sia affetto da handicap uditivi. Con questo provvedimento la Regione ha inteso riconoscere alla sala cinematografica una pluralità di funzioni, culturale, economica e sociale, intervenendo in favore di un settore che in Liguria, come nel resto del Paese, conosce una profonda crisi dovuta sia all’andamento economico generale sia al diffondersi di competitori quali Internet e il noleggio domestico. In Liguria sono attive oltre un centinaio di sale, tutte potenziali beneficiarie dei contributi, per un numero di addetti che supera le cinquecento unità. Ammodernare le sale. Un’iniziativa “sicuramente positiva” perché “consente di mettersi alla pari con altre strutture”, in quanto “con l’avvento delle nuove tecnologie come il 3D, il rischio era quello di ritornare indietro ai tempi delle vecchie sale parrocchiali che non avevano alcun tipo di appeal tecnologico e di comfort“. Così Rocco Frontera, delegato regionale dell’Acec (Associazione cattolica esercenti cinema), che paragona la legge appena approvata sulle sale cinematografiche a quella già attiva da diversi anni in Liguria sugli oratori e strutture similari. Frontera esprime la speranza che, con questa nuova legge sullo spettacolo, si possa ripetere per le Sale della comunità la proliferazione di iniziative simili a quelle intraprese fino ad oggi negli oratori grazie alla relativa legge. “La Regione Liguria – dice Frontera – ha dimostrato una buona sensibilità” visto che è stata “una delle prime a legiferare in questo settore” e che “l’ammodernamento delle sale è indispensabile per recuperare spettatori”. Per quanto riguarda la presenza e il futuro delle Sale della comunità nella Regione, Frontera sottolinea che “in Liguria siamo da una parte fortunati, perché abbiamo un territorio che non favorisce la nascita di numerose multisale”, ma quelle che esistono costituiscono una “forte concorrenza per le poche Sale della comunità esistenti nelle città”. A tal proposito, il delegato regionale ricorda che le circa 40 Sale della comunità liguri, soprattutto “in alcune realtà come nei Comuni più piccoli, rappresentano l’unico luogo di aggregazione” al punto di assumere “un ruolo e un’importanza notevole a livello sociale e culturale”. Al centro della proposta educativa. Le Sale della comunità hanno “un ruolo vitale”, che risulta “basilare sia per fermare il degrado del territorio, sia per rilanciare la proposta educativa, tramite l’allestimento di rassegne, corsi di formazione, schede filmiche”. Ad affermarlo Enrico Cimaschi, presidente dell’Associazione culturale cineguida e responsabile degli animatori della comunicazione e della cultura della diocesi di Genova. Per Cimaschi, “la situazione dei cinema ha risvolti non solo sul piano prettamente economico ma anche su quello culturale ed educativo”. E, in quest’ottica, aggiunge, diventa davvero “importante l’attenzione delle istituzioni verso il sostegno alle migliorie tecniche e verso tutti gli interventi atti a sostenere la valenza didattica e culturale di questo importante strumento di comunicazione”. Di conseguenza, “le Sale della comunità liguri guardano con forte interesse alla nuova legge regionale”. Cimaschi esprime infine la speranza che l’iniziativa messa in atto dalla Regione “non si riduca solo a una manifestazione d’intenti ma sappia concretizzarsi in atti e decisioni efficaci”.Il giusto valore. Per Giancarlo Giraud, presidente dei Cinecircoli giovanili socioculturali della Regione, le Sale delle comunità soffrono di “una certa sottovalutazione” in quanto “non si coglie appieno tutta l’importanza che possono avere”, anche se “la loro offerta spesso è uno dei pochi servizi culturali che vengono forniti all’intelligenza e allo spirito delle persone” e non solo da parte delle parrocchie. “Spesso – dice Giraud – la Sala della comunità ha una grandissima potenzialità”. Nonostante ciò sono, però, necessari aiuti concreti affinché queste espressioni d'”industria culturale” possano portare avanti la loro opera che “non è solo economica e commerciale” ma rappresenta un’espressione di “vero e proprio servizio sociale”. Infatti, conclude, “le Sale delle comunità propongono iniziative volte a far riflettere il pubblico” su tematiche complesse come “ambiente, pace, volontariato, integrazione, spiritualità”. Uno sforzo che viene recepito “non solo dai parrocchiani” ma da numerosi appassionati perché “vengono nelle nostre Sale persone di varie zone della città” e “con orientamenti e convinzioni diverse”. a cura di Adriano Torti(06 novembre 2009)