FRANCIA
A Lourdes la 49ª assemblea plenaria dei vescovi
Si è chiusa a Lourdes l’8 novembre (dal 3) la 49ª assemblea plenaria dei vescovi francesi (Cef). Diversi i temi toccati nei lavori, dall’insegnamento cattolico superiore all’indifferenza religiosa, dalla povertà alla bioetica, dalle migrazioni al futuro delle comunità cristiane, passando per l’ambiente e gli incontri domenicali. I vescovi, nei loro pronunciamenti, hanno anche formato due nuovi gruppi di lavoro “Ambiente ed ecologia”, presieduto dal vescovo di Troyes, mons. Marc Stenger, e quello “Incontri domenicali, sfide e iniziative” con a capo il vescovo di Valence, mons. Jean-Christophe Lagleize. A tracciare le conclusioni della plenaria è stato l’8 novembre il card. André Vingt-Trois, arcivescovo di Parigi e presidente della Cef. Il primo obiettivo. “Riunire il popolo di Dio affinché la vita sacramentale – nutrimento della missione apostolica – sia reale e viva” è questo il primo obiettivo ravvisato dal card. Vingt-Trois nella sua relazione finale. Per il presidente della Cef “i luoghi e le forme dei nostri incontri non sono più quelli di una volta, essi seguono, infatti, l’evoluzione della vita degli uomini. Attraverso queste mutazioni cerchiamo sempre di impegnare i sacerdoti nel loro ministero pastorale di santificare ed istruire le loro comunità e, come Chiesa, di vivere in prossimità con i nostri contemporanei in tutti i campi della loro esistenza, come lavoro, vita sociale, famiglia, cultura e divertimento”. In questa prospettiva resta fondamentale, per il cardinale, quanto esposto nel lavoro “Domani, la vita delle nostre comunità cristiane”. Sullo sfondo di questo obiettivo primario Vingt-Trois ha posto in particolare evidenza l’impegno nel campo dell’insegnamento superiore cattolico che, ha ribadito, “si colloca in quello più ampio dell’annuncio evangelico e nel quale abbiamo cominciato ad identificare le forze per affrontarne le sfide”.L’Europa. Nelle sue conclusioni il presidente dei vescovi d’Oltralpe ha fatto riferimento anche al tema della giustizia ricondotto, più in dettaglio, nell’alveo della povertà e dello sfruttamento delle risorse del pianeta. In questa prospettiva l’Europa gioca un ruolo importante. “Venti anni dopo la caduta del muro di Berlino – ha dichiarato Vingt-Trois – l’Europa non può essere solo una macchina per produrre prosperità e ridursi a delle azioni per difendere questa prosperità dai Paesi poveri. Essa deve essere sempre una vera promotrice di sviluppo e autentico difensore dei diritti dell’uomo”. Per il cardinale, l’aspirazione ad una “maggiore giustizia ed equità non può limitarsi a richiamare una migliore ripartizione delle risorse umane senza tenere conto che queste non sono illimitate. Più giustizia – ha ribadito – chiede che si abbia il coraggio di invocare sobrietà nello stile vita”. “Queste sfide che sono davanti alle nostre società non possono essere affrontate nel solo quadro della situazione francese. Esse si trovano al centro della definizione delle politiche europee e segnano la responsabilità dell’Europa nei riguardi del resto del mondo”. Il presidente dei vescovi francesi ha fatto poi riferimento all’Africa, ricordando “la preoccupazione che suscita questo Continente e le nostre responsabilità nei suoi confronti. Siamo chiamati a servire lo sviluppo integrale rispettoso dei valori africani”.Il rispetto per la persona umana. Ogni progresso, ogni passo in avanti sul piano dell’intelligenza umana, non deve, però, essere cieco davanti a tutto ciò che riguarda la persona umana: “Le nostre lotte a fianco dei più deboli diventano ogni giorno più forti. Quanti uomini e donne sono abitati dal desiderio di una vita migliore che non è semplicemente una vita più facile, ma più umana per tutti, non solo in Francia, ma nel mondo intero”. Da qui la riaffermazione del “rispetto della vita dal concepimento alla morte naturale: le ricerche mediche siano a vantaggio di tutti senza che l’uomo diventi uno strumento per il profitto della ricerca. Vogliamo che la miseria sia combattuta non perseguitando le vittime ma andando ad agire sulle sue cause. Vogliamo che le famiglie siano incoraggiate e sostenute affinché i giovani trovino il loro posto nella società”.Migrazioni, un approccio globale. Sui temi della povertà e della giustizia, con particolare riguardo alle migrazioni, il 7 novembre, era intervenuto, su invito degli stessi vescovi, il vice presidente della Commissione europea e commissario alla giustizia, libertà e sicurezza, Jacques Barrot, per il quale una politica migratoria responsabile deve essere sviluppata in modo tale da organizzare migrazioni regolari. Barrot ha presentato “un approccio più globale delle migrazioni ovvero una politica che passi attraverso una maggiore solidarietà con i Paesi d’origine”. Il commissario ha parlato della necessità di “uno statuto per i lavoratori stagionali”, di garantire ai migranti illegali “un rimpatrio nelle migliori condizioni etiche possibili” e di “identificare quelle regioni che, nei rispettivi Paesi d’origine, sono terre di emigrazione”. Riguardo la questione dell’asilo Barrot ha espresso l’auspicio della revisione della “regola di Dublino” secondo la quale ogni richiedente asilo deve essere rispedito nel primo Paese di accoglienza. Per il vice presidente della Commissione europea, invece, sarebbe meglio poter fare la richiesta d’asilo in un Paese dove si hanno già dei parenti.