DROGA
Sempre più preoccupanti i dati i dati forniti dall’Oedt
Il fenomeno della diffusione della droga è sempre più “complesso” e “dinamico”. Comprende numerosi aspetti, dalla produzione allo “smercio”, dagli influssi su talune economie dei paesi in via di sviluppo alla criminalità organizzata e “senza frontiere”, fino alle ricadute sociali e sanitarie nelle regioni dove il consumo continua a essere “sempre molto elevato”. Il Rapporto 2009 diffuso la scorsa settimana dall’Osservatorio europeo sulle droghe e le tossicodipendenze (un lavoro ampio e molto documentato) non può essere frettolosamente archiviato. I dati contenuti sono preoccupanti (benché l’Oedt non induca a facili allarmismi) e l’analisi svolta dovrebbe mettere in azione, a livello nazionale e comunitario, risposte sempre più convincenti per chi non si rassegna a veder circolare tutti i tipi di stupefacenti tra la popolazione giovane e adulta del vecchio continente.Numeri inquietanti. Sono 74 milioni gli europei di età compresa tra i 15 e i 64 anni che hanno fatto uso di cannabis, ossia un quarto dei cittadini adulti: oltre 22 milioni l’hanno consumata nell’ultimo anno. I consumatori di cocaina sono invece 13 milioni; di questi, “7,5 milioni sono giovani tra i 15 e i 34 anni” e 3 milioni l’hanno assunta nell’ultimo anno. Dal rapporto 2009 stilato dall’Osservatorio europeo, si evidenzia che “il consumo di cocaina nell’Ue resta concentrato nei paesi occidentali, mentre rimane contenuto in altre parti d’Europa”. Nel 2007 (ultimo dato omogeneo disponibile) il numero di sequestri “di cocaina in Europa ha raggiunto quota 92mila, rispetto a 84mila del 2006, “benché il quantitativo recuperato si sia ridotto a 77 tonnellate, rispetto alle 121 dell’anno prima. Nel solo 2007 i morti direttamente associati all’uso di cocaina sono stati 500: ma ai dati ufficiali quanti casi possono sfuggire?Problemi sociali e sanitari. Le 120 pagine del Rapporto dell’Osservatorio europeo sono fitte di numeri, tabelle, specifici casi nazionali… A proposito di eroina, l’Oedt parla di una situazione di “stabilità” piuttosto che di contrazione. Gli esperti dell’agenzia Ue affermano: “Dopo un calo dei problemi connessi all’eroina dalla metà degli anni ’90” al nuovo millennio, gli indicatori “delle tendenze relative agli oppiacei (nuove domande di terapie, decessi, sequestri) mostrano ancora sviluppi preoccupanti”. “Anche se non vi sono prove di un ritorno alla diffusione epidemica dell’uso di eroina degli anni ’80 e ’90, i problemi sociali e di salute emergenti dal ricorso a questa sostanza rimangono considerevoli”. Non basta: l’ecstasy è stata assunta da 10 milioni di europei, due milioni e mezzo dei quali ne sono dipendenti; le anfetamine sono state “assaggiate” almeno una volta da 12 milioni di cittadini. Mix di sostanze e alcol. Siringhe (per fortuna in calo), spinelli, pasticche (in aumento): la droga resta una spina nel fianco dell’Europa. “L’epoca della lotta alla droga a livello nazionale è finito. La mondializzazione del crimine è un fatto, ma spesso la risposta europea resta frammentata”. Jacques Barrot, commissario alla sicurezza, trae questa indicazione dal rapporto dell’Osservatorio di Lisbona. Barrot insiste dunque sulla urgenza di “una risposta unita e coordinata”. I dati diffusi dall’Osservatorio affermano che “se la cocaina e l’eroina continuano a essere al centro della scena” nell’Europa centrale e occidentale, “altre droghe come le metanfetamine sono sempre più presenti nell’est e nel nord Europa”. L’Osservatorio sottolinea inoltre la crescita del numero di “multiconsumatori” (ossia di persone che fanno uso di più sostanze stupefacenti) e di persone che abusano dell’alcol. Il “mix” di sostanze alteranti mina la salute di milioni di persone, le rende pericolose per sé e per gli altri, alimenta un mercato illegale senza scrupoli, fatto di violenza, sfruttamento, riciclaggio di denaro sporco. Servono azioni concrete. “Uno dei dati emersi dalla relazione di quest’anno è che la valutazione del fenomeno della droga in Europa richiede una comprensione simultanea delle caratteristiche nazionali, delle specificità subregionali e, sempre più, delle tendenze comuni europee, o persino globali”. Marcel Reimen, presidente del consiglio di amministrazione dell’Oedt e Wolfgang Gotz, direttore, nel commentare il Rapporto 2009 insistono sulla globalizzazione del fenomeno. “Per il futuro – affermano -, occorre descrivere meglio tale rapporto complesso, poiché questo ci aiuterà non solo a capire quei fattori che possono promuovere o inibire lo sviluppo dei problemi della droga, ma ci guiderà anche nello sviluppo degli interventi adatti”. Reimen e Gotz osservano poi che Unione europea e Onu “hanno rinnovato i loro documenti in materia di droga quasi in parallelo” un anno fa. Il nuovo piano d’azione dei 27 (2009-2012) e quello delle Nazioni unite “riflettono l’impegno internazionale a ridurre il consumo di droga e i danni che esso può produrre”.