ORA DI RELIGIONE

Prezioso laboratorio

Il messaggio dei vescovi a studenti e genitori

Si avvicina l’appuntamento con le iscrizioni all’anno scolastico 2010/2011. Quest’anno i termini sono più dilazionati, anche per la riforma in corso d’opera, ma è già pronto il consueto messaggio della presidenza della Conferenza episcopale italiana (testo integrale: clicca qui) per sostenere la scelta di studenti e genitori a favore dell’insegnamento di religione cattolica (Irc).
Una scelta che, anno dopo anno, continua ad attrarre positivamente la stragrande maggioranza delle persone coinvolte: nel 2009, ricorda il messaggio, l’Irc è stato scelto dal 91% delle famiglie e degli alunni della scuola pubblica, percentuale che arriva poi al 91,7 se si considerano anche quanti frequentano le scuole di ispirazione cattolica. Si tratta – annota la presidenza della Cei – “di un risultato lusinghiero, che attesta la validità della proposta, confermando nel loro proposito quanti hanno deciso di avvalersi di tale insegnamento e provocando positivamente coloro che sono chiamati a sceglierlo per il prossimo anno scolastico”.
In effetti la scelta per l’Irc mostra una tenuta complessiva importante, seppure vada considerato che esistono situazioni anche molto diverse nelle Regioni d’Italia e soprattutto tra ordini di scuola differenti. Nelle superiori e in importanti centri urbani le statistiche dicono che il calo degli avvalentisi è più sensibile e le percentuali più basse della media nazionale. Ma va tenuto anche conto che spesso l’Irc si trova a “combattere” con una propaganda contraria, talvolta con situazioni di difficile fruizione negli istituti – prima e ultima ora – e, nel caso delle superiori, anche con la possibilità alternativa del “nulla”, che si concretizza con l’uscita da scuola o con la proposta di entrare dopo o uscire prima.
Detto questo, va riconosciuto che negli anni la proposta dell’Irc, definita dal Nuovo Concordato, è andata affinandosi nella dimensione scolastica, cercando tra l’altro sempre di restare al passo con i cambiamenti della scuola e le esigenze degli allievi. Cercando di proporre in modo adeguato – come ricorda il messaggio Cei – l’orizzonte di valori provenienti dal ricco patrimonio del cristianesimo che segna in profondità la cultura occidentale. Così, citando le parole di Benedetto XVI agli insegnanti di religione, il messaggio ricorda che grazie all’Irc “la scuola e la società si arricchiscono di veri laboratori di cultura e di umanità, nei quali, decifrando l’apporto significativo del cristianesimo, si abilita la persona a scoprire il bene e a crescere nella responsabilità, a ricercare il confronto ed a raffinare il senso critico, ad attingere dai doni del passato per meglio comprendere il presente e proiettarsi consapevolmente verso il futuro”.
Vale dunque la pena scegliere l’Irc, “preziosa opportunità culturale” e contributo originale e specifico alla scuola di tutti perché possa raggiungere appieno le proprie finalità e sia occasione di vera formazione umana e civile.

Alberto Campoleoni