MINORI
Criticati gli emendamenti del governo al ddl sulla Convenzione di Lanzarote
È in questi giorni all’esame delle Commissioni giustizia e affari esteri della Camera dei deputati il disegno di legge governativo sulla ratifica ed esecuzione della Convenzione di Lanzarote. Stipulata nell’ambito del Consiglio d’Europa il 25 ottobre 2007, la Convenzione si occupa della protezione dei minori contro lo sfruttamento e l’abuso sessuale. È il primo strumento internazionale a definire i reati di natura sessuale contro i bambini, compresi quelli che hanno luogo in casa o all’interno della famiglia, con l’uso della forza, con la coercizione o le minacce. Oltre ai reati più comunemente diffusi in questo campo (abuso sessuale, prostituzione infantile, pedopornografia, partecipazione coatta di bambini a spettacoli pornografici), la Convenzione disciplina anche i casi di grooming (adescamento attraverso Internet) e di turismo sessuale. Delinea altresì misure preventive che comprendono lo screening, il reclutamento e l’addestramento di personale che possa lavorare con i bambini al fine di renderli consapevoli dei rischi che corrono e insegnare loro a proteggersi; la Convenzione stabilisce inoltre programmi di supporto alle vittime, incoraggia la denuncia di presunti abusi e di episodi di sfruttamento e prevede l’istituzione di centri d’aiuto via telefono o via Internet.
Adescamento e pedofilia culturale siano reati. Introdurre in Italia “i reati di adescamento e di pedofilia e pedopornografia culturale, sanzionando condotte che intendono far credere normale ciò che invece comunemente viene percepito come aberrante”. È quanto chiede il Copercom (Coordinamento associazioni per la comunicazione, realtà che aggrega 25 associazioni di rilievo nazionale) alle Commissioni giustizia e affari esteri della Camera dei deputati, in merito alla ratifica della Convenzione di Lanzarote. Un appello che fa seguito alla denuncia del “rischio che l’adescamento dei minori su internet e la pedofilia culturale non siano perseguiti come reati” se passa una serie di emendamenti presentati dal governo al testo base delle Commissioni, redatto con l’apporto di tutti i gruppi di maggioranza e opposizione e verso il quale il Coordinamento esprime invece “condivisione e apprezzamento”. Tali emendamenti, sostiene il Copercom, sarebbero “volti a sopprimere parti del progetto ritenute dagli addetti ai lavori rilevanti ed efficaci per affrontare la lotta alla pedofilia, in particolare quelle relative all’introduzione del reato di pedofilia culturale e di adescamento dei minori”. Il problema di fondo è culturale, sostiene il presidente dell’Age (Associazione italiana genitori), Davide Guarnieri, richiamando innanzitutto “l’attenzione degli adulti” su queste problematiche. “Nel nostro tempo – osserva – i minori sono considerati solo come consumatori, destinatari finali dell’attenzione dei grandi, e non li si riconosce come portatori di diritti”. Guarnieri parla di “un’infanzia ormai invisibile” che diventa facile preda “di quanti la vogliono sfruttare”.
No agli emendamenti. Don Fortunato Di Noto, presidente di Meter, associazione impegnata nella lotta alla pedofilia, esprime “perplessità” davanti agli emendamenti del governo, espressione di “un’azione che lede in maniera profonda un cammino compiuto” nel tempo per la tutela dei minori. “La tempestiva approvazione di una legge” che introduca nel nostro ordinamento tali reati, rimarca il sacerdote, “sarebbe un segnale forte a difesa dell’infanzia, altrimenti non vi sono strumenti a disposizione di chi combatte queste aberrazioni” e si finisce per “prestare il fianco alle lobby pedofilie”. Un simile provvedimento, aggiunge il presidente di Meter, “servirebbe anche a sbloccare tantissime indagini della polizia postale”. Ma occorre fermare quegli emendamenti, che appaiono “illogici” e rischiano di vanificare una “battaglia civile e sociale a tutela dell’infanzia”. Quando Di Noto affronta tali argomenti in pubblico, racconta, incontra “una sollevazione popolare” che contrasta con “il silenzio dell’informazione”. Un esempio: il 20 novembre scorso, Giornata nazionale per i diritti dell’infanzia e dell’adolescenza, “sui tg sono stati di più i servizi sugli animali di quelli sui minori”. Davanti a questa situazione, dunque, don Di Noto invita a “ergersi in maniera forte e farsi promotori di un impegno” che arrivi in Parlamento “affinché questi emendamenti non passino” e si giunga, invece, a una legge che tuteli davvero i minori.