STAMPA CATTOLICA INTERNAZIONALE

Con il linguaggio dei giovani

Ucip: nuovo presidente è l’austriaco Bernhard Sassman

Si è svolta recentemente a Roma l’Assemblea generale dell’Ucip – Unione cattolica internazionale della stampa, l’organismo che riunisce giornalisti, editori e docenti di comunicazione che operano in tutti i settori dei media secolari e religiosi attivi nel mondo. L’organizzazione conta migliaia di membri in tutti i Paesi e consta di otto federazioni e otto regioni: le prime sono organizzate in base alla professione esercitata (giornalisti, quotidiani, periodici, docenti e ricercatori, agenzie di stampa, stampa ecclesiastica, editoria, giornalisti fotografici) e in base all’area geografica. Durante l’assemblea iniziata il 31 ottobre e conclusasi il 2 novembre e alla quale ha partecipato anche il direttore di SIR Europa, è stato eletto il nuovo Presidente dell’Ucip, l’austriaco Bernhard Sassmann. Un passo importante che arriva dopo un periodo complicato che ha visto addirittura l’annullamento delle Assemblee Generali del Canada nel 2007 e di Roma nel 2008. Ne abbiamo parlato con due protagonisti dell’Ucip: Franco Mazza, Ecclesiastical Advisor e, in particolare, con il neoeletto Presidente Sassmann. Punto di non ritorno. “L’Assemblea Generale 2009 dell’Ucip” – ha affermato don Mazza – “costituisce senza dubbio un punto di non ritorno della storia di questa organizzazione internazionale, riconosciuta dalla Santa Sede, e che ha come obiettivo fondamentale il sostegno e la promozione della democrazia informativa grazie al contributo di molti giornalisti professionisti cattolici di tutto il mondo. Punto di non ritorno perché con questa assemblea si è concluso un periodo alquanto travagliato che hanno visto l’Ucip in affanno nel portare a termine un ordinario impegno strutturale come quello dell’elezione del suo Presidente”. “La convinzione profonda dei partecipanti di Roma 2009 è che l’Ucip non può più esitare nel ridefinirsi e nel rilanciare la propria mission, a partire da una più stretta collaborazione e partecipazione di tutti i membri, anche mediante una più consona definizione dei ruoli statutari, alle decisioni e agli orientamenti progettuali, nel ricercare le vie di una comunicazione interna ed esterna che abbia i tratti “professionali” della verità, della giustizia, dell’autentica fraternità, e che mentre è impegnata ad allargare gli spazi della democrazia informativa in ogni parte del mondo sia segno credibile di tale orizzonte, per il bene della comunità dei credenti e per l’intera umanità”.Con le nuove generazioni. Nell’illustrare a SIR Europa le sue priorità di presidente, Sassmann ha sottolineato l’urgenza di favorire e mantenere il contatto dei giovani con i media. Il neoeletto ha manifestato l’intenzione di “rendere consapevoli i giornalisti del ruolo che hanno – sia nei media secolari che in quelli ecclesiastici – soprattutto a servizio della fede, del messaggio. Non va tralasciata l’esistenza di nuovi mezzi come Twitter, Facebook ecc. con cui si diffondono le notizie. Credo che l’accesso dei giovani al consumo dei media – se non vogliamo perdere il contatto con i giovani – sia uno dei compiti più importanti di questo periodo. Da questo punto di vista, cercherò di sensibilizzare i miei colleghi affinché non trascurino questo aspetto. Per molto tempo non abbiamo parlato la lingua dei giovani – anche se ovviamente esistono problemi differenti a seconda dei Paesi. Tuttavia, per quanto riguarda i Paesi europei, gli Usa, i Paesi in via di sviluppo in cui questi media vengono utilizzati, allora diventa importante, se si vuole avere successo tra i giovani, usare i media dei giovani”. Ampliare l’orizzonte. Sassmann ha inoltre invitato i giornalisti cattolici ad adottare un nuovo approccio: “Dobbiamo tentare di evitare sempre più di cercare i difetti in noi stessi, di restare chiusi in noi stessi; occorre invece guardare avanti e cercare di capire quali sono i problemi autentici a monte. Dobbiamo capire quando come Cristiani cattolici abbiamo il dovere di riferire, individuando eventuali sviluppi incompatibili con la nostra fede. Troppo spesso il giornalismo cattolico viene visto come un qualcosa che deve occuparsi solo di sé: esso invece deve occuparsi del mondo intero, individuare le cose positive e negative e affrontarle di conseguenza”. Tra i progetti nell’immediato, il nuovo presidente ha espresso la volontà di potenziare l’aspetto formativo: “Abbiamo molti programmi di specializzazione per i giornalisti, università estive in cui è possibile potenziare la preparazione e aggiornarsi. Vogliamo ulteriormente rafforzare quest’attività, compatibilmente con i fondi a disposizione. Ma per me, la priorità assoluta è smettere di guardare a noi stessi e guardare avanti, ampliare l’orizzonte: non guardare a noi stessi come finalità ma come mezzo per dedicarci al servizio della comunicazione delle persone. E ciò con l’ausilio dei nuovi media, promuovendo e rafforzando i programmi di specializzazione, anche con l’obiettivo di creare una rete tra i membri per uno scambio di esperienze”.