CLIMA
Il forum di Greenaccord ” “
Si è aperto a Viterbo il 25 novembre il VII Forum internazionale dell’informazione per la salvaguardia della natura, organizzato dall’associazione Greenaccord. Il Forum, che ha per tema “Il clima che cambia. Fatti, storie, persone”, vuole mostrare l’urgenza di interventi efficaci per arginare gli effetti peggiori dei cambiamenti climatici in atto. I lavori, cui partecipano 120 giornalisti da 53 Paesi del mondo, sono stati aperti con la lettura del messaggio del card. Renato Raffaele Martino, presidente del Pontificio Consiglio “giustizia e pace”. L’impegno sul clima, ha scritto il porporato, “è di estrema rilevanza nell’ora attuale, come lo dimostrano anche le importanti iniziative della comunità internazionale, prima fra tutte la prossima conferenza delle Nazioni Unite sui cambiamenti climatici che si terrà a Copenaghen. La Chiesa, come è noto, non fa mancare il suo appoggio a tali iniziative”.
Situazione peggiorata. Tanti gli interventi di esperti al Forum. Leena Srivastava, direttore esecutivo del Teri (The Energy and Resources Institute), ha sottolineato l’importanza dell’interazione tra le risorse naturali. “Nel 1995 – ha affermato Srivastava – il 20-30% della flora e della fauna erano a rischio estinzione. Attualmente la situazione è di gran lunga peggiorata, con i relativi impatti sulla salute umana e sull’agricoltura. Gli impatti previsti dall’ultimo rapporto dell’Ipcc (intergovernamental panel on climate change) hanno subito un’accelerazione imprevista, molto superiore alle aspettative degli scienziati. È stato stabilito un tetto massimo di 2-2,4°C di aumento delle emissioni, temperature confrontabili con quelle esistenti sul pianeta 125.000 anni fa, con la differenza che oggi con la presenza di 6 miliardi e mezzo di esseri umani, gli ecosistemi sono molto più vulnerabili che allora. Se andiamo oltre, non sarà più possibile contenere gli effetti dei cambiamenti climatici”.
Abbasso il consumismo. Il direttore del settore Ricerca Earth Policy Institute (Usa), Janet Larsen, ha evidenziato gli svantaggi della conversione delle colture per la produzione di etanolo: “È pur vero che in poco tempo saranno circa 860 milioni le auto in circolazione, parti delle quali utilizzeranno l’etanolo, ma saranno milioni le persone dei Paesi in via di sviluppo che si aggiungeranno al miliardo che già oggi muoiono di fame, perché la maggior parte dei loro terreni sono stati utilizzati proprio per la produzioni di bioetanolo”. Un esempio di “green economy” è stato raccontato da Antonio Bertolotto, amministratore delegato di “Marco Polo”, che ha illustrato come è stato ricucito il ciclo agro-industriale interrotto dalla separazione dell’allevamento dalla produzione agricola, semplicemente estraendo gas metano dai liquami e riportando il compost sui campi. Eric Assadourian, del Worldwatch Institute, ha sottolineato che il clima è solo uno dei sistemi naturali e sociali messi a rischio dalle attività umane. In particolare, “il pianeta, a livello dei consumi medi attuali, può supportare soltanto 5 miliardi di persone mentre già siamo 6 miliardi e mezzo, di conseguenza dobbiamo ridurre i consumi individuali”. La chiave del problema, è quindi, “il superamento del consumismo”.
Dieci testimoni. Agricoltori, sommozzatori di professione, scalatori, ragionieri, geografi, ricercatori, pastori, provenienti da Nepal, Mongolia, Italia, Kenya, Stati Uniti, India, Australia, Uganda e Guatemala. I dieci testimoni del clima Wwf raccontano al VII Forum le loro storie di vita cambiata a causa dei cambiamenti climatici. “Ci è sembrato importante, oltre ad un aggiornamento scientifico, portato da studiosi di alto livello internazionale, sulla necessità di assumere provvedimenti concreti contro il riscaldamento globale, offrire la viva voce dei testimoni del clima al nostro Forum di Viterbo – dichiara Andrea Masullo, presidente del Comitato scientifico di Greenaccord – perché siamo convinti che nulla come la vita reale può trasmettere urgenza a una delle più grandi sfide che l’umanità si sia mai trovata ad affrontare, rendendoci consapevoli che il cambiamento è attuale e già oggi grave”. Dando vita al programma “Testimoni del clima”, “il Wwf ha voluto dare una faccia ai cambiamenti climatici – racconta Michele Candotti, direttore generale del Wwf Italia -. Anzi molte facce, diverse tra loro e provenienti da più parti del mondo. Per dimostrare che il riscaldamento globale che stiamo vivendo colpisce tutti a tutte le latitudini”. “A 5 anni dall’inizio della campagna – prosegue Candotti – abbiamo raccolto oltre 100 testimoni provenienti da ogni angolo del mondo, le cui storie sono poi vagliate da un panel di scienziati indipendenti che ne provano la rispondenza con i migliori risultati della scienza del clima”. Un appello per una decisione politica coraggiosa, un accordo equo, efficace e legalmente vincolante che preveda un serio taglio delle emissioni di CO2 in atmosfera, sottoscritto dagli scienziati, dai giornalisti e dai testimoni del clima presenti a Viterbo, sarà consegnato da Greenaccord direttamente nelle mani del presidente dell’Ipcc, Rajendra Pachauri, il 3 dicembre, alla vigilia del vertice di Copenaghen.