Inghilterra, Romania-Ungheria, Croazia

Inghilterra: nuovo servizio per la pastorale giovanileUn nuovo ente per formare chi lavora con i giovani e un nuovo vescovo delegato per la pastorale giovanile. Sono due importanti decisioni assunte, durante i lavori della loro ultima assemblea plenaria, svoltasi a Leeds nei giorni scorsi, dai vescovi inglesi. Sia l’ente, che si chiama "Catholic Youth Ministry Federation" (Cymf) e raccoglie i direttori dei servizi di pastorale giovanile e rappresentanti dei nuovi movimenti e degli ordini religiosi che lavorano a livello nazionale con i giovani, sia il nuovo vescovo delegato, mons. Kieran Conry, attualmente al governo della diocesi di Arundel e Brighton, entrano a far parte del dipartimento per evangelizzazione e catechesi della conferenza episcopale di Inghilterra e Galles. Il Cymf ha già ottenuto una sovvenzione di 9000 sterline, quasi 10000 euro, per mettere a punto un programma su Internet rivolto agli operatori di pastorale giovanile parrocchiali, di decanato o di diocesi in collaborazione con Ushaw college. Il corso, composto da diversi moduli, dovrebbe essere lanciato nel settembre 2010. Ma prima, il 27 febbraio 2010, è previsto il primo congresso nazionale della pastorale giovanile che sarà guidato da padre Timothy Radcliffe, dall’abate Christopher Jamison, dall’arcivescovo Vincent Nichols e da Bob e Maggie McCarty che hanno lavorato in America, dove esiste una organizzazione simile al Cymf, da oltre 25 anni. Romania-Ungheria: incontro dei vescoviCominciato nel 2008 a Budapest, il dialogo tra i Consigli permanenti delle Conferenze episcopali dell’Ungheria e della Romania, è continuato attraverso un incontro che si è svolto dal 23 al 25 novembre a Iaşi, in Romania. La delegazione ungherese era guidata dal card. Péter Erdő, presidente del Ccee e presidente della Conferenza episcopale ungherese mentre quella romena da mons. Ioan Robu, arcivescovo metropolita di Bucarest, presidente della Conferenza Episcopale Romena. L’incontro ha dato la possibilità alle due delegazioni – si legge in un comunicato – di presentare le proprie diocesi raccontando "responsabilità, gioie, difficoltà, situazione delle vocazioni, iniziative per l’anno, speranze". Il card. Erdő ha parlato anche delle difficoltà degli zingari riguardo al loro inserimento nella società e alla violenza di cui "sono sia oggetto, sia soggetto". Si è parlato poi dei libri liturgici e delle possibili collaborazioni. Un altro tema è stato quello dei cattolici della diocesi di Iaşi e della loro richiesta a partecipare alla messa in lingua ungherese: i vescovi romeni hanno risposto che "tutti hanno il diritto di partecipare alla Messa in lingua propria", e che "l’appartenenza alla Chiesa cattolica" "illumina" anche "l’identità etnica". Le due delegazioni hanno poi fatto visita al metropolita ortodosso Teofan e ad alcuni monasteri. Il prossimo incontro avrà luogo nel 2010 in Ungheria. Croazia: dai vescovi un invito al votoCon un messaggio diffuso il 24 novembre i vescovi della Conferenza episcopale croata hanno invitato i fedeli a partecipare alle elezioni presidenziali del 27 dicembre prossimo. Nel documento, i vescovi “esortano i fedeli cattolici ad affrontare le elezioni in modo deliberato e responsabile”, poiché il voto, oltre ad essere un “dovere civico responsabile” è occasione “per esercitare le libertà conquistate con grandi sforzi e sacrifici generosi, non solo nostri ma anche delle generazioni precedenti”. Nella fase d’integrazione europea e nella realizzazione di “varie forme di cooperazione internazionale”, il nuovo Presidente avrà la “responsabilità di riconoscere i modi di preservare la sovranità croata e l’identificabilità dei suoi valori”, sottolineano i vescovi. "Un presidente che rappresenti e protegga i principi cristiani può rappresentare la Croazia per il bene dei suoi cittadini", prosegue il documento auspicando inoltre la "verità sul passato, affinché le interpretazioni basate su fatti non veri non siano fonte di nuovi conflitti e dissensi nella nazione". Infine, "è molto importante che il futuro Presidente non solo condanni in modo chiaro i crimini di fascismo, nazismo e comunismo ma che, con la sua autorità e potere, si adoperi affinché vengano alla luce i crimini del regime comunista".