PARLAMENTO UE

Nell’età adulta

Di fronte a temi come l’ambiente, Internet, telecomunicazioni, giustizia…

Un accordo “ambizioso e vincolante” per ridurre le emissioni inquinanti, tutelare l’ambiente e limitare gli effetti dei cambiamenti climatici: gli eurodeputati non si rassegnano a un fallimento o a un risultato “al ribasso” della Conferenza Onu di Copenaghen, che tra il 7 e il 18 dicembre dovrà porre le basi per il dopo-Kyoto. Con un testo approvato nel corso della sessione plenaria di Strasburgo (23-26 novembre), il Parlamento Ue sostiene che l’Europa sta facendo la sua parte e chiede agli Stati aderenti di restare in prima fila, dando “il buon esempio” anche a Stati Uniti, Cina, India e altre economie emergenti.Un Parlamento “adulto”. La sessione plenaria, l’ultima rispetto all’entrata in vigore del Trattato di Lisbona, ha affrontato numerosi argomenti: i deputati hanno votato il “pacchetto Telecom”, hanno adottato una posizione sulla strategia di allargamento, con particolare riguardo ai paesi candidati (Croazia, Turchia, Macedonia), si sono confrontati con Consiglio e Commissione sul vertice dei 27 di metà dicembre. Proprio con l’entrata in vigore del Trattato di Lisbona, fissata al 1° dicembre, l’Europarlamento acquisirà 18 deputati in più, passando in via provvisoria dagli attuali 736 a 754, per poi tornare dal 2014 ai definitivi 751 componenti. In ragione dell’introduzione delle riforme stabilite dal trattato, l’Assemblea ha adottato una serie di aggiustamenti al proprio regolamento, tenendo conto, ad esempio, dei più ampi poteri legislativi assegnati allo stesso Parlamento (potere di codecisione) e della nuova procedura di bilancio. Nel corso del dibattito in aula, il relatore, David Martin (Regno Unito), ha affermato: “Con l’Atto unico del 1986 da neonato il Parlamento è passato all’infanzia; Maastricht, 1992, ci ha immesso nella pubertà, Nizza e Amsterdam ci hanno portato all’età adulta e Lisbona ci assegna ora i pieni diritti di un Parlamento adulto”.Internet è un diritto. Un passaggio particolarmente atteso era il voto finale sul “pacchetto Telecom”, volto a una revisione globale delle norme comuni in materia di telecomunicazioni, che mira a rafforzare i diritti degli utenti telefonici e di internet e incoraggiare la concorrenza fra le compagnie telefoniche. “Le nuove regole garantiranno maggiori diritti ai consumatori – ha dichiarato la relatrice, Catherine Trautman, deputata francese -, la salvaguardia della libertà di internet, la protezione dei dati personali, una maggiore concorrenza e un più moderno utilizzo delle frequenze radio”. “Abbiamo voluto garantire che i diritti dei cittadini non siano mai disprezzati o ignorati; è fra l’altro la prima volta che un testo giuridico si riferisce all’uso di internet come l’esercizio di un diritto e di una libertà fondamentale”. Il presidente dell’Assemblea, Jerzy Buzek, ha aggiunto: “È un ottimo esempio di come il lavoro che svolgiamo quali legislatori ha un impatto sulla vita quotidiana dei cittadini”.Ricadute concrete. “La riforma del settore europeo delle telecomunicazioni rafforzerà la concorrenza sui mercati interni e permetterà di disporre di servizi internet migliori e meno cari, sia mobili che fissi”: anche Viviane Reding, commissaria Ue alle telecomunicazioni, sottolinea il “grande risultato” del “pacchetto Telecom”, che dovrebbe assicurare “tariffe ridotte, copertura più estesa di connessioni internet in banda larga e maggiore protezione della vita privata nei confronti degli stessi operatori di telecomunicazioni”. “I consumatori godranno di nuovi diritti, come il diritto di cambiare operatore di telefonia mobile o fissa entro un giorno lavorativo mantenendo il proprio numero”. Gli Stati hanno ora 18 mesi a disposizione per recepire le nuove norme negli ordinamenti nazionali.Programma di Stoccolma. Nel corso della plenaria, è stata poi approvata una risoluzione che esprime la posizione dell’Assemblea sul Programma di Stoccolma, il quale stabilisce le priorità europee nel campo della giustizia e degli affari interni per i prossimi cinque anni, tema in discussione al summit dei 27 capi di Stato e di governo del 10-11 dicembre. Il testo passato in aula porta le firme dei deputati Carlo Casini, Luigi Berlinguer e Juan Fernando Lopez Aguilar, presidenti delle commissioni parlamentari affari costituzionali, giuridica e libertà civili. Nei capitoli della risoluzione ci si sofferma su diritti dei cittadini, lotta al crimine organizzato e al razzismo, difesa di donne, minori e immigrati. Il Parlamento ha approvato un emendamento di compromesso con cui si invitano gli Stati, “fatte salve le legislazioni nazionali in materia di diritto di famiglia”, a “garantire la libera circolazione dei cittadini dell’Ue e delle loro famiglie, comprese le unioni registrate e i matrimoni”, nonché “ad evitare ogni forma di discriminazione per qualsivoglia motivo, compreso l’orientamento sessuale”.