UE
La nuova Commissione presto all’esame del Parlamento
Il presidente aveva superato durante la scorsa estate l’esame degli Stati membri e del Parlamento Ue; il programma è definito da tempo; la squadra designata è al lavoro per preparare le audizioni davanti agli eurodeputati. Poi, se tutto procederà al meglio, da febbraio la nuova Commissione sarà finalmente al lavoro, nel suo ruolo di promotore delle leggi (direttive) comunitarie, di garante dei trattati, di “amministratore delegato” dell’Unione.Realizzare il programma. “Abbiamo un programma europeo. E adesso abbiamo anche un team europeo”: José Manuel Barroso, presidente della Commissione designato dai 27 capi di Stato e di governo e “incoronato” dal voto parlamentare di Strasburgo, ha presentato il 27 novembre le sue proposte di assegnazione degli incarichi all’interno del futuro Esecutivo. Il politico portoghese ha sottolineato che “questo collegio sarà in grado di condurre il programma presentato a settembre”. La nuova squadra comprende 7 vicepresidenti, inclusa Catherine Ashton, Alto rappresentante Ue per la politica estera e vice di diritto. “Tre vicepresidenti sono donne – ha precisato Barroso -, mentre in totale le donne sono 9 su 27 componenti”. Le conferme rispetto alla Commissione uscente sono 14; ma il rimescolamento delle deleghe è uno dei dati di maggior rilievo rispetto alla squadra del quinquennio passato. “I componenti del collegio provengono – specifica Barroso – da diverse famiglie politiche: in particolare Partito popolare, Alleanza dei socialisti e dei democratici, Alleanza dei liberali e democratici”. Barroso non ha nascosto di aver considerato “la necessità di diversi equilibri”: tra paesi grandi e piccoli, tra le diverse aree regionali, tra donne e uomini.Nuovi incarichi. “I membri del collegio appariranno dinanzi alle commissioni parlamentari per le audizioni fra l’11 e il 19 gennaio”, ha chiarito Barroso. Il voto dell’Emiciclo è fissato per il 26 gennaio e, dopo un passaggio presso il Consiglio, la Commissione potrà essere in carica da febbraio. La Commissione del secondo mandato di Barroso presenta un “nuovo look”: il presidente ha infatti istituito nuovi portafogli e ne ha scorporati altri: azione climatica; affari interni; giustizia e diritti fondamentali. Vari dicasteri sono stati riconfigurati: educazione, cultura, multilinguismo e gioventù; salute e consumatori; industria e impresa; ricerca e innovazione; cooperazione internazionale; impiego e inclusione sociale. L’intento è quello di “rispondere meglio agli impegni che abbiamo davanti a noi”, con una maggiore aderenza al dettato del Trattato di Lisbona.Nomi e competenze. Tra i nomi del collegio figurano volti noti a Bruxelles, personaggi che hanno già dato prova di sé sulla scena europea, personalità sostanzialmente sconosciute nell’Ue. Tra i paesi che sembrano aver acquisito portafogli più prestigiosi rispetto al passato figurano la Polonia, il Lussemburgo, il Regno Unito, la Romania, la Finlandia. Ecco dunque nomi e incarichi indicati da Barroso: Catherine Ashton, Regno Unito, politica estera (vicepresidente); Joaquin Almunia, Spagna, concorrenza (vice); László Andor, Ungheria, lavoro e inclusione sociale; Michel Barnier, Francia, mercato interno; Dacian Ciolos, Romania, agricoltura; Antonio Tajani, Italia, industria e imprenditoria (vice); John Dalli, Malta, salute e consumatori; Maria Damanaki, Grecia, affari marittimi e pesca; Karel De Gucht, Belgio, commercio; Stefan Fule, Repubblica ceca, allargamento; Johannes Hahn, Austria, politiche regionali; Connie Hedegaard, Danimarca, politiche per il clima; Maire G. Quinn, Irlanda, ricerca; Rumiana Jeleva, Bulgaria, cooperazione internazionale; Siim Kallas, Estonia, trasporti (vice); Neelie Kroes, Paesi Bassi, telecomunicazioni (vice); Janusz Lewandowski, Polonia, bilancio; Cecilia Malmstrom, Svezia, affari interni; Gunter Oettinger, Germania, energia; Andris Piebalgs, Lettonia, sviluppo; Janez Potocnik, Slovenia, ambiente; Viviane Reding, Lussemburgo, giustizia e diritti (vice); Olli Rehn, Finlandia, affari economici e monetari; Maros Sefcovic, Slovacchia, relazioni interistituzionali (vice); Algirdas Semeta, Lituania, dogane e fiscalità; Androulla Vassiliou, Cipro, educazione e cultura.Prossimi impegni. “È una proposta equilibrata, che suddivide con chiarezza i settori di competenza all’interno del collegio”: Fredrik Reinfeldt, premier svedese e presidente di turno dell’Unione europea, ha subito commentato la ripartizione degli incarichi della Commissione, mantenendo però il massimo rispetto istituzionale. “Il Parlamento Ue dovrà ora esaminare i commissari proposti; attendo con impazienza l’esame” e “spero che esso darà il suo appoggio” alla linea di Barroso. Anche il presidente dell’Eurocamera, il polacco Jerzy Buzek, ha mostrato di apprezzare il lavoro svolto da Barroso e ha affermato: “Il Parlamento è pronto a esaminare i commissari”. Buzek ha promesso “audizioni approfondite” per “vagliare la preparazione dei commissari”.