L’Ue in breve

“Made in” per tutelare consumatori e impreseRendere obbligatoria l’indicazione della provenienza di alcuni beni importati nell’Ue al fine di tutelare i consumatori e le imprese comunitarie. La richiesta giunge dal Parlamento europeo, che da tempo si sta occupando del cosiddetto marchio “made in”. Nel corso dell’ultima sessione plenaria, i deputati hanno approvato a stragrande maggioranza una risoluzione con la richiesta di “istituire un regime obbligatorio d’indicazione del paese d’origine per una serie di prodotti dei settori tessile, abbigliamento, calzature e borse, mobili, cuoio, gioielleria, apparecchi per l’illuminazione, oggetti di vetro, ceramiche. “Ciò consentirebbe ai consumatori di conoscere le condizioni sociali, ambientali e di sicurezza della fabbricazione, e garantirebbe pari condizioni di concorrenza con i partner commerciali che già ricorrono a tale sistema”. Nel testo – che segnala come alcuni competitori extraeuropei quali Stati Uniti, Cina e Giappone abbiano già assunto misure di questo genere – indica poi la necessità di rafforzare la lotta contro le frodi doganali. Lavoro, 4 milioni di posti persi con la crisiIl mercato del lavoro “si è ridotto di oltre 4 milioni di posti a partire dall’inizio della crisi, anche se l’effetto è stato in qualche modo mitigato grazie al ricorso a orari ridotti e ad altre soluzioni”. La recessione ha colpito tutti i 27 paesi Ue, provocando “un’inversione della crescita occupazionale realizzata dal 2000”. Giovani, lavoratori meno qualificati e quelli con contratto temporaneo “sono stati i più colpiti dalla contrazione” dell’impiego. Sono alcune tra le annotazioni che emergono dalla Relazione sull’occupazione in Europa 2009, recentemente presentata dal commissario Vladimir Spidla, che passerà al vaglio degli Stati membri il 9 dicembre e a sua volta orienterà i lavori del summit di marzo 2010 dedicato alla Strategia di Lisbona. Lo studio sottolinea, d’altro canto, come “negli ultimi tempi i mercati del lavoro Ue hanno dato prova di notevole dinamismo, visto che il 22% degli europei cambia posto ogni anno”, volontariamente o per necessità. Il documento sottolinea inoltre che si sono allungate le durate medie dei periodi di disoccupazione.Sostegno ai prodotti europei nel mondo”I prodotti di qualità dell’Unione europea non hanno rivali; per questo dobbiamo curarne la visibilità sui mercati al di fuori dell’Unione”: Mariann Fischer Boel, commissaria all’agricoltura e allo sviluppo rurale, ha approvato il 30 novembre varie misure per l’informazione e la promozione dei prodotti agricoli e alimentari provenienti dall’Europa comunitaria e commercializzati in paesi terzi. Si tratta di uno stanziamento di 11 milioni di euro per finanziare (al 50%) programmi e azioni pubblicitarie, partecipazione a fiere, campagne di lancio dei prodotti, informazione sui sistemi produttivi, presentati da Francia, Grecia, Polonia, Italia, Lituania, Portogallo e Romania. Le iniziative, sostenute dal budget Ue, riguardano prodotti Dop (denominazioni di origine protette) o Igp (indicazioni geografiche protette), e quindi esportazione di vino, prodotti ortofrutticoli, carni, bevande alcoliche, olio d’oliva, prodotti biologici…Viaggi “fai da te”, verso una normativaRiscrivere la direttiva del 1990 sui viaggi “tutto compreso” per tutelare meglio, alla luce dei recenti cambiamenti tecnologici e agli usi divenuti ricorrenti, i milioni di viaggiatori che prenotano vacanze con combinazioni di volo, albergo, macchina a noleggio, mediante internet o nelle stesse agenzie turistiche (pacchetti “dinamici”). “Abbiamo bisogno di una protezione rigorosa che assicuri a tutti coloro che acquistano un pacchetto vacanza la serenità che si meritano; inoltre dobbiamo garantire parità di condizioni per le aziende in modo che esse possano competere in termini equi”: la commissaria Ue Meglena Kuneva spiega che l’Esecutivo ha avviato una consultazione in proposito, per giungere, possibilmente entro la fine del 2010, a formulare una revisione della normativa vigente in Europa su informazioni, responsabilità, insolvenze. Kuneva nota che “l’Europa è il più grande mercato regionale dei viaggi esistente al mondo e nel 2008 ha annoverato un fatturato di 246 miliardi di euro”. Ai pacchetti tradizionali (prodotti turistici preconfezionati composti di diversi elementi quali viaggio e alloggio) corrisponde il 40% del fatturato complessivo del mercato dei viaggi, mentre i pacchetti “dinamici” coprono il 33% del mercato. Ma, stando alle leggi vigenti, due terzi circa dei viaggi “fai da te” non godono di tutele adeguate, né di possibilità di risarcimenti o rimborsi. L’Esecutivo intenderebbe concentrare l’attenzione sui diversi aspetti del pacchetto, come trasporti, alloggio, assistenza personale, escursioni a pagamento, servizi carenti, annullamento del viaggio.