FEDE E ARTE
Necessario un maggior confronto dentro e fuori la Chiesa
“Nell’attraversamento della modernità uno dei nessi tradizionali che ha patito maggiormente le ragioni e le ideologie della contrapposizione è probabilmente quello tra arte (moderna) e cattolicesimo ecclesiale”. Ne è convinto Marcello Neri, docente di teologia sistematica presso la Facoltà teologica dell’Emilia Romagna (Italia). Dalle colonne del numero di novembre della rivista “Il Regno”, lo studioso lancia uno sguardo sul panorama teologico europeo e traccia una mappa dei percorsi che assumono le espressioni artistiche “all’interno della sfida” rappresentata dal cattolicesimo moderno. Relazioni tra teologia ed arte che, precisa, appaiono legate a itinerari personali più che istituzionali.Italia. Neri richiama al riguardo l’opera di Pierangelo Sequeri, docente di teologia fondamentale presso la Facoltà teologica dell’Italia settentrionale, e di estetica teologica all’Accademia di belle arti di Brera. “All’interno del suo progetto teologico – osserva – ricade anche la collana Aesthetica che, tra l’altro, cerca di fungere da punto di condensazione e raccolta dei molti itinerari sparsi presenti sulla scena culturale”. Da ricordare anche la Facoltà teologica dell’Italia centrale, opportunità di “elaborazione teologica” del patrimonio culturale e artistico della città di Firenze, in particolare grazie a Timothy Verdon e a Severino Dianich (che presso l’ateneo è stato direttore del programma di master in Teologia e architettura delle chiese).Austria. “Sostanzialmente speculare, anche se maggiormente ancorato all’interno della struttura accademica – prosegue Neri -, è il quadro progettuale di ricerca che viene portato avanti da Gerhard Larcher e dai suoi collaboratori presso l’Istituto di Teologia fondamentale dell’Università di Graz”. I temi maggiori sono quelli dell’arte figurativa moderna, delle nuove forme di espressione artistica e della filmografia. Germania. In ambito linguistico tedesco “il percorso più prossimo alla classica configurazione teologica dei trattati dogmatici”, volto quindi a “innestare dall’interno il paradigma estetico-artistico”, è rappresentato dai volumi dell’opera Poetische Dogmatik (1995-2007) di Alex Stock, docente emerito di teologia e didattica presso l’Università di Colonia. Di rilievo anche le ricerche di Joachim Valentin, professore straordinario di teoria della religione e cultura cristiana all’Università di Francoforte e direttore dell’Accademia Haus am Dom della diocesi di Limburg, sul rapporto fra religione, nuovi media e cinematografia (con una particolare attenzione alle rappresentazioni dell’apocalittica). “La Haus am Dom di Francoforte – assicura Neri – si propone anche come luogo di esposizione e confronto con l’arte contemporanea, riprendendo in chiave propositiva uno dei ruoli specifici che le accademie cattoliche possono svolgere all’interno del panorama culturale”.Francia. Presso il Centre Sèvres dei gesuiti a Parigi è stato attivato un Dipartimento di estetica, diretto da Philippe Charru, con l’offerta di un percorso accademico di specializzazione. Ambiti artistici privilegiati, quelli della letteratura e della musica, “con un’attenzione particolare al profilo spirituale dell’intreccio fra fenomeno artistico e ripresa teologica”. “La configurazione dipartimentale, unita alla collocazione in una delle metropoli e dei crocevia più intriganti dell’arte – commenta l’autore dell’articolo -, rappresenta probabilmente una delle punte più avanzate di stabilizzazione e collocazione accademica del rapporto fra fede e arte presenti nel contesto europeo della teologia cattolica”.Spagna. Neri richiama quindi il monastero benedettino di Montserrat e l’impegno di padre Jordi-Augustí Piqué. “La tradizione monastica – afferma – rappresenta un potenziale non indifferente per intessere la trama di una sensibilità artistica della fede, che sappia coniugare insieme gli elementi portati dalla grande tradizione cristiana e la qualità spirituale inerente alla produzione artistica moderna e contemporanea”.Conclusioni. Mentre “il rapporto con l’arte viene sempre più affermato, anche dalla parola autorevole della Chiesa, come questione propria alla fede, per la teologia esso sembra essere, almeno in parte, ancora elemento d’occasione” sostiene Neri, secondo il quale, “all’impegno profuso per una conservazione dei beni culturali” dovrebbe seguire quello “volto ad acquisire le competenze teologiche ed estetiche che permettano un confronto critico, serio e aperto, all’altezza della qualità messa in gioco dall’arte contemporanea”. Per il teologo è tuttavia importante “assumere (teologicamente) il fenomeno artistico, non solo come questione di superficie o come semplificazione dell’itinerario della fede” nella contemporaneità, bensì come occasione di confronto e dialogo tra “i fondamentali dell’umano e del cristianesimo stesso”.