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Adesso ci siamo

Trattato di Lisbona: maggiore stabilità per l’Ue

Adesso ci siamo. Il Trattato di Lisbona finalmente è entrato in vigore e con ciò si è concluso un contrasto durato 10 anni per la futura Costituzione dell’Unione europea. Ha avuto inizio un nuovo capitolo nella lunga storia dell’unificazione dell’Europa.L’Unione europea, attraverso le disposizioni previste dal nuovo Trattato, viene posta formalmente e dal punto di vista del contenuto su una base rinnovata e duratura che da tempo si attendeva: l’Unione acquista personalità giuridica; viene regolata l’attribuzione delle competenze nei governi degli Stati membri e negli organi dell’Unione; viene rafforzata la capacità decisionale sia della Commissione che del Consiglio dei Ministri; nell’ambito dell’iter legislativo, in linea di principio, il Parlamento (organo di rappresentanza dei cittadini) viene equiparato al Consiglio dei Ministri (organo di rappresentanza degli Stati); viene introdotto il principio della doppia maggioranza, attraverso il quale durante le votazioni, ai fini della democrazia, il peso degli Stati membri viene misurato in base al numero degli abitanti; viene attestata la cittadinanza dell’Ue; un Ministro degli Esteri dell’Unione agirà in qualità di Vice-Presidente della Commissione e un servizio diplomatico viene posto al suo fianco; il Consiglio europeo dei Capi di Stato e di Governo mantiene un Presidente permanente che espleta tale funzione come attività principale con un mandato di due anni e mezzo (invece di un Presidente eletto a rotazione ogni 6 mesi nella persona di un Capo di Governo nazionale); viene regolata la perequazione finanziaria tra gli Stati membri ed infine entra in vigore anche la Carta dei diritti fondamentali dell’Ue, con la quale si rafforza la base dei valori dell’Unione. Per la sua attività concreta ed il suo sviluppo futuro, l’Unione europea consegue quindi una stabilità istituzionale ed una prospettiva politica che si è resa urgentemente necessaria a seguito dell’allargamento verificatosi nel corso degli ultimi 15 anni passando da 12 a 27 Stati membri. Anche la realtà della vita politica dell’Unione europea, che si esprime al di là dei Trattati, ha richiesto questa riforma: la dinamica del processo politico, l’interazione permanente degli organi e dei soggetti, la reale e progressiva correlazione tra i sistemi di potere dei diversi livelli di responsabilità (europei, nazionali, regionali, locali), il ruolo e l’influsso dei partiti europei e delle loro frazioni politiche sovranazionali, la graduale transnazionalizzazione della società civile, l’europeizzazione costante della popolazione e, non per ultima, anche l’Unione monetaria di successo, costituita federalmente. Queste linee di crescita imprimono sempre più il carattere dell’Unione europea come una comunità transnazionale. Per non arrivare ad una crescita incontrollabile, tutto ciò necessità di una solida struttura costituzionale. Considerando l’attuale situazione dell’Unione europea, l’entrata in vigore del nuovo Trattato avrà l’effetto di un atto di liberazione. Dall’approvazione del Trattato di Nizza (2000), che non poteva soddisfare le esigenze dell’allargamento, allora ancora imminente, ai Paesi dell’Europa centro-orientale, sono in atto gli sforzi per ottenere una base solida e duratura del Trattato. La ricerca di un potere costituente (2003/04) attraverso la Convenzione europea, nella quale furono riposte grandi speranze, è naufragata con i referendum francesi ed olandesi (2005). Il Trattato di Lisbona, concordato sotto la guida della Cancelliera Angela Merkel durante il periodo di Presidenza tedesca (2007), ha dovuto superare ostacoli rilevanti nel procedimento di ratifica da parte dei molteplici Stati membri, Germania compresa. Questo percorso denso di incertezze ha gravato per troppo tempo sull’attività degli organi europei e sulla collaborazione tra gli Stati membri.L’obiettivo consiste in una riforma che sia in grado di liberare forze nuove e sviluppare una dinamica che durante l’ultimo decennio è andata perduta nell’Unione europea. Non mancano compiti e sfide.