TOSCANA

Per i diritti e il reddito

“Prometeo 3”: rete di sostegno per i lavoratori atipici

Si chiama “Prometeo 3” e vorrebbe essere una rete di sostegno per i lavoratori atipici: in una parola coloro che vivono la precarietà del posto di lavoro. In pratica si tratta di una serie di sportelli (56 in tutta la Toscana) in cui trovare informazione, orientamento, assistenza e, ancora, interventi formativi e attività finalizzate alla qualificazione professionale. È un progetto promosso e finanziato dalla Regione, che rilancia in chiave aggiornata un’iniziativa partita anni fa grazie al primo Fondo sociale europeo e rivolta ai lavoratori atipici, ovvero coloro che lavorano con contratti diversi da quello a tempo indeterminato. A realizzarlo sono Cgil, Cisl e Uil in attuazione del Patto per i lavoratori atipici, siglato da Regione e parti sociali nel luglio scorso. “L’obiettivo della stabilizzazione di questi lavoratori resta per noi prioritario – spiega l’assessore all’Istruzione, Formazione e Lavoro, Gianfranco Simoncini – ma la gravità della crisi e l’altissimo numero di contratti atipici presente nel mercato del lavoro toscano ci impongono un’azione a tutto tondo per sostenerne diritti e reddito”. Un fenomeno in crescita. “Rivolgendosi agli sportelli della rete ‘Prometeo 3’ – sottolinea Ciro Recce, della Cisl – i lavoratori atipici potranno conoscere e approfondire le opportunità esistenti, trovare assistenza legale e fiscale e iniziative di formazione e riqualificazione professionale. La rete, che ad oggi conta 56 sportelli disseminati sul territorio, si affianca ad un portale realizzato per fornire ai lavoratori informazioni sui servizi erogati dagli sportelli e sulla normativa esistente”. La Regione ha finanziato “Prometeo 3” con 5 milioni e 400 mila euro, tratti dal Programma operativo del Fondo sociale europeo per il periodo 2008-2013. Gli sportelli attivati sul territorio sono così suddivisi: 12 a Firenze, 4 ad Arezzo, 5 a Grosseto, 5 a Livorno, 8 a Lucca, 5 a Massa Carrara, 4 a Pisa, 5 a Pistoia, 3 a Prato e 5 a Siena. Poi c’è il portale Prometeo3.it. “In Toscana – ricorda Recce – i contratti atipici sono, negli ultimi anni, la modalità prevalente di ingresso nel mercato del lavoro. La crisi economica ha acuito un fenomeno che era già evidente nella nostra regione”. Alcuni dati. Nel 2008 (fonte: Osservatorio regionale mercato del lavoro) su poco più di 1 milione di occupati i dipendenti a termine erano 153 mila, il 13,8% del totale. Se a questi aggiungiamo i collaboratori (co.co.co, a progetto, occasionali) si arriva a quota 16,4%, qualcosa di più del dato nazionale (15,9%). La modalità flessibile è quella prevalente e riguarda oltre l’80% delle nuove assunzioni (nel 2004 era il 75%). Molto forti le differenze di genere: in tutte le fasce di età le donne sono più numerose degli uomini nelle occupazioni flessibili. Nella maggior parte dei casi la flessibilità non è una scelta volontaria ma l’unica forma di occupazione possibile. “Prometeo” nasce da un accordo Regione-sindacati stipulato nel 2002. Fin da subito prevede una stretta relazione, da una parte, coi Centri per l’impiego per la costituzione degli sportelli, dall’altra, con le Province, alle quali è stata affidata la gestione delle politiche attive per il lavoro. L’esperienza è poi proseguita con una nuova edizione del progetto nel 2007-2008 ed è sulla base dell’esperienza acquisita e delle richieste degli utenti che si è deciso di avviare la fase 3, aggiornandone le modalità e adeguandole alla nuova realtà del mercato del lavoro.a cura di Simone PitossiSchedaIn questi anni la Regione ha messo in campo misure specifiche per sostenere le imprese che assumono a tempo indeterminato o stabilizzano i lavoratori a termine. Dal 2007 esiste il fondo per incentivare la stabilizzazione. Il fondo garanzia operante presso le banche per la concessione di prestiti ha consentito, invece, di attivare pratiche per 241 lavoratori e un volume di prestiti pari a 969 mila euro. Da considerare anche l’una tantum di 1.650 euro per coloro che hanno perduto il lavoro e non possono accedere agli ammortizzatori sociali (previsti solo per i lavoratori dipendenti a tempo indeterminato). Lo scorso ottobre è stato inoltre varato un provvedimento per incentivare il rinnovo e la prosecuzione dei contratti a tempo determinato in scadenza, grazie a 1 milione di risorse tratte dal bilancio regionale. Da citare infine – visto che la quota di donne che lavora con contratti precari è superiore a quella degli uomini – anche le misure per incentivare l’occupazione femminile, in particolare il rientro delle lavoratrici over 35 che hanno lasciato per dedicarsi ai figli e alla famiglia. In particolare il fondo per la stabilizzazione e per l’assunzione dei lavoratori in mobilità ha visto, nel 2009, 432 lavoratori stabilizzati per una spesa complessiva di 1 milione e 465 mila euro.(11 dicembre 2009)