TURCHIA
Il Natale nel Paese della Mezzaluna, aspettando la chiesa di Tarso
Quello prossimo sarà il primo Natale dopo la celebrazione dell’Anno Paolino. La comunità cattolica turca, meno di 40 mila fedeli, sparsa nel Paese, lo vivrà con “rinnovato vigore e coraggio, grazie alla presenza di migliaia di pellegrini che sono arrivati sulle orme dell’apostolo Paolo. Un flusso che seppur rallentato, in questo periodo dell’anno, non sembra, tuttavia, fermarsi”. Così il vicario apostolico dell’Anatolia, nonché presidente della Conferenza episcopale di Turchia, mons. Luigi Padovese, racconta a SIR Europa come i cattolici del Paese si apprestano a vivere il prossimo Natale. “Non abbiamo particolari tradizioni, se non quelle che ci accomunano e legano alla Chiesa universale – spiega il presule – alla quale da sempre ci sentiamo appartenere, e specialmente adesso, che abbiamo da poco celebrato il Giubileo di san Paolo”.A proposito di Anno Paolino, si era molto parlato della concessione della chiesa, oggi museo, di Tarso. Quando potrà essere riconsegnata al culto dei cristiani?“Ho chiamato, giusto pochi giorni fa, il consigliere del ministro del Turismo e della Cultura ma non ho avuto conferme su quanto la stampa locale sta riportando circa una concessione, in tempi brevi, della Chiesa così tanto visitata dai pellegrini. A livello ufficiale non ci sono stati passi in avanti. So che, a riguardo, c’è stato un interesse sia da parte dell’ambasciata turca presso la Santa Sede sia da parte degli industriali di Mersin, grande centro vicino a Tarso, che avendo interessi economici stanno premendo per questa concessione. Dalle istituzioni stiamo aspettando un si definitivo. Dei piccoli passi avanti sono stati fatti: per esempio, tra qualche mese verrà inaugurata una chiesa dei siro-cattolici a Iskenderun, che, diventata un cinema a luci rosse, è stata restaurata ed ora verrà restituita come chiesa. Per Tarso siamo in una situazione di attesa”.Piccoli segnali che fanno sperare in un futuro migliore per le minoranze in Turchia e che potrebbero avvicinare questo Paese all’Europa…“Credo che la priorità in Turchia sia quella di creare un clima di vera libertà religiosa e non solo in vista dell’ingresso in Europa. Il problema è la maturazione all’interno del Paese e per il bene del suo popolo. Mi pare positivo che, in occasione del referendum sui minareti in Svizzera, molti giornali turchi si siano posti l’interrogativo se all’interno del Paese i cristiani godano degli stessi diritti degli altri. Porsi questa domanda mi pare importante”.Che Natale sarà questo, il primo dopo l’Anno Paolino?“Grazie all’Anno Paolino si è spalancata la porta anche sulla Turchia e su queste zone che non erano visitate dai turisti e dai pellegrini. Questo Giubileo ha portato tanti pellegrinaggi e continuerà a farlo ed è proprio questa circostanza che ha dato una maggiore visibilità alla comunità cristiana di Turchia che, lo ribadisco, è formata da cittadini turchi a pieno titolo e che per questo vantano i medesimi diritti del resto della popolazione. Occasioni come queste del Natale aiutano ad allontanare quell’idea secondo cui un cittadino turco non può che essere musulmano. Per questo vivremo le prossime celebrazioni natalizie con un rinnovato vigore e coraggio”.Cattolici e cristiani insieme, nello stesso giorno?“Si. Anche le comunità cristiane ortodosse hanno assunto la data del 25 dicembre per celebrare il Natale. Un fenomeno di osmosi che ci permette di condividere insieme, seppur con riti diversi, le stesse celebrazioni. Ma c’è un fatto, se vogliamo, ancor più significativo…”. Quale?“Nel giorno di Natale ci sono anche tanti musulmani che vengono da noi per condividere la nostra gioia e la nostra festa. È il momento nel quale le chiese di Turchia si riempiono di cristiani e dei loro fratelli musulmani per un significato altamente simbolico di integrazione e condivisione. Cristo è una grazia per tutti quanti, per quelli che lo professano come profeta e per chi come noi lo professa come Figlio di Dio e salvatore del mondo. Una festa comune, quella di Dio che ama ogni uomo”.