L’Ue in breve

Europa "concreta", i fatti del 2009Cosa ha fatto per me l’Unione europea nel 2009? Per rispondere a questa domanda ricorrente, la Commissione ha pubblicato on line (http://ec.europa.eu/snapshot, in inglese, prossimamente seguito da traduzione nelle altre 22 lingue ufficiali) un annuario che "mostra alcune delle principali realizzazioni dell’Unione" negli ultimi dodici mesi. "L’annuario contiene una rassegna di progetti riusciti nei quali l’azione" comunitaria "ha ottenuto risultati tangibili per i cittadini in ambiti che variano dalla ricerca per scoprire nuove cure per la demenza fino a soluzioni proposte per attenuare gli effetti della crisi economica". Margot Wallstrom, responsabile della strategia della comunicazione, ha spiegato: "Gli esempi proposti nell’annuario dimostrano che l’Ue ottiene risultati positivi e visibili nella nostra vita quotidiana come cittadini, consumatori e lavoratori". Fra i risultati segnalati nell’annuario (che sarà anche stampato sotto forma di brochure), figurano la riduzione dei costi delle comunicazioni con telefono mobile, l’impegno contro la fame nel mondo, la cura per l’ambiente, l’azione contro le calamità naturali, la protezione della biodiversità, l’impegno per la sicurezza dei consumatori che effettuano acquisti on line. L’Ue realizza internet multilingueUna "vera Europa del multilinguismo" nasce anche attraverso internet, essendo la rete tra gli strumenti di comunicazione (culturale, sociale, economica) ormai più diffusi al mondo. Per questa ragione l’Ue ha voluto fare in modo che le aziende o le organizzazioni dei 27 Stati Ue potessero registrare domini web .eu impiegando i caratteri delle 23 lingue ufficiali dell’Unione. "Concretamente significa che, grazie alle nuove norme, nella registrazione si possono per esempio usare nomi in caratteri greci o cirillici". "I nomi di dominio internazionalizzati .eu, ovvero il nostro dominio europeo di primo livello – ha spiegato Viviane Reding, commissaria per la società dell’informazione -, rappresentano un notevole passo avanti verso una rete veramente globale e allo stesso tempo locale". Molti utenti di internet provengono "da paesi in cui le lingue non sono basate sull’alfabeto latino e desiderano naturalmente avvalersi dei loro propri alfabeti. Il varo dei domini internazionalizzati .eu risponderà ancora meglio alle esigenze di un’Europa multilingue e multiculturale". Tra le innovazioni ricordate, vi è quella relativa all’utilizzo di particolari segni linguistici presenti nello spagnolo, nel catalano, nel basco, nel francese o nel portoghese. Eurostat, un ritratto dei giovaniUn quinto della popolazione comunitaria, con caratteristiche e problemi spesso analoghi anche oltre le frontiere statali, ma con "significative specificità nazionali". Eurostat fotografa la gioventù europea con il rapporto intitolato "Youth in Europe – A statistical portrait", dal quale si evince che i cittadini Ue con un’età compresa tra 15 e 29 anni sono 95 milioni. Fra i numerosi capitoli indagati dal rapporto (educazione, lavoro, stili di vita, consumi), emerge che "il 19,2% dei giovani con un modesto livello di formazione scolastica" (primo ciclo dell’insegnamento secondario) "è senza lavoro, mentre tale percentuale scende al 9,1%" per i diplomati. Un’altra particolarità riguarda l’età in cui gli under-29 lasciano la famiglia d’origine: "Il dato varia sensibilmente da paese a paese – spiegano gli esperti di Eurostat -, comunque in tutti gli Stati Ue i maschi abitano più a lungo delle femmine con i loro genitori". Il lavoro preoccupa più della sicurezzaIl primo problema, per gli europei, è la disoccupazione, benché si riconosce un miglioramento temporaneo della situazione generale dell’economia; rimane però latente la preoccupazione che "il peggio possa ancora arrivare". È quanto emerge da un’indagine di Eurobarometro diffusa il 14 dicembre. Secondo l’istituto demoscopico dei 27, "la maggior parte degli europei (54%) ritiene che il peggio debba ancora venire per quanto riguarda l’impatto della crisi sul lavoro, mentre il 38% considera che essa abbia già raggiunto il suo apice". "Il 30% degli europei è invece del parere che i prossimi dodici mesi saranno migliori, il 38% considera che la situazione rimarrà immutata e il 21% si aspetta un peggioramento". Aspettative "più positive sono state registrate per il futuro dell’economia mondiale: il 29% dei cittadini ritiene che i prossimi 12 mesi saranno migliori, il 36% pensa che saranno uguali e il 24% teme un peggioramento". Secondo l’indagine diffusa da Eurobarometro, il 51% delle persone interrogate considera la disoccupazione come "il problema attualmente più importante nel proprio paese". La situazione economica viene al secondo posto (40%), mentre l’inflazione (19%) occupa il terzo posto assieme alla criminalità.