PENSIERI DEL PAPA

A quattro Paesi europei

Bielorussia, Danimarca, Finlandia, Lettonia

Il 17 dicembre Benedetto XVI ha ricevuto in udienza i vescovi della Bielorussia in visita ad limina, oltre ad alcuni ambasciatori presso la Santa Sede in occasione della presentazione delle lettere credenziali. Presentiamo spunti dei discorsi che il Papa ha rivolto ai presuli bielorussi e agli ambasciatori di Danimarca, Finlandia e Lettonia.Bielorussia. “È particolarmente importante” annunciare “con rinnovato entusiasmo ed incisività il perenne Messaggio del Vangelo in una società che non è immune dalle tentazioni della secolarizzazione, dell’edonismo e del relativismo: i problemi della denatalità, della fragilità delle famiglie e dell’illusione di trovare fortuna al di fuori della propria terra ne sono un segno” ha detto il Papa ai vescovi della Bielorussia. “Di fronte a tali sfide compito urgente dei pastori è evidenziare la forza della fede” per “contribuire a preservare la profonda identità cristiana della nazione, nel dialogo rispettoso con le altre culture e religioni”. Secondo Benedetto XVI “oggi viviamo in una sorta di emergenza educativa”; è pertanto necessario “moltiplicare gli sforzi per offrire, in primo luogo alle nuove generazioni, una valida formazione”. Nel rilevare l’importanza di “richiamare quei valori cristiani che hanno contribuito in modo determinante alla costruzione della civiltà europea”, il Papa ha esortato i presuli a intensificare “la fraterna collaborazione con la Chiesa ortodossa di Bielorussia” anche con il “significativo apporto” della “piccola, ma fervente Comunità greco-cattolica presente nel Paese”.Danimarca. “Le decisioni politiche e diplomatiche in gioco nell’affrontare le richieste di una materia così complessa, saranno il test di prova della volontà dei partecipanti (al summit sul clima di Copenhagen, ndr) di superare gli interessi nazionalistici e a breve termine a favore di benefici a lungo termine per l’intera famiglia umana”, ha detto il Pontefice rivolgendosi all’ambasciatore di Danimarca. Benedetto XVI ha rammentato che “i membri della Chiesa cattolica” in Danimarca “continueranno a pregare e a lavorare per lo sviluppo spirituale, sociale e culturale di tutta la popolazione”, attenti, “in collaborazione ecumenica con gli altri cristiani, ai bisogni delle comunità di immigrati presenti nel Paese e degli altri gruppi vulnerabili”. “Anche gli allievi della scuole della Chiesa – ha concluso – servono la nazione testimoniando l’amore e la verità di Cristo”.Finlandia. “Da oltre 60 anni la Sant Sede intrattiene cordiali relazioni diplomatiche con la Finlandia” e “sono molti gli obiettivi comuni e le questioni internazionali” su cui è possibile “continuare a lavorare insieme” ha detto il Papa all’ambasciatore finlandese. Richiamando l’impegno della Finlandia “nel costruire armoniose relazioni con l’Europa, in particolare tra gli Stati membri Ue”, Benedetto XVI ha osservato che il suo confine con la Russia “le consente di essere un ponte verso quella terra, e la sua vicinanza agli Stati baltici” favorisce “lo sviluppo della cooperazione e del mutuo scambio tra questi e le terre del Nord”. Analizzando la situazione interna del Paese, il Papa ha messo in guardia dal rischio che lì, “come altrove in Europa, alcuni valori vengano erosi dal processo di secolarizzazione”. “Comprendo – ha spiegato – le pressioni che i governi devono affrontare quando viene loro richiesto in modo insistente” di accogliere “in nome della tolleranza, una serie sempre più ampia di punti di vista e di stili di vita”, ma, ha ammonito, “la virtù della tolleranza non trae vantaggio dal sacrificio della verità, soprattutto la verità che riguarda la dignità della persona umana”.Lettonia. “Per l’unicità della sua posizione”, la Lettonia ha giocato un importante ruolo nello sviluppo commerciale e culturale dell’Europa”, ed ora, membro Ue dal 2004, “è chiamata a condividere l’impegno del continente” per “una maggiore cooperazione internazionale al fine di consolidare la libertà, la pace e la prosperità dei suoi popoli”. Così Benedetto XVI all’ambasciatore di Riga. Richiamando la visita, nel 1993, di Giovanni Paolo II nel Paese e il suo auspicio di “una maggiore unità fra i cristiani come sostegno all’unità nazionale e priorità per il suo rinnovamento”, Benedetto XVI ha espresso la speranza che “tale rinnovamento si attui in tempi brevi”. Il popolo lettone, ha osservato, “è noto per amare la propria terra e proteggerla dal degrado ambientale”. “Coltivando le risorse ricevute da Dio, proteggendo la dignità e rispettando la vita umana, promuovendo la vocazione dell’uomo ad un umanesimo aperto” al trascendente, la Lettonia, ha aggiunto il Papa, diverrà certamente un modello di sviluppo” rispettoso della dignità della persona umana e “sensibile alle esigenze di un’economia sostenibile”. Infine l’auspicio che i governanti “cerchino vie efficaci” per superare la crisi economica che “ha avuto seri effetti sull’economia della nazione, generando povertà, disoccupazione” e “incertezza per il futuro”.