COMMISSIONE UE

I candidati si preparano

Dall’11 al19 gennaio le audizioni e il 26 gennaio il voto dell’emiciclo

Sarà una vacanza natalizia all’insegna dello studio per i politici designati a far parte della futura Commissione Barroso. Dall’11 al 19 gennaio, infatti, si terranno le audizioni dei singoli candidati presso le commissioni del Parlamento Ue; il 26 gennaio sarà la volta della votazione in emiciclo. Una successiva ratifica del Consiglio europeo porrà il collegio in grado di operare, il che dovrebbe avvenire entro febbraio.[precedente scheda in SIR Europa, n. 85/11 dicembre 2009]Per un collegio “efficace”. Il Parlamento valuterà i commissari designati con audizioni relative ai compiti loro assegnati dai rispettivi portafogli: sarà un vero e proprio esame in base alle competenze generali, all'”impegno europeo” e alle “garanzie di indipendenza” personale che offrono rispetto al proprio Stato membro. La Commissione, infatti, è garante dei Trattati e opera per tutelare gli interessi comunitari, non quelli dei singoli Stati. Il presidente José Manuel Barroso ha già radunato più volte i designati. In una lettera inviata loro, il politico portoghese ha spiegato che per essere efficace, l’Esecutivo dovrà “formare un partenariato con gli Stati aderenti e le altre istituzioni, e in particolare il Parlamento europeo”.Diversi quarantenni. Due ruoli decisivi nella nuova squadra guidata da Barroso andrebbero a rappresentanti di Bucarest e della Valletta. Dacian Ciolos, romeno, è il più giovane dei commissari designati, essendo nato nel 1969. Politicamente si definisce “indipendente”: guiderà l’agricoltura e lo sviluppo rurale. Il quarantenne è già stato ministro dell’agricoltura nel suo paese. John Dalli, invece, classe 1948, maltese, più volte ministro, membro del Partito nazionalista che fa capo al Ppe, si occuperà di salute e politica dei consumatori. Allo slovacco Maros Sevcovic spetteranno le deleghe all’amministrazione e relazioni interistituzionali e sarà anche vicepresidente. Commissario per l’educazione in questi ultimi mesi, Sevcovic è nato nel ’66: ha alle spalle una carriera da diplomatico e non appartiene ad alcuna famiglia politica europea. L’economista ungherese László Andor, anch’egli della classe 1966, si è visto assegnare gli affari sociali e l’inclusione. Non è iscritto a partiti, ma ha più volte svolto incarichi per i socialisti del suo paese. Rumiana Jeleva, quarantenne bulgara, già ministro degli esteri a Sofia ed europarlamentare (Ppe), si occuperà di cooperazione internazionale, aiuti umanitari e risposta alle crisi.Deleghe e “case politiche”. Appartiene alla famiglia dei Popolari Connie Hedegaard, danese, 49 anni, che ha ricoperto un ruolo di primo piano nella preparazione della Conferenza di Copenaghen sul cambiamento climatico. Già ministro dell’ambiente, proseguirà il suo impegno con la nuova delega all’azione per il clima. Stessa casa politica per l’italiano Antonio Tajani, vicepresidente, che ha lasciato i trasporti per assumere la guida di industria e imprenditoria; 56 anni, formazione giuridica, giornalista, è stato a lungo eurodeputato. Anche Siim Kallas sarà vicepresidente, assumendo l’incarico appartenuto a Tajani. Nato in Estonia nel 1948, liberaldemocratico, è stato premier, ministro degli esteri e dell’economia. Finora da commissario si era occupato di audit e lotta antifrode. Deleghe di peso anche per Polonia e Austria. Janusz Lewandowski, economista, nato nel 1951, già eurodeputato affiliato al partito popolare (a Varsavia fa riferimento a Piattaforma civica) avrà il compito del bilancio e della programmazione finanziaria. L’austriaco Johannes Hahn andrà invece alla politica regionale: nato nel ’57, rappresentante del Partito popolare, è stato ministro della ricerca.Volti noti, facce nuove. La greca Maria Damanaki è stata invece indirizzata agli affari marittimi e pesca: 57 anni, ingegnere chimico, è stata eletta al Parlamento di Atene per i socialisti. Non dichiara invece particolari simpatie politiche il ceco Stefan Füle, diplomatico, classe 1962, già ministro per gli affari comunitari a Praga: Barroso gli ha assegnato la delega per allargamento e politica di vicinato. Il belga Karel De Gucht (1954, liberale fiammingo), finora commissario allo sviluppo, già ministro degli esteri, occuperà la poltrona al commercio. È stato liberale, per poi passare al Ppe, il lettone Andris Piebalgs, fisico, 52 anni, ex ministro; finora responsabile a Bruxelles per l’energia, passa alla delega dello sviluppo. Máire Geoghegan Quinn, irlandese, ha ricevuto l’incarico per ricerca e innovazione. Tra poco compirà 60 anni: insegnante, più volte ministro, fa parte del Fianna Fáil, partito che a livello europeo afferisce al gruppo liberale. Lo sloveno Janez Potocnik, commissario uscente alla ricerca, passa all’ambiente: nato nel ’58, economista, indipendente, è stato ministro per le politiche comunitarie. Infine Androulla Vassiliou, liberale, già commissaria per i consumatori, giurista 65enne, guiderà il dicastero educazione, cultura, multilinguismo e giovani.