TAIZÉ
A Poznan il 32° incontro dei giovani europei
Il Papa e i leader delle Chiese cristiane d’Europa hanno fiducia nei giovani e si aspettano da loro una testimonianza di “speranza” nel mondo. Sono messaggi di incoraggiamento quelli inviati da papa Benedetto XVI, l’arcivescovo di Canterbury Rowan Williams, il Patriarca ecumenico di Costantinopoli Bartolomeo I ai 30 mila giovani che da tutta Europa si apprestano a vivere anche quest’anno il 32° incontro di giovani animato dalla comunità di Taizé e in programma dal 29 dicembre al 2 gennaio a Poznan, in Polonia. Dal Portogallo alla Russia, dalla Svezia alla Croazia, tutti i paesi europei saranno rappresentati. Risalgono al 1978 gli incontri europei animati dai fratelli di Taizé. Hanno avuto luogo a Parigi, Barcellona, Londra, Roma, ed anche a Praga, Budapest, Milano, Bruxelles. L’incontro europeo ha avuto luogo già tre volte in Polonia, due volte a Wroclaw (1989 e 1995), ed una volta a Varsavia (1999). Questi incontri si inseriscono in quello che fr. Roger, il fondatore della comunità, chiamava il “pellegrinaggio di fiducia sulla terra”. Durante l’incontro di quest’anno in Polonia, i giovani saranno ospiti in mattinata nelle 150 parrocchie delle diocesi di Poznan e di Gniezno. Il pomeriggio si ritroveranno alla Fiera della città per le preghiere comuni ed incontri su temi di carattere sociale e spirituale. I messaggi. “Il Papa – si legge nel messaggio di Benedetto XVI – ha fiducia in voi per andare ad incontrare uomini e donne che hanno perduto il senso di Dio, che lo cercano a tastoni, talvolta senza neppure saperlo. Essi hanno bisogno di incontrare dei veri testimoni affinché risplenda per loro il volto di Cristo. Che Dio ispiri in voi i gesti e le parole che renderanno accessibile ad altri, dopo il vostro ritorno nei vostri paesi, la speranza che vi permette di vivere e lo slancio che il suo Spirito vuole dare ad ogni vita umana”. Ai giovani Rowan Williams, leader della Comunione anglicana, scrive: “Abbiamo visto come l’umanità è sfigurata e ferita da false idee di ricchezza, da false idee di sicurezza, da false idee di libertà. La nostra vocazione di cristiani è quella di svelare di fronte al mondo la verità del nostro destino umano”. Ma ciò comporta – aggiunge Williams – “una generosità senza limite di fronte ad esse, risolutezza di fronte al pericolo ed al sacrificio che ciò comporta, e soprattutto, gioia nel perseguire questo cammino. Ecco la verità, ecco l’umanità svelata, ecco la vita”. Dal patriarca ecumenico di Costantinopoli Bartolomeo I, giunge l’invito ai giovani “ad essere testimoni viventi di Cristo che è nato, testimoni di Cristo che è risorto, del Dio entrato nella storia, del Dio della creazione. In che modo portare questa testimonianza? Lo dice Cristo stesso nel Vangelo di san Giovanni: “Da questo tutti sapranno che siete miei discepoli, se avete amore gli uni per gli altri” (Giovanni 13, 35). Dunque, non abbiate paura!”. Anche il presidente della Commissione Europea, Manuel Barroso ha scritto un messaggio agli “amici di Taizé” sottolineando che “la città di Poznan e la Polonia, che sono state scelta dalla comunità di Taizé per il vostro incontro di quest’anno, evocano due date cruciali per la nostra storia: l’inizio della seconda guerra mondiale, nell’agosto del 1939, e la caduta della cortina di ferro nell’autunno del 1989, che ha permesso il ritorno della democrazia in Europa centrale ed aperto la via alla riunificazione del nostro continente”.La Lettera di fr. Alois. La “Lettera dalla Cina” scritta dal priore della comunità di Taizé frère Alois e che quest’anno farà da testo base per la meditazione, è titolata “In ogni essere umano, un’attesa” perché “Qualunque sia la nostra cultura, la nostra età o la nostra storia, abbiamo in comune un’attesa, una sete di pienezza di vita”. Alois rivolge ai giovani un invito: “Lasciamo dunque che si risvegli in noi la più profonda delle attese: il desiderio di Dio! È vero che lo spirito di meraviglia e di adorazione non è facile da mantenere nelle nostre società dove è valorizzata l’efficacia immediata. Eppure nei lunghi silenzi, dove apparentemente non accade nulla, lo Spirito Santo opera in noi, senza che sappiamo come”. La lettera di fr. Alois è ricca (nelle note) di riferimenti all’impegno sociale, sotto diversi punti di vista e di azione. Prima di tutto economica: “Un rifacimento del sistema economico e finanziario mondiale non avviene senza un cambiamento del cuore umano: come gettare le basi di un sistema più giusto fintanto che certuni continuano ad accumulare ricchezze a scapito degli altri?”. Altro fronte di azione è finalizzata ad una “più grande giustizia sulla terra”: “Ci sono ancora 9 milioni di bambini di età entro i cinque anni – scrive fr. Aois – che muoiono ogni anno, e il 29% dei bambini che sopravvivono nei paesi in via di sviluppo sono vittime della malnutrizione. È questa una realtà del tutto inaccettabile”. Infine la pace nel mondo: “Non mancano le analisi e gli appelli che si prefiggono di promuovere la giustizia e la pace. Ciò che manca è la motivazione necessaria a perseverare al di là delle buone intenzioni”.