FAMIGLIA IN EUROPA
Il card. Ennio Antonelli (Pontificio Consiglio Famiglia) alla Fafce
“A partire dal Libro verde del 2005, il cosiddetto inverno demografico è sempre più all’attenzione del Parlamento e della Commissione europea e anche della stampa e dell’opinione pubblica”. Sempre più, “ma ancora non abbastanza, ci si rende conto che è a rischio lo sviluppo sociale, economico, culturale e religioso dei nostri popoli”; per questo, avverte il card. Ennio Antonelli, presidente del Pontificio Consiglio per la Famiglia, l’Unione europea dovrebbe dotarsi “di istituzioni e strumenti specifici per una efficace politica familiare”. Il card. Antonelli è intervenuto nei giorni scorsi a Bruxelles ad un incontro promosso dalla Fafce (Federazione associazioni familiari cattoliche europee – www.fafce.org) su “Famiglia e futuro dell’Europa”.Sempre più anziani. Nell’Ue, ha osservato il presidente del dicastero vaticano, “i due terzi delle famiglie è senza figli; l’indice medio di fecondità per donna è di 1,56”, al di sotto della quota di ricambio generazionale (2,1 per donna). Gli 85 milioni di anziani sopra i 65 anni “superano già gli adolescenti e i bambini sotto i 14 anni che sono 78,5 milioni”, e per il 2050 si prevede che gli anziani sopra i 65 anni “saranno 135 milioni, pari a un terzo della popolazione, mentre gli adolescenti e i bambini dai 15 anni in giù saranno solo un ottavo (60 milioni)”. “A fronte di una minore produttività avremo un pesantissimo aumento delle spese per pensioni, sanità e assistenza: si va incontro al crollo dello Stato sociale” avverte il card. Antonelli, convinto che “al risanamento della situazione non potrà bastare l’immigrazione. Il rimedio va cercato in altra direzione”.Le misure da intraprendere. Nella sua ultima enciclica Benedetto XVI esorta a rifiutare la “mentalità antinatalista” che viene diffusa “come se fosse un progresso culturale” e a riconoscere che “l’apertura alla vita è al centro del vero sviluppo”, rammenta il porporato, secondo il quale “bisogna rivalutare culturalmente la maternità e la paternità”. Rilevando che nell’Ue l’aborto “miete ogni anno un numero di vittime pari a un quinto dei bambini nati”, il card. Antonelli invita a “contrastarlo, assicurando alla madre le forme di accompagnamento e di aiuti di cui ha bisogno”. In ogni caso, ammonisce, “vanno contrastati energicamente i tentativi di introdurre nella legislazione il diritto all’aborto, che allora perderebbe la sua configurazione di male tollerato”, e “va fermamente rivendicato il diritto all’obiezione di coscienza di medici, operatori sanitari e farmacisti”. Poiché “molte donne sono costrette a scegliere tra professione e maternità”, occorrono “orari flessibili, telelavoro, congedi di maternità adeguatamente retribuiti, congedi parentali, servizi per l’infanzia, incentivi per reti di famiglie”. Urgente, infine, “una politica di consistente sostegno economico alle famiglie che hanno figli”. Oltre a sconti ed agevolazioni, occorre “rendere equo e commisurato al carico familiare il prelievo fiscale (deduzioni, detrazioni, quoziente familiare per l’Irpef; tassa sulla casa calcolata non solo in base alla superficie)”. Insostituibile missione educativa. “L’unità e la stabilità della coppia parentale è il dono e l’aiuto più grande che si possa dare ai bambini” ma in Europa, osserva ancora il porporato, “mentre i matrimoni calano sensibilmente ogni anno, i divorzi crescono: ormai sono più di un milione l’anno, quasi la metà dei matrimoni. Negli ultimi dieci anni sono stati 10,3 milioni e hanno coinvolto oltre 17 milioni di bambini”. I figli dei divorziati sono affidati per l’85% alla madre e se “alcuni anni dopo la separazione dei genitori la maggior parte di loro si stabilizza”, “il 25% presenta problemi psicologici, scolastici e sociali, mediamente in misura del doppio rispetto ai figli di genitori uniti”. La società, prosegue il cardinale, “ha bisogno della famiglia; ma anche la famiglia ha bisogno della società e attende di essere messa in grado di compiere la sua insostituibile missione educativa. Occorre garantire, per quanto è possibile, il diritto dei bambini a vivere con ambedue i genitori e ad avere un padre e una madre nelle adozioni; scoraggiare il divorzio e incentivare la stabilità dell’unione coniugale; tutelare l’identità naturale della famiglia nei confronti di altre forme di convivenza, a differenza di quanto ha fatto a suo tempo il Pe che ha sollecitato gli Stati membri a equiparare nella legislazione le unioni di fatto”. Per il card. Antonelli è inoltre necessario “diffondere una cultura dei diritti e dei doveri della famiglia; riconoscere il diritto dei genitori a educare i figli secondo le loro convinzioni etiche e religiose; rendere effettiva la loro libertà di scegliere tra scuola statale e non statale; salvaguardare l’unità familiare degli immigrati e favorire la loro integrazione sociale e culturale nel rispetto dei valori autentici della loro tradizione”.