Belgio, Inghilterra, Scozia-Irlanda

Belgio: un appello per dare alloggio ai rifugiatiNel contesto della crisi degli alloggi per le persone in situazione di precarietà, e del grande freddo invernale, l’arcivescovo di Malines-Bruxelles, card. Godfried Danneels, ha lanciato un appello a favore dei richiedenti asilo denominato “Cerchiamo un luogo per i richiedenti asilo”. “Con l’inverno – afferma il cardinale – come non essere preoccupati per la situazione precaria in cui versano le persone in attesa di regolarizzazione? In occasione del Natale, mi unisco alla Caritas internazionale e chiedo a tutte le parrocchie e istituzioni cattoliche di cercare degli spazi, non adibiti a luoghi di culto, disponibili per accogliere questi fratelli e sorelle privi di alloggio”. Il card. Danneels aggiunge: “sono consapevole che non è tutto possibile, tuttavia non vorrei che accadesse quello che è capitato a Gesù nella mangiatoia, per lui infatti non c’era posto a Betlemme”. L’appello del porporato è stato subito raccolto dal consiglio interdiocesano dei laici che si è impegnato a sensibilizzare i suoi membri affinché diano una risposta positiva e vivano così il Natale nella condivisione e nell’attenzione dei bisogni dei più poveri”.Inghilterra: “a casa” per NataleUna preghiera speciale a santa Monica, che ha chiesto per anni a Dio il ritorno di sant’Agostino alla Chiesa, perché aiuti coloro che sono distanti dalla comunità ecclesiale a farvi ritorno. L’ha diffusa “Case”, l’agenzia per l’evangelizzazione della Conferenza episcopale di Inghilterra e Galles, nell’ambito della campagna “Come home for Christmas”, ovvero “Torna a casa per Natale”, giunta ormai al suo terzo anno. “La preghiera fa parte di una novena, che si è chiusa il 20 dicembre, alla quale hanno partecipato tutti i gruppi di cui fanno parte madri cattoliche”, spiega Clare Ward, responsabile di “Case”. “Una indagine condotta dal ‘Tear Fund’, associazione che punta ad aiutare le persone ad uscire dalla povertà, ha provato che ci sono tre milioni di cattolici in Inghilterra e Galles che tornerebbero alla Chiesa se qualcuno li invitasse”, aggiunge Ward che rivela: “in molti ci hanno contattato, per telefono o per posta elettronica, per farci sapere che sono tornati alla chiesa grazie alla nostra campagna”. Sempre in ambito natalizio si segnala l’iniziativa promossa dal sito dei vescovi inglesi (Catholic-ew.org.uk) che propone una rilettura dei passi del Vangelo relativi all’Avvento, attraverso ventisei film famosi come “Simon Birch”, “Bad Lieutenant”, “Lourdes”, “Beyond Rangoon”, “The mission”, “At first sight”, “Molokai”, “Il pranzo di Babette”, “Up”, “Jesus son” e “Deep Impact”. A guidare le riflessioni, scaricabili dal web, è don Peter Malone, un critico di film, ex presidente di “Signis”, l’associazione mondiale cattolica per la comunicazione.Scozia-Irlanda: Natale, liturgia della speranzaRiflessioni improntate sul tema della speranza, quelle proposte, attraverso il sito dei vescovi irlandesi, (Catholicbishops.ie) dall’arcivescovo di Dublino Diarmuid Martin e del direttore del centro nazionale per la liturgia don Patrick Jones. Al centro delle preghiere di quest’anno, in particolare nella diocesi di Kildare e Leighlin, tutti coloro che sono stati colpiti dalla crisi economica e finanziaria. Come segno concreto è stato distribuito in una busta una calamita per il frigorifero che riportava una frase di san Paolo con un messaggio del vescovo Moriarty e una preghiera per le famiglie da recitare prima del pranzo di Natale. La capanna di Betlemme nel centro delle città scozzesi di Edimburgo e di Glasgow. A spiegare il significato dell’iniziativa è Peter Kearney, portavoce della conferenza episcopale scozzese: “la Scozia è una nazione molto secolarizzata. Per questo è significativo che sin dall’inizio dell’Avvento una capanna che simboleggia la nascita di Gesù sia stata posta nel mezzo di Princess Street, nel cuore di Edimburgo, dal cardinale cattolico Keith O’ Brien e da altri leader religiosi. Così avviene anche a Glasgow, inaugurata dall’arcivescovo mons. Mario Conti. La natività è ancora al centro della vita civile scozzese e molte altre capanne sono visibili in posti pubblici in tutta la Scozia e nelle case di tante famiglie”.