NATALE E DISOCCUPATI

L’angoscia e la speranza

Pomigliano d’Arco: a Natale il vescovo di Nola celebra la messa con i lavoratori Fiat

“Caro Babbo Natale, fai trovare sotto l’albero il rinnovo del contratto per papa”: è la letterina che ha scritto una bambina di 10 anni, figlia di uno dei 93 precari della Fiat auto di Pomigliano d’Arco (Napoli), per i quali l’azienda ha deciso di non rinnovare il contratto in scadenza il prossimo 31 dicembre o a fine marzo 2010. Per il gruppo Fiat, dopo le proteste per il previsto stop produttivo a Termini Imerese, la mobilitazione si è spostata a Pomigliano d’Arco. Nei giorni scorsi una ventina di operai i cui contratti sono in scadenza sono prima saliti sul tetto di un capannone e poi hanno occupato la sala consiliare del Comune. A Palazzo Chigi, intanto, il 22 dicembre, c’è stata una riunione tra Fiat, Governo e sindacati per l’illustrazione del piano industriale del Lingotto. Durante l’incontro l’amministratore delegato della Fiat, Sergio Marchionne, ha ipotizzato di spostare la produzione della nuova Panda dalla Polonia a Pomigliano ma ha avvertito che l’operazione “costa centinaia e centinaia di milioni di euro in più” e “la ristrutturazione comporterà, per i lavoratori, un ulteriore periodo di inattività. È quindi necessario poter contare su un periodo più lungo di sostegno al reddito”. Alla sera del giorno di Natale il vescovo di Nola, mons. Beniamino Depalma, celebrerà la messa nell’aula consiliare di Pomigliano d’Arco, insieme ai lavoratori Fiat. In particolare, il pensiero e la preghiera del vescovo e della comunità cristiana saranno per i 93 lavoratori che rischiano di perdere in tempi brevissimi il posto di lavoro.

Delusione dopo l’incontro di Roma. “Luci e ombre” nella riunione tra Fiat, Governo e parti sociali: le sottolinea don Aniello Tortora, direttore dell’Ufficio diocesano per i problemi sociali e il lavoro della diocesi di Nola, nel cui territorio insiste lo stabilimento Fiat di Pomigliano d’Arco (Na), da tempo in crisi. “Si parla del 2012 – spiega don Tortora, che ha accompagnato gli operai di Pomigliano che hanno manifestato a Roma il 22 dicembre in occasione della riunione – per far partire il tutto, se le cose andranno bene. Nel 2010 ci sarà la cassa integrazione. La produzione della Panda a Pomigliano sembra, comunque, una promessa attendibile perché fatta in una riunione così importante”. Perciò, “rispetto allo spettro di chiusura della fabbrica, si apre uno spiraglio anche se saranno necessari un paio di anni di sacrifici da parte di tutti”. Secondo don Tortora, “vale la pena fare questi sacrifici per un futuro più roseo”. Il problema “resta soprattutto per quei 93 lavoratori che rischiano di non veder rinnovato il contratto in scadenza: per 40 di loro il contratto scade il 31 dicembre. Mi domando: per queste persone e le loro famiglie che Natale sarà con questa spada di Damocle sulla testa?”. In realtà, dice don Tortora, “i lavoratori di Pomigliano, e soprattutto i 93 a rischio, sono delusi per l’esito dell’incontro: avrebbero voluto una risposta chiara, che non c’è stata. Spero che la Regione sia ben intenzionata con il Governo a risolvere la questione. Dopo Natale si dovrebbe aprire un tavolo di trattative tra Fiat, Regione e Governo. È necessario, adesso, spingere tutti insieme per una risoluzione positiva del problema”. Si tratta, infatti, osserva il sacerdote, di “una situazione drammatica per tante famiglie monoreddito e con figli a carico, che hanno il diritto di studiare, di giocare, di sognare, di vivere in pace. Non è possibile, e non è per niente dignitoso, oggi, per una famiglia arrivare alla fine del mese, quando ci arriva, con meno di 750/800 euro”.

La solidarietà della Chiesa. “Il nostro appello come Chiesa di Nola alla Fiat, al Governo e alle istituzioni, ai lavoratori e alla comunità cristiana è più forte che mai. Tutta la città di Pomigliano si stringe intorno ai lavoratori e la Chiesa non smette di dare il suo messaggio di speranza”, evidenzia don Tortora. Infatti, di fronte al dramma di tanti lavoratori e delle loro famiglie, la Chiesa di Nola è sempre stata in prima linea per chiedere una svolta in positivo. Il vescovo, mons. Beniamino Depalma e i cristiani impegnati nella Commissione diocesana per i problemi sociali e il lavoro esprimono “la loro piena solidarietà a tutti i lavoratori dello stabilimento Fiat-Auto Giambattista Vico di Pomigliano d’Arco, giustamente preoccupati per il loro futuro lavorativo e per le loro famiglie”. Il Papa, “intervenendo spesso su queste tematiche”, ricorda don Tortora, “ha espresso la sua preoccupazione per l’aumento di forme di lavoro precario e ha fatto appello affinché le condizioni lavorative siano sempre dignitose per tutti. Il nostro pastore, mons. Depalma, in un recente incontro alla Prefettura di Napoli ha presentato al prefetto le difficoltà del nostro territorio e ha invitato le istituzioni ad agire con forza per tutelare il lavoro, particolarmente a Pomigliano d’Arco”. “Ancora una volta – aggiunge don Tortora – mons. Depalma ha affermato che la persona umana deve essere al centro delle preoccupazioni dell’intera società e che il profitto è a servizio dell’uomo e non viceversa”. Di fronte alla grave crisi, la Chiesa di Nola lancia “un appello all’azienda, al Governo e alle istituzioni, ai sindacati, ai lavoratori, alla comunità cristiana” per dare un futuro ai lavoratori di Pomigliano e dire basta al lavoro precario, nero, sommerso che “ferisce la dignità dell’uomo”. “Questo Natale – conclude don Tortora – segni per tutti una rinascita nella dignità, nella giustizia e nella pace. Insieme, uniti, tutti, ce la faremo!”.